Incontri con i docenti e con gli studenti, con i Dipartimenti ed i Corsi di Laurea, poi il dibattito pubblico. Ora il momento della verità. Lettere va alle urne (200 gli elettori) per decidere il successore di Antonio Nazzaro, l’11 maggio (dalle 9.00 alle 13.00). E se la fumata fosse nera, due nuovi appelli: il 17 ed il 20 maggio. Così ha stabilito il decano della Facoltà Alberto Varvaro.
Insomma a breve, Lettere saprà chi tra i due contendenti –Arturo De Vivo o Eugenio Mazzarella- l’avrà spuntata. Di certo sarà un cambio generazionale, chiunque sarà eletto: entrambi hanno da poco superato i cinquant’anni.
De Vivo, ordinario di Letteratura Latina e direttore della Sicsi (Scuola Interuniversitaria Campana di Specializzazione all’Insegnamento), ha dalla sua l’esperienza da Preside alla Facoltà di Lettere della Seconda Università; Mazzarella, ordinario di Filosofia teoretica, vanta una presenza decennale nel dibattito pubblico e culturale della città, come editorialista e collaboratore dei suoi maggiori quotidiani, la direzione di Fridericiana ed è nel Consiglio di Amministrazione di ARPA.
“Comunque vada, andrà bene per la facoltà”, il parere diffuso. Ancora: “due buone candidature che hanno contribuito all’imbarazzo dei colleghi”
Insomma a breve, Lettere saprà chi tra i due contendenti –Arturo De Vivo o Eugenio Mazzarella- l’avrà spuntata. Di certo sarà un cambio generazionale, chiunque sarà eletto: entrambi hanno da poco superato i cinquant’anni.
De Vivo, ordinario di Letteratura Latina e direttore della Sicsi (Scuola Interuniversitaria Campana di Specializzazione all’Insegnamento), ha dalla sua l’esperienza da Preside alla Facoltà di Lettere della Seconda Università; Mazzarella, ordinario di Filosofia teoretica, vanta una presenza decennale nel dibattito pubblico e culturale della città, come editorialista e collaboratore dei suoi maggiori quotidiani, la direzione di Fridericiana ed è nel Consiglio di Amministrazione di ARPA.
“Comunque vada, andrà bene per la facoltà”, il parere diffuso. Ancora: “due buone candidature che hanno contribuito all’imbarazzo dei colleghi”







