“Ho sempre considerato L’Orientale come un mondo magico: apri una porta e senti parlare una lingua, apri quella successiva e senti parlare in un’altra lingua. Il ventaglio di possibilità che si aprono è uno dei vantaggi più grandi”. Quella di Maria Pesacane, studentessa al terzo anno di Lingue, Letterature e Culture dell’Europa e delle Americhe, è la fotografia nitida di un Ateneo unico sul territorio regionale che mette a disposizione un’offerta formativa esclusivamente di tipo umanistico. Sua peculiarità, l’insegnamento delle lingue e delle culture straniere. Attraversando i continenti di Asia, Africa, America ed Europa, stupisce l’enorme vastità di insegnamenti attivi: lingue europee (inglese, angloamericano, francese, spagnolo, ispanoamericano, catalano, portoghese, finlandese, svedese, olandese, albanese, russo, neogreco, polacco, ceco, serbo-croato, bulgaro, romeno, ungherese); lingue asiatiche (arabo, turco, giapponese, cinese, coreano, ebraico, persiano, hindi, urdu, tibetano, indonesiano); lingue africane (amarico, hausa, swahili, berbero, somalo, etiopico e lingue sudanesi).
Nessun filtro all’ingresso dei 6 Corsi di Laurea Triennali attivati (Lingue, Lettere e Culture Comparate, Lingue, Letterature e Culture dell’Europa e delle Americhe, Mediazione Linguistica e Culturale presso il Dipartimento di Studi Letterari, Linguistici e Comparati; Civiltà Antiche e Archeologia: Oriente e Occidente; Lingue e Culture Orientali e Africane presso il Dipartimento di Asia Africa e Mediterraneo; Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali). Diversamente, i Corsi di Laurea Magistrale prevedono il possesso dei requisiti specifici oltre ad eventuali verifiche.
A distinguersi ogni anno per un maggior numero di iscritti il Dipartimento di Studi Letterari, Linguistici e Comparati in ragione della sua preminenza accordata alle lingue straniere. Non a caso, offre un’ampia libertà di scelta per ciò che concerne il percorso formativo: è lo studente che decide quali corsi integrare al piano carriera e, di conseguenza, quali competenze sviluppare. “Lo studente compila liberamente il proprio piano carriera, attenendosi alle proposte presentate dal Manifesto di studi, che solitamente divide ogni Corso di Laurea in più curricula”, spiega Francesca Ambrosio, studentessa del Corso di Laurea Magistrale in Linguistica e Traduzione Specialistica. E poi suggerisce: “Siate intelligenti nella scelta del vostro itinerario: non serve a niente studiare una lingua per tre anni, se poi in seguito avete intenzione di metterla da parte. È inutile pensare che avrà un peso sul vostro curriculum vitae. Se non sono costantemente allenate, le lingue si dimenticano e si incorre nel disagio peggiore per un traduttore, cioè l’anomia. L’anomia è un termine clinico per indicare la difficoltà di un interprete nel reperire il lessico straniero all’interno del proprio database mentale. Solo il phonic method, vale a dire l’immersione completa e totale nel parlato, aiuta a pensare in un’altra lingua e a mettere da parte la grammatica per dare priorità alla comunicazione orale. Consiglio ai futuri neolinguisti di non pianificare regolarmente il proprio studio solo in relazione alla sessione di esami programmata, ma tenere vivo il training linguistico. Seguite sempre i lettori, che offrono un approccio a 360 gradi e hanno una marcia in più rispetto ai professori, perché conoscono bene la prospettiva extracomunitaria. In più, sono i corsi meno affollati”. Se i lettori madrelingua svolgono corsi di durata annuale e quindi estendono la propria attività didattica a entrambi i semestri, il resto dei corsi ha svolgimento semestrale. “È un peccato che il corso di lingua duri solo pochi mesi e il resto delle esercitazioni sia affidato ai lettori. Sono il meglio che si possa sperare quando affrontiamo un’esercitazione dall’italiano ad una lingua d’arrivo. Ma nel caso inverso, è il professore italiano che sa orientare al meglio la nostra traduzione dalla lingua straniera e che ci aiuta a capire il senso di ciò che leggiamo. Le loro lezioni dovrebbero sempre andare di pari passo”, sottolinea Umberto Brancaccio, studente di Mediazione linguistica e culturale. “Il contatto con un nativo offre la possibilità di scoprire altri Paesi e, allo stesso tempo, di vedere il nostro attraverso lo sguardo di uno straniero. Si sa, la differenza è un’incredibile fonte di arricchimento. L’Orientale dà tanto, ma bisogna metterci il cuore e l’anima”, aggiunge Maria.
