Nello scorso numero abbiamo pubblicato la toccante storia di S. O., studente di Ingegneria, disabile dopo un grave incidente, e della solidarietà dei colleghi che hanno trasformato la propria tesi di primo livello in Ingegneria Biomedica in un progetto a supporto del suo ritorno agli studi, modificando i dispositivi di comunicazione che gli consentono di esprimersi. Ora scendiamo nel dettaglio della partecipazione dei ragazzi e del loro coinvolgimento in questa straordinaria vicenda grazie alla collaborazione con l’ingegnere Gennaro Siciliano del Centro SinAPSi (Servizi per l’inclusione attiva e partecipata degli studenti) dell’Ateneo Federico II e con il prof. Alessandro Pepino, docente di Bioingegneria Elettronica e Informatica. “Ho sempre lottato per il ridimensionamento della tesi triennale, che rappresenta un aggravio del percorso formativo di ragazzi proiettati verso la Laurea Magistrale. Questa esperienza ha permesso di realizzare un lavoro interessante in un tempo contenuto”, illustra il prof. Pepino che non trascura di sottolineare l’aspetto umano legato all’impegno tecnico. In commercio esistono diversi comunicatori, spiega: “Si tratta di software e hardware immaginati per persone con diverse disabilità ma ben pochi di essi, compresi quelli venduti a carico del Sistema Sanitario Nazionale, possono essere davvero funzionanti perché manca il passaggio intermedio della personalizzazione degli strumenti e della formazione all’utilizzo. Nel corso di questo processo, siamo stati in grado, attraverso un lavoro alla portata degli studenti, di personalizzare i dispositivi che stanno permettendo a questo nostro studente di colloquiare in chat in maniera diretta. Ha anche partecipato alla sua prima seduta di psicoterapia senza più alcun mediatore. Siamo stati molto colpiti da questa persona con una forza e un’energia fuori dal comune, dal suo impegno e dalla determinazione sua e della sua famiglia. È toccante”. Ma lo studio di sistemi di sostegno alla disabilità non si limita, come sottolinea il professore, a questo intervento: “da quando hanno cancellato la figura degli insegnanti di sostegno, lavoriamo molto con le scuole per la costruzione di apparecchiature per i ragazzi non vedenti”. Entusiasti gli studenti coinvolti dal docente: hanno lavorato sulla parte software del dispositivo contribuendo a modificare le griglie e le funzioni di scrittura e lettura dei più diffusi software in commercio, intervenendo sui comandi per renderli eseguibili da una persona con una funzionalità motoria delle mani estremamente limitata. Raccontano di come sia cambiato il loro punto di vista, contribuendo a modificare o rafforzare le scelte fino ad ora compiute. “Io mi sono interessato al programma word per la scrittura di testi scientifici, introducendo le lettere greche e la possibilità di scrivere delle formule – racconta Ciro De Luca, 24 anni napoletano – Il lavoro in realtà non è ancora finito perché alla Laurea Magistrale un altro gruppo di persone dovrà assemblare tutte le griglie fino ad ora trascritte e renderle operative in maniera integrata”. L’esperienza ha profondamente inciso sulle sue scelte accademiche: “abbiamo lavorato a Monte Sant’Angelo al Centro SInAPSi dove ho compreso com’è lavorare con un superiore che ti guida in un vero contesto lavorativo. Ho anche appurato che mi piacerebbe gestire questi dispositivi sia dal ogni punto di vista del software che dell’hardware, per questo ho cambiato indirizzo e mi sono iscritto alla Laurea Magistrale in Elettronica”. Martina Bruno, 24 anni, originaria di Ariano Irpino, si è occupata della personalizzazione della gestione di documenti e cartelle della posta elettronica dell’applicazione Thunderbird: “in alcuni casi ho solo modificato l’interfaccia in relazione al numero di tasti e alla velocità di esecuzione, in altri l’ho creata per intero. Sono orgogliosa di aver potuto fare qualcosa che non fosse solo calcoli e teoria. Tutto è cominciato quando sono andata a chiedere la tesi al prof. Pepino perché il corso con lui mi era piaciuto molto. Mi ha entusiasmato la possibilità di fare, nel mio piccolo, una cosa importante per un’altra persona. Un evento raro nella nostra Facoltà”. L’attività ha motivato Martina nella decisione di orientare gli studi della Laurea Magistrale in Ingegneria Biomedica verso il settore della riabilitazione: “aiutare le persone sarebbe una grande soddisfazione”. Claudia Cremato, 24 anni, di San Sebastiano al Vesuvio, che da marzo seguirà gli studi specialistici in Ingegneria Biomedica al Politecnico di Torino, ha deciso di aderire all’iniziativa dopo aver valutato diverse opzioni di tesi: “questa era interessante dal punto di vista scientifico perché ho lavorato sul programma Adobe per adattarlo alle esigenze di lettura del nostro collega, cimentandomi con la strumentazione biomedica con, al tempo stesso, un coinvolgimento umano molto forte. Ho scelto quindi l’indirizzo Biomeccanico per progettare protesi e organi. Era un’idea che avevo già in mente, ma ora ne sono ancora più convinta”.
“È stata un’esperienza molto forte e il motivo per cui lavoravo a questo progetto mi ha incentivata a fare le cose al meglio – afferma Valentina Brancato, 22 anni, napoletana, studentessa lavoratrice iscritta alla Magistrale che si è dedicata alla velocizzazione della posta elettronica e del sistema di navigazione nei siti accademici – Fra tutte le possibilità di tesi ho preferito questa perché era la più interattiva e aveva un risvolto pratico”.
Simona Pasquale
“È stata un’esperienza molto forte e il motivo per cui lavoravo a questo progetto mi ha incentivata a fare le cose al meglio – afferma Valentina Brancato, 22 anni, napoletana, studentessa lavoratrice iscritta alla Magistrale che si è dedicata alla velocizzazione della posta elettronica e del sistema di navigazione nei siti accademici – Fra tutte le possibilità di tesi ho preferito questa perché era la più interattiva e aveva un risvolto pratico”.
Simona Pasquale







