Quello che inizierà a settembre sarà l’ultimo anno dei Diplomi. Dal 2001/2002 entrerà infatti in vigore la riforma universitaria, che prevede una laurea di primo livello in tre anni, dai contenuti professionalizzanti, ed una laurea specialistica, per conseguire la quale al triennio di base andranno aggiunti altri due anni. Dunque, da quel momento in poi, per i diplomi non ci sarà più spazio. Saranno in pratica soppiantati dalla laurea triennale. Quale futuro per i diplomandi, per coloro i quali stanno per iscriversi ad uno dei diplomi di Ingegneria e per coloro i quali hanno conseguito già questo titolo?
L’Unione degli Universitari ha promosso ad Ingegneria un dibattito svoltosi il 14 giugno, con la partecipazione del Preside Vincenzo Naso, il quale, per anni, ha ricoperto anche l’incarico di coordinatore dei diplomi stessi.
Attualmente, come noto, lo studente diplomato il quale intenda proseguire il cammino e laurearsi deve sostenere quindici esami. L’UdU chiede che chi è già diplomato sia legalmente equiparato ad un laureato di primo livello e che chi ha intrapreso la strada del diploma ma non è ancora giunto alla fine possa passare a credito zero, dunque senza esami in sovrappiù da sostenere, alla laurea di primo livello.
Il Preside Naso risposte certe e sicure non ne ha date, anche in ragione della situazione attuale del quadro normativo, in via di definizione. Tuttavia, qualche indicazione confortante l’ha fornita: “io non posso garantire che il debito formativo (leggasi esami da sostenere, n.d.r) di chi passa dal diploma alla laurea di primo livello sarà zero. Ma certamente non saranno i 15 esami che attualmente un diplomato deve sostenere per laurearsi”.
Ingegneria della Federico II è stata una delle facoltà che per prime ha attivato, anni orsono, i Diplomi universitari. I risultati sono stati contrastanti. Buoni, dal punto di vista degli sbocchi occupazionali, per quello in Informatica, che ha garantito tempi rapidi di impiego, anche in realtà presenti sul territorio campano. Meno buoni per i diplomi in Meccanica e soprattutto in Infrastrutture, che scontano un paradosso: il diplomato ancora oggi non può iscriversi all’albo degli ingegneri e non può firmare un progetto. Il che, per un professionista che dovrebbe operare nel settore delle infrastrutture, rappresenta un ostacolo piuttosto pesante.
L’altro paradosso che rende difficile la vita dei diplomati -ma Informatica rappresenta una eccezione, perché il settore privato ha fame di tecnici- è costituito dal fatto che i concorsi pubblici, ancora oggi, non prevedono specificamente la loro figura. Dunque capita che uno studente il quale abbia conseguito il diploma universitario sia valutato come un semplice diplomato di scuola media superiore.
L’Unione degli Universitari ha promosso ad Ingegneria un dibattito svoltosi il 14 giugno, con la partecipazione del Preside Vincenzo Naso, il quale, per anni, ha ricoperto anche l’incarico di coordinatore dei diplomi stessi.
Attualmente, come noto, lo studente diplomato il quale intenda proseguire il cammino e laurearsi deve sostenere quindici esami. L’UdU chiede che chi è già diplomato sia legalmente equiparato ad un laureato di primo livello e che chi ha intrapreso la strada del diploma ma non è ancora giunto alla fine possa passare a credito zero, dunque senza esami in sovrappiù da sostenere, alla laurea di primo livello.
Il Preside Naso risposte certe e sicure non ne ha date, anche in ragione della situazione attuale del quadro normativo, in via di definizione. Tuttavia, qualche indicazione confortante l’ha fornita: “io non posso garantire che il debito formativo (leggasi esami da sostenere, n.d.r) di chi passa dal diploma alla laurea di primo livello sarà zero. Ma certamente non saranno i 15 esami che attualmente un diplomato deve sostenere per laurearsi”.
Ingegneria della Federico II è stata una delle facoltà che per prime ha attivato, anni orsono, i Diplomi universitari. I risultati sono stati contrastanti. Buoni, dal punto di vista degli sbocchi occupazionali, per quello in Informatica, che ha garantito tempi rapidi di impiego, anche in realtà presenti sul territorio campano. Meno buoni per i diplomi in Meccanica e soprattutto in Infrastrutture, che scontano un paradosso: il diplomato ancora oggi non può iscriversi all’albo degli ingegneri e non può firmare un progetto. Il che, per un professionista che dovrebbe operare nel settore delle infrastrutture, rappresenta un ostacolo piuttosto pesante.
L’altro paradosso che rende difficile la vita dei diplomati -ma Informatica rappresenta una eccezione, perché il settore privato ha fame di tecnici- è costituito dal fatto che i concorsi pubblici, ancora oggi, non prevedono specificamente la loro figura. Dunque capita che uno studente il quale abbia conseguito il diploma universitario sia valutato come un semplice diplomato di scuola media superiore.