Lo sanno bene coloro che hanno scelto di avventurarsi nello studio delle lingue asiatiche, orientali o slave. “Sebbene sia cosa nota che oggi i Corsi di Laurea a sfondo umanistico siano quelli più difficili per assicurare ai giovani un’occupazione sicura, ritengo che la conoscenza di una lingua asiatica, come il cinese, possa aprire prospettive maggiori. Non dimentichiamo che L’Orientale è la più antica Scuola di Sinologia in Europa”, interviene Bianca Marinelli, studentessa di Lingue, Lettere e Culture comparate. L’Ateneo, inoltre, dal 2007 ospita l’Istituto Confucio in collaborazione con la Shanghai International Studies University per l’apprendimento della lingua e della cultura cinese, anche da parte di coloro che non intendono conseguirne la laurea. Rassicura uno studente di Lingua giapponese: “Diversamente da quello che si crede, la fonetica giapponese è abbastanza semplice. La grammatica è completamente diversa da quella italiana, per esempio ad un nostro verbo può corrispondere un loro aggettivo o una struttura particolare, ma non è troppo complesso”. Però aggiunge: “La difficoltà maggiore sta nella scrittura e nella lettura, a causa dei caratteri da memorizzare, i kanji, che hanno tante interpretazioni diverse a seconda del contesto”.
Pur essendo la prima istituzione a insegnare il cinese e il giapponese in Europa, L’Orientale primeggia anche per gli studi arabistici e islamici. “Abitavo a Cosenza prima di trasferirmi a Napoli per studiare Lingue, Lettere e Culture comparate. In molte università del Sud è difficile accostare una lingua orientale ad una occidentale, e continuare a farlo anche alla Magistrale. In più, la preparazione che offre L’Orientale nel settore orientalistico non è paragonabile a nessun’altra: io studio Lingua Araba e i miei docenti sono tutti attivi presso l’Istituto per l’Oriente di Roma (IPO) come traduttori. È una fortuna considerando che l’ingresso è libero e i Corsi sono unici sul territorio”, dice lo studente Emiliano. Ma se la lingua è prima di tutto uno strumento di dialogo per interagire attivamente con gli stranieri, “possibile mai che in tre anni di arabo non si sia mai fatta conversazione nemmeno con i lettori?”, reclama Letizia Ciaravolo, iscritta a Lingue e Culture orientali e africane, e continua: “le numerose nozioni di grammatica che abbiamo appreso non ci serviranno mai per dialogare, perché l’arabo classico non si usa a livello locale ma si interloquisce in dialetto. Non mi sembra giusto che sto per laurearmi in una lingua in cui posso tradurre le ‘Mille e una notte’, ma, se devo chiedere a qualcuno quanti anni ha, non sono in grado di farlo. Per quanto si possa studiare la Lingua Araba all’università a livello accademico, è sempre sul posto che avvengono le cose migliori”.
Non sono da meno gli sforzi di coloro che nutrono un’autentica dedizione per il mondo slavo: “con le lingue orientali, bisogna cercare di studiare volta per volta anche perché, in base al professore, le esigenze possono essere diverse. Già dal primo anno si corre molto con il programma di grammatica tra casi, desinenze e complementi, non permettendo quindi di assimilare al meglio le regole. I professori pretendono addirittura sin da subito una buona lettura, quando – a mio parere – le basi dovrebbero essere consolidate gradualmente per evitare di cadere sugli errori più banali. Qui a L’Orientale non ci si ferma un attimo”, sostiene Claudia di Mediazione linguistica e culturale.
Lingue e non solo a L’Orientale. A Scienze Politiche e Relazioni internazionali si passa dal diritto all’economia, dalla storia alle lingue, non dimenticando la statistica, che prevede inoltre un corso integrativo con l’esercitazione su piattaforma telematica. Infatti, se si sostiene l’esame di Statistica, si può accedere ad un corso gratuito di informatica. “Scienze Politiche altrove è una laurea asettica. Per quanto le lingue possano essere difficili e rallentare un po’ i tempi di laurea, esse costituiscono un vantaggio competitivo notevole, soprattutto nei concorsi europei. I curricula sono due: uno specializzato sulle aree asiatiche o africane (Asia-Africa); uno specializzato sull’Europa (Studi internazionali). Ovviamente, il proprio percorso si può modificare nel durante. Infatti, l’anno scorso non furono pochi quelli che abbandonarono il cinese”, rivela la studentessa Benedetta Del Sorbo, iscritta al secondo anno.
Di grande interesse anche il settore archeologico dell’Ateneo. Gli studenti sono sollecitati a partecipare alle campagne di scavo organizzate presso i siti campani. Una studentessa, iscritta al Corso di Laurea Magistrale in Archeologia, racconta: “L’Orientale offre agli studenti la possibilità di scegliere e sostenere moltissimi esami sulle antiche civiltà d’Oriente e d’Occidente, dall’archeologia all’area mediterranea, fino all’Estremo Oriente. La preparazione dei docenti è di alto livello. Già dal primo anno gli studenti possono partecipare alle campagne di scavo, tra queste il sito di Cuma è aperto ogni anno anche per ragazzi alle prime esperienze. Personalmente, in queste occasioni, ho avuto l’opportunità di entrare in contatto con altre università e con studenti non italiani: confrontarsi sul campo aiuta a crescere sia in ambito lavorativo che in quello personale. Inoltre, l’Università ha introdotto da qualche anno dei laboratori di archeologia marittima e subacquea e laboratori di disegno ceramico”.
