Una sola aula studio non basta

È la sede più recente di Ingegneria, per molti aspetti la più bella, con un cortile progettato come una piccola piazza coperta, con le aule disposte lungo dei ballatoi. Una specie di chiostro, ma con più luce, più respiro e alle spalle un bellissimo giardino con delle giostre per i bambini. È mattina, sono le 10.30 del 2 novembre, ed il cortile dell’edificio di Agnano è pieno di ragazzi. Sono appena terminate le prime due ore di lezione e sul muretto che chiude le aiuole centrali ci sono due ragazzi che mangiano un panino. Non è un po’ troppo presto? “È l’unica occasione che abbiamo nell’intera giornata. Il mercoledì ed il giovedì abbiamo lezione dalla mattina alla sera e non abbiamo nemmeno il tempo di pranzare”, dicono Antonio Razzano, Domenico Pirozzi e Luigi Valente, studenti ad Ingegneria Civile. “La sede è carina, non ci possiamo lamentare, trascorriamo qui tutto il giorno, ma è complicato trovare un posto libero per studiare”, sostengono le colleghe Alessandra Espresso e Antonella Cirma. Molti studenti lamentano la carenza di spazi per studiare, una sola aula studio ed una sola biblioteca, affermano diversi studenti, non sono sempre sufficienti per ospitare tutti coloro che affollano la struttura. Eppure i corridoi interni sono pieni di ragazzi che studiano nelle aule lasciate aperte al termine delle lezioni. “Dipende dagli orari. Da stamattina abbiamo cambiato ben cinque aule perché cominciavano le lezioni”, raccontano Gianluca Di Napoli, Marco Romagnoli e Nicola Castaldo di Ingegneria Informatica che soffrono anche altre carenze: “manca una mensa interna. Per mangiare ci si deve spostare. Ci sono dei ristoranti convenzionati in zona, ma bisogna arrivare presto per trovare qualcosa. Da quando l’Adisu ha posto dei limiti al costo dei pasti, dovremmo mangiare ogni giorno pizza. A quel punto, meglio il panino del Conad che è proprio qui di fronte”. Fra gli studenti che seguono i corsi ad Agnano, infatti, un punto di riferimento fondamentale, dopo le 13.00, è il supermercato dall’altro lato della strada.
Alle difficoltà interne si sommano quelle esterne: la sede si trova, è vero, vicino ad una stazione della Cumana ma questo comporta un viaggio ulteriore da Piazzale Tecchio, dove convergono le linee regionali, e da settembre le corse sono state dimezzate per carenza di fondi. “Ogni giorno, fra andata e ritorno, facciamo quasi quattro ore di viaggio”, raccontano Alessia, Regina e Arianna, iscritte ad Ingegneria Civile, nella pausa fra il corso di Statistica e Probabilità e quello di Fisica Tecnica. 
Giornate lunghe
e stressanti
Sono le 15.30 del pomeriggio ma la popolazione studentesca non accenna a scemare. “Le giornate sono lunghe e stressanti ed i servizi qui non sono il massimo: la connettività wi-fi è incostante e chi come noi viene da lontano, deve utilizzare molti mezzi di trasporto per arrivare in Facoltà”, sostengono Andrea Tessitore e Alessandro Pagliara, secondo anno di Ingegneria Informatica, mentre attendono l’inizio della lezione di Basi di dati. E poi confessano il loro maggiore disagio: “hanno cambiato l’orario. Nella prima versione avevamo addirittura il tempo di seguire le lezioni delle materie arretrate dallo scorso anno. Adesso, invece, questo tempo non ce l’abbiamo più. I ritmi sono tremendi e stamattina abbiamo deciso di non seguire per cercare di riposare almeno un po’ e recuperare le energie”. In attesa davanti alla stessa aula ci sono anche Teresa Suppa e Angelo Venditto che avvertono minori disagi, soprattutto logistici: “c’è spazio per studiare e non pesa uscire per andare a prendere qualcosa da mangiare. Abbiamo tutto a portata di mano, forse però sarebbe piacevole se il bar interno non chiudesse alle 15.30”. Anche Giovanni Noviello, Vincenzo Ferrara e Antonio Cafaro, studenti al secondo anno di Ingegneria Elettronica, sono soddisfatti però, dicono, “noi non restiamo mai a studiare. Siamo della provincia di Salerno e abbiamo deciso, insieme, di raggiungere Agnano in auto. Conviene anche economicamente, perché la SITA, la società di autobus che fa servizio nella nostra zona, è uscita dal consorzio regionale e dovremmo pagare due biglietti diversi”. 
Ultima lezione 
alle 18,30…
senza Cumana
Sono le 16.30 e mentre camminiamo per i corridoi dei piani superiori incontriamo dei ragazzi che mangiano un panino, questa volta in piedi. “Un po’ di sostentamento prima di seguire Fisica Generale – scherza Pasquale Riccio, matricola ad Ingegneria Informatica, cantante pop nel tempo libero – Abbiamo una settimana a scacchiera con corsi che si alternano fra mattine e pomeriggi. Non abbiamo mai più di cinque o sei ore di lezione di seguito, che è pesante solo psicologicamente, ma per questo c’è il gruppo di studio del venerdì. Ci vediamo nell’aula studio, cerchiamo dei banchi e sedie ancora interi e ripassiamo quello che abbiamo affrontato durante la settimana”. 
Lasciamo la sede quando è ancora giorno e siamo fortunati. Per motivi tecnici la Cumana chiude in anticipo, l’ultima corsa è alle 17.00. Di autobus, con le agitazioni in corso da giorni, nemmeno l’ombra. Come faranno a tornare a casa i ragazzi che hanno ancora un’ora e mezza di lezione?                                           
Simona Pasquale
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