Lettere Moderne, pareri contrastanti delle matricole sulla divisione in moduli dei corsi

Si è concluso il primo modulo di corsi per le matricole del Corso di Laurea in Lettere Moderne che seguono nell’Aula 4. Sono pronte ad affrontare il secondo, anch’esso di 30 ore. A differenza della parte iniziale, accolta con entusiasmo e soddisfazione, il secondo modulo suscita dubbi e perplessità riguardo ad alcune materie. I pareri sono contrastanti sulla divisione, per alcune delle matricole è stimolante, per altre porta alla perdita di concentrazione. “In questo modo possiamo avere due punti di vista su una stessa materia”, commenta Mario. Invece Sonia afferma: “è come se il corso fosse spezzato. Se ti piace come spiega un docente, sei costretto ad abbandonarlo con l’avvento del secondo modulo e ciò crea un’inevitabile confusione”. Gli studenti che hanno seguito il primo modulo del corso di Storia della Lingua Italiana con il prof. Francesco Montuori, ad esempio, sono un po’ delusi dal secondo, tenuto dalla prof.ssa Chiara De Caprio. “Visto che è molto giovane, ci aspettavamo da lei una lezione più coinvolgente, interattiva, che interessasse alla materia. Invece, a mio avviso, è troppo legata alla spiegazione del libro di testo, è raro che si stacchi da questo per fornirci degli esempi, come spesso faceva il prof. Montuori, al fine di rendere la materia di più facile comprensione”, spiega Renato Torri. “Inoltre il prof. Montuori ci portava documenti su cui lavorare insieme e slide, rendendo il tutto più alla portata di noi studenti, che affrontiamo la materia per la prima volta”, continua Gaia Mattera, anche lei del primo anno.
Di grande apprezzamento la ripartizione del corso di Letteratura Italiana, tenuto dai professori Adriana Mauriello e Francesco Botti: “Sono due docenti che fanno appassionare alla materia, in particolare il prof. Botti dimostra di essere innamorato della Letteratura Italiana e trasmette questo amore anche agli studenti”, afferma ancora Mario.
Dalle matricole diverse critiche vengono mosse, invece, al corso di Lingua Inglese della prof.ssa Flavia Cavaliere: “la lezione è frammentaria, non si sofferma mai su un argomento in particolare spiegandolo perbene”, interviene Caterina. “Il primo giorno di corso ha assicurato che sarebbe partita da un livello base d’inglese, in modo da permettere a tutti di seguire, mentre ha iniziato da un livello abbastanza elevato, quindi risulta difficile, per chi non ha già un’ottima conoscenza della lingua, starle dietro con il programma”, continua Paola Genovino. Ci sono poi diversi studenti che sono passati dal corso di Lingua Inglese a quello di Lingua Spagnola. “Desideravo seguire il corso della prof.ssa Cavaliere perché vengo da un Liceo Linguistico e ho studiato bene l’inglese, ma dopo il primo mese non mi è piaciuto il suo metodo. Mostra una serie di slide con aggettivi e spiega regole grammaticali, senza farci passare all’applicazione pratica con esercizi o lezioni interattive. Questo ci servirebbe, visto che l’esame è da 12 crediti, scritto e orale”, aggiunge Gerardo Picarelli.
Forte entusiasmo tra gli studenti si registra, al contrario, per il corso di Lingua Spagnola del prof. Salvatore Musto. “Il professore, oltre ad essere bello, è divertente. Ci invita a partecipare attivamente alla lezione. Spiega bene, spinge spesso a parlare spagnolo, in modo da allontanare la timidezza nella pronuncia di una nuova lingua e ci dà anche numerose informazioni sulla grammatica italiana, molto simile a quella spagnola”, asserisce Paola Violetti.
GLI SPAZI. L’affluenza delle grandi aule, A3 e A4, è notevolmente scemata rispetto alle prime due settimane di corsi, un po’ per rinuncia, un po’ per pigrizia. Non ci sono più studenti costretti a prendere appunti accovacciati a terra, ma ognuno ha finalmente il suo ritaglio di spazio per vivere decentemente la giornata universitaria. I problemi ora si rivelano piuttosto nella mancanza di spazi aggreganti, fatta eccezione per il cortile di Porta di Massa, ritrovo non solo degli studenti di Lettere, ma di tutte le Facoltà del circondario. Il bar, ad esempio, luogo di ritrovo per molti studenti, ha chiuso per non riaprire. Al suo posto è sorto il DADA (dipartimento autogestito dell’alternativa), dove gli studenti possono autonomamente confrontarsi e riflettere sulla situazione universitaria. Alcune  matricole, come Pasquale Nunziata, per ovviare alla difficoltà della mancanza di spazi di confronto e di un sito web aggiornato, hanno creato un gruppo facebook, nel quale conoscersi e scambiarsi informazioni. “Quando sono arrivato qui il primo giorno, non sapevo dove fosse la mia aula. Nessuno mi ha saputo dare indicazioni precise, l’ho trovata per puro caso. Ora, grazie al forum di Lettere e al nostro gruppo facebook “I pariantoni di Lettere Moderne”, è possibile veicolare informazioni molto più velocemente”, commenta Gerardo.
Allegra Taglialatela
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