Nessun filtro all’ingresso dei 6 Corsi di Laurea Triennali attivati (Lingue, Lettere e Culture Comparate, Lingue, Letterature e Culture dell’Europa e delle Americhe, Mediazione Linguistica e Culturale presso il Dipartimento di Studi Letterari, Linguistici e Comparati; Civiltà Antiche e Archeologia: Oriente e Occidente; Lingue e Culture Orientali e Africane presso il Dipartimento di Asia Africa e Mediterraneo; Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali). Diversamente, i Corsi di Laurea Magistrale prevedono il possesso dei requisiti specifici oltre ad eventuali verifiche.
A distinguersi ogni anno per un maggior numero di iscritti il Dipartimento di Studi Letterari, Linguistici e Comparati in ragione della sua preminenza accordata alle lingue straniere. Non a caso, offre un’ampia libertà di scelta per ciò che concerne il percorso formativo: è lo studente che decide quali corsi integrare al piano carriera e, di conseguenza, quali competenze sviluppare. “Lo studente compila liberamente il proprio piano carriera, attenendosi alle proposte presentate dal Manifesto di studi, che solitamente divide ogni Corso di Laurea in più curricula”, spiega Francesca Ambrosio, studentessa del Corso di Laurea Magistrale in Linguistica e Traduzione Specialistica. E poi suggerisce: “Siate intelligenti nella scelta del vostro itinerario: non serve a niente studiare una lingua per tre anni, se poi in seguito avete intenzione di metterla da parte. È inutile pensare che avrà un peso sul vostro curriculum vitae. Se non sono costantemente allenate, le lingue si dimenticano e si incorre nel disagio peggiore per un traduttore, cioè l’anomia. L’anomia è un termine clinico per indicare la difficoltà di un interprete nel reperire il lessico straniero all’interno del proprio database mentale. Solo il phonic method, vale a dire l’immersione completa e totale nel parlato, aiuta a pensare in un’altra lingua e a mettere da parte la grammatica per dare priorità alla comunicazione orale. Consiglio ai futuri neolinguisti di non pianificare regolarmente il proprio studio solo in relazione alla sessione di esami programmata, ma tenere vivo il training linguistico. Seguite sempre i lettori, che offrono un approccio a 360 gradi e hanno una marcia in più rispetto ai professori, perché conoscono bene la prospettiva extracomunitaria. In più, sono i corsi meno affollati”. Se i lettori madrelingua svolgono corsi di durata annuale e quindi estendono la propria attività didattica a entrambi i semestri, il resto dei corsi ha svolgimento semestrale. “È un peccato che il corso di lingua duri solo pochi mesi e il resto delle esercitazioni sia affidato ai lettori. Sono il meglio che si possa sperare quando affrontiamo un’esercitazione dall’italiano ad una lingua d’arrivo. Ma nel caso inverso, è il professore italiano che sa orientare al meglio la nostra traduzione dalla lingua straniera e che ci aiuta a capire il senso di ciò che leggiamo. Le loro lezioni dovrebbero sempre andare di pari passo”, sottolinea Umberto Brancaccio, studente di Mediazione linguistica e culturale. “Il contatto con un nativo offre la possibilità di scoprire altri Paesi e, allo stesso tempo, di vedere il nostro attraverso lo sguardo di uno straniero. Si sa, la differenza è un’incredibile fonte di arricchimento. L’Orientale dà tanto, ma bisogna metterci il cuore e l’anima”, aggiunge Maria.
Lo sanno bene coloro che hanno scelto di avventurarsi nello studio delle lingue asiatiche, orientali o slave. “Sebbene sia cosa nota che oggi i Corsi di Laurea a sfondo umanistico siano quelli più difficili per assicurare ai giovani un’occupazione sicura, ritengo che la conoscenza di una lingua asiatica, come il cinese, possa aprire prospettive maggiori. Non dimentichiamo che L’Orientale è la più antica Scuola di Sinologia in Europa”, interviene Bianca Marinelli, studentessa di Lingue, Lettere e Culture comparate. L’Ateneo, inoltre, dal 2007 ospita l’Istituto Confucio in collaborazione con la Shanghai International Studies University per l’apprendimento della lingua e della cultura cinese, anche da parte di coloro che non intendono conseguirne la laurea. Rassicura uno studente di Lingua giapponese: “Diversamente da quello che si crede, la fonetica giapponese è abbastanza semplice. La grammatica è completamente diversa da quella italiana, per esempio ad un nostro verbo può corrispondere un loro aggettivo o una struttura particolare, ma non è troppo complesso”. Però aggiunge: “La difficoltà maggiore sta nella scrittura e nella lettura, a causa dei caratteri da memorizzare, i kanji, che hanno tante interpretazioni diverse a seconda del contesto”.
