La disciplina va affrontata il prima possibile, “quando si è ancora in pieno entusiasmo”

Ha un volto rassicurante la nuova docente di Diritto Commerciale. Molisana d’origine, laureata in Giurisprudenza alla Luiss di Roma, giovane – ha 42 anni -, la prof.ssa Lucia Picardi ci accoglie in Dipartimento con un sorriso. “Chi viene qui il più delle volte ha bisogno di una parola di conforto. I ragazzi spesso sono tesi e cercano conferme. Altre occasioni, invece, sono di semplice confronto. Sono conscia delle difficoltà che riserva la disciplina ed il contatto diretto è l’unico modo che abbiamo per contrastare i disagi”, afferma la docente che non è nuova alla Federico II. “Sono stata allieva del prof. Massimo Miola e con questa cattedra ho tenuto alcune lezioni e partecipato a vari seminari. Dal 2006 sono docente ordinario dell’insegnamento di Diritto dell’Impresa, materia complementare al Diritto Commerciale. Attualmente sono supplente per la III cattedra, in quanto il prof. Giuseppe Guizzi è in anno sabbatico”, spiega. 
La docente, che presiede da tempo alle sedute d’esame, racconta: “troppo spesso si arriva alla prova scoraggiati. I ragazzi che si approcciano alla materia senza timore riverenziale hanno maggiori possibilità di farcela. Essere sicuri delle proprie capacità segna la linea di confine fra un esame brillante o meno”. Certo che non sentirsi a disagio nei confronti della disciplina, considerata una delle più complesse del percorso di studi, non è poi così facile. “Gli studenti hanno ragione quando lamentano una eccessiva difficoltà della materia che è quantitativamente consistente e qualitativamente articolata. Abbraccia diversi profili passando da una disciplina generale a specifici contratti d’impresa”. Spina nel fianco: le società, “argomento da non sottovalutare in quanto, oltre ad essere lo zoccolo duro del programma, è di primissima importanza. Chi studia, però, deve essere consapevole dell’utilità della materia. La disciplina è in continua evoluzione e completamente calata nella realtà. Sarebbe davvero un peccato non attribuirle il giusto peso”. Un peso che spesso diventa una zavorra per quanti non riescono a superare l’esame e se lo trascinano dietro per anni. “Ogni battuta d’arresto è controproducente. L’esame va preparato e superato il prima possibile. Occorre leggere subito i manuali per avere una prima infarinatura. Solo dopo bisogna ripetere e cominciare ad interrogarsi”. Ma quale è il miglior approccio alla disciplina? “Partecipare alle lezioni e alle attività seminariali aiuta ad acquisire un metodo di studio corretto – suggerisce la prof.ssa Picardi – Si deve partire dalla lettura del dato normativo, dei codici e delle leggi complementari, per avere un approccio critico. Dopodiché, valorizzare i collegamenti fra i vari argomenti del programma, per essere pronti in sede d’esame a passare da una parte all’altra”. Ultimo punto: “Chiedersi il perché delle norme. Perché il legislatore ha tutelato alcune categorie? Perché ha deciso di disciplinarle in questo modo?. Quesiti che, oltre ad essere utili per ripetere e rendere il pensiero critico, vivacizzano un esame che è tutt’altro che statico e noioso”. Un’altra avvertenza: “La disciplina va affrontata quando si è ancora in pieno entusiasmo. Durante gli anni, la preoccupazione cresce, così come la stanchezza. Spesso gli studenti arrivano all’esame schiacciati dal peso delle prove fin lì sostenute. Sostenere Commerciale quando si è ancora freschi può essere uno dei rimedi contro qualsiasi forma di blocco”. E da studentessa la prof.ssa Picardi come ha affrontato la disciplina? “Studiando tanto e con continuità. Ho avvertito anch’io la complessità e la diversità rispetto al più tradizionale diritto positivo – ammette – Al contempo, ne ho subìto anche il fascino perché la materia offre tanti stimoli. Inoltre, mi è sempre piaciuta la figura del giurista d’impresa. Specializzarsi in quel settore significa, senza ombra di dubbio, costruire quando si è all’università delle solide basi in Diritto Commerciale”.
Susy Lubrano
- Advertisement -




Articoli Correlati