Lavaggi e Vitale i candidati

Il 30 ottobre urne aperte alla Facoltà di Architettura per eleggere il nuovo Presidente del Consiglio di Corso di Laurea in Progettazione Architettonica, il biennio specialistico della laurea triennale in Scienze dell’Architettura. La prof.ssa Virginia Gangemi lascia l’incarico. Due i candidati: Antonio Lavaggi ed Augusto Vitale. Quella di Lavaggi, che è già Presidente della triennale, è una ipotesi che viene da lontano. Ha infatti già collaborato con la prof.ssa Gangemi. Sin da giugno, inoltre, aveva preparato un programma e lo aveva inviato ai suoi colleghi. Vitale ha preparato il programma a settembre ed ha sciolto la riserva il 17 ottobre, dopo un incontro con Lavaggi dal quale, evidentemente, non è emersa la possibilità di convergere su un’unica candidatura ed un unico programma. 
Proprio sulla continuità e sull’esperienza già accumulata, Lavaggi fa leva, per chiedere il voto agli elettori. Uno dei problemi sul tappeto: adeguare la struttura dei due Corsi al Decreto Ministeriale connesso a quello 207/2004. “Un lavoro impegnativo che, considerata la complementarietà dei due Corsi di Laurea, suggerisce un approccio comune rispetto alle modifiche da introdurre. In questa logica ritengo che la presenza dello stesso presidente per i due corsi di laurea possa agevolare il lavoro a farsi”. Tra le priorità, indica il regolamento delle tesi di laurea e quello delle attività di tirocinio che necessitano “di una revisione con l’obiettivo di ridimensionare da una parte le polemiche ricorrenti in occasione delle sedute di laurea e di affrontare dall’altra i molti problemi connessi alla pratica del tirocinio. Questo secondo aspetto vede attivo un tavolo di lavoro con l’Ordine degli Architetti”. Si sofferma inoltre sulla questione del riconoscimento europeo del Corso di Laurea Magistrale. Nonostante le sollecitazioni della Facoltà, il Ministero, ha risposto “che le lauree magistrali attivate per ottenere il riconoscimento europeo devono prevedere in comune gli insegnamenti del primo anno. Un problema di Facoltà, dunque, che dovrebbe vedere da subito al lavoro i presidenti dei tre corsi di laurea magistrale. Al momento della richiesta era attivo il solo Corso di laurea magistrale Architettura/Progettazione architettonica”. La regolarizzazione del calendario didattico è un altro dei temi inseriti nel programma. “In questi anni di avvio il numero ridotto dei laureati triennali ha suggerito di rimandare l’inizio dei corsi per “aspettare” i laureandi. Già dallo scorso anno accademico il numero dei laureati ci consente invece di prevedere un calendario “regolare” analogo a quello del Corso di laurea triennale, con l’inizio dei corsi dal mese di ottobre e la conclusione del secondo semestre a fine giugno”. Infine, rileva il docente, “la Facoltà dovrebbe consentire la prosecuzione degli studi a tutti gli studenti che intendano farlo e senza ulteriori selezioni. In questa logica intendo proporre nella triennale, a partire dal prossimo anno accademico, una sorta di pre-iscrizione ai corsi di laurea magistrale (nel gennaio 2008 per l’anno acc. 2008-09)) che consenta la programmazione dei Manifesti degli Studi tenendo conto anche delle richieste degli studenti”.
Se Lavaggi mette sul piatto della bilancia la sua esperienza di Presidente di  Scienze dell’Architettura, Augusto Vitale replica ricordando il suo percorso nella progettazione del Corso di Laurea in Edilizia del quale è stato Presidente per due mandati. Una priorità: puntare sulla specificità del Corso per differenziarlo in maniera netta dal percorso quinquennale in Architettura UE. E’ necessario anche che si affermi un altro tema caratterizzante dell’iter formativo del Corso: l’interdisciplinarità. In questo senso, secondo il prof. Vitale,  “occorre rafforzare i Laboratori, che debbono essere considerati delle vere e proprie strutture formative in cui si elabora la pluridisciplinarità e soprattutto si mettono alla prova gli aspetti più qualificanti di una professionalità di alto profilo”.
Per assicurare il prolungamento degli studi per gli studenti licenziati in numero crescente da Scienze dell’Architettura, evitare l’emorragia di studenti verso Architettura UE e dare risposta alle richieste formulate da candidati provenienti dai Corsi triennali di Architettura di altri Atenei, tra cui la Seconda Università, Vitale sottolinea “la necessità di ridiscutere l’estensione del numero programmato previsto per l’ammissione al primo anno di corso, valutandone opportunamente il dimensionamento”. Più studenti significa, però, che occorreranno più strutture e più spazi. Dunque, ragiona il candidato, “si porrà in maniera ineludibile la richiesta di spazi più adeguati per le attività formative, già fortemente carenti per il Corso”. Propone poi una mostra dei prodotti elaborati dai laboratori, da tenersi al termine di ogni anno accademico: “servirà per mettere alla prova i gruppi docenti e costituirà la verifica delle competenze acquisite dagli studenti”.
Fabrizio Geremicca
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