Pur essendo la prima istituzione a insegnare il cinese e il giapponese in Europa, L’Orientale primeggia anche per gli studi arabistici e islamici. “Abitavo a Cosenza prima di trasferirmi a Napoli per studiare Lingue, Lettere e Culture comparate. In molte università del Sud è difficile accostare una lingua orientale ad una occidentale, e continuare a farlo anche alla Magistrale. In più, la preparazione che offre L’Orientale nel settore orientalistico non è paragonabile a nessun’altra: io studio Lingua Araba e i miei docenti sono tutti attivi presso l’Istituto per l’Oriente di Roma (IPO) come traduttori. È una fortuna considerando che l’ingresso è libero e i Corsi sono unici sul territorio”, dice lo studente Emiliano. Ma se la lingua è prima di tutto uno strumento di dialogo per interagire attivamente con gli stranieri, “possibile mai che in tre anni di arabo non si sia mai fatta conversazione nemmeno con i lettori?”, reclama Letizia Ciaravolo, iscritta a Lingue e Culture orientali e africane, e continua: “le numerose nozioni di grammatica che abbiamo appreso non ci serviranno mai per dialogare, perché l’arabo classico non si usa a livello locale ma si interloquisce in dialetto. Non mi sembra giusto che sto per laurearmi in una lingua in cui posso tradurre le ‘Mille e una notte’, ma, se devo chiedere a qualcuno quanti anni ha, non sono in grado di farlo. Per quanto si possa studiare la Lingua Araba all’università a livello accademico, è sempre sul posto che avvengono le cose migliori”.
Non sono da meno gli sforzi di coloro che nutrono un’autentica dedizione per il mondo slavo: “con le lingue orientali, bisogna cercare di studiare volta per volta anche perché, in base al professore, le esigenze possono essere diverse. Già dal primo anno si corre molto con il programma di grammatica tra casi, desinenze e complementi, non permettendo quindi di assimilare al meglio le regole. I professori pretendono addirittura sin da subito una buona lettura, quando – a mio parere – le basi dovrebbero essere consolidate gradualmente per evitare di cadere sugli errori più banali. Qui a L’Orientale non ci si ferma un attimo”, sostiene Claudia di Mediazione linguistica e culturale.
Lingue e non solo a L’Orientale. A Scienze Politiche e Relazioni internazionali si passa dal diritto all’economia, dalla storia alle lingue, non dimenticando la statistica, che prevede inoltre un corso integrativo con l’esercitazione su piattaforma telematica. Infatti, se si sostiene l’esame di Statistica, si può accedere ad un corso gratuito di informatica. “Scienze Politiche altrove è una laurea asettica. Per quanto le lingue possano essere difficili e rallentare un po’ i tempi di laurea, esse costituiscono un vantaggio competitivo notevole, soprattutto nei concorsi europei. I curricula sono due: uno specializzato sulle aree asiatiche o africane (Asia-Africa); uno specializzato sull’Europa (Studi internazionali). Ovviamente, il proprio percorso si può modificare nel durante. Infatti, l’anno scorso non furono pochi quelli che abbandonarono il cinese”, rivela la studentessa Benedetta Del Sorbo, iscritta al secondo anno.
Di grande interesse anche il settore archeologico dell’Ateneo. Gli studenti sono sollecitati a partecipare alle campagne di scavo organizzate presso i siti campani. Una studentessa, iscritta al Corso di Laurea Magistrale in Archeologia, racconta: “L’Orientale offre agli studenti la possibilità di scegliere e sostenere moltissimi esami sulle antiche civiltà d’Oriente e d’Occidente, dall’archeologia all’area mediterranea, fino all’Estremo Oriente. La preparazione dei docenti è di alto livello. Già dal primo anno gli studenti possono partecipare alle campagne di scavo, tra queste il sito di Cuma è aperto ogni anno anche per ragazzi alle prime esperienze. Personalmente, in queste occasioni, ho avuto l’opportunità di entrare in contatto con altre università e con studenti non italiani: confrontarsi sul campo aiuta a crescere sia in ambito lavorativo che in quello personale. Inoltre, l’Università ha introdotto da qualche anno dei laboratori di archeologia marittima e subacquea e laboratori di disegno ceramico”.
Le pagine 55, 56 e 57 de L’Orientale
sono a cura di Sabrina Sabatino
sono a cura di Sabrina Sabatino







