Studenti universitari e delle superiori, docenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo, tutta la Seconda Università si unisce – per la prima volta, autorità accademiche compreso – per discutere e confrontarsi sulle riforme proposte dal Ministro Maria Stella Gelmini. Per ora assemblee, a breve l’organizzazione di alcune lezioni all’aperto in luoghi ‘simbolo’ della provincia casertana – i comuni di Casal di Principe e Castelvolturno – limitrofi a quelli sede delle Facoltà dell’Ateneo (Aversa, S. Maria Capua Vetere, Caserta, Capua), le prime decisioni. Il 23 ottobre, sono state interrotte le attività didattiche ed è stato indetto lo stato di agitazione permanente a cui è seguita un’affollata assemblea presso il Polo scientifico di Via Vivaldi che ha visto la partecipazione massiccia di tutte e dieci le Facoltà, svoltasi, tra l’altro, in contemporanea con la Conferenza della CRUI a Roma.
La mozione
del CdiA
del CdiA
Un’assemblea organizzata anche a seguito della mozione approvata nell’adunanza del Consiglio di Amministrazione del 21 ottobre, in riferimento alla legge 133 del 2008, con la quale la Sun sostiene pienamente la mobilitazione in corso nelle altre Università italiane, ed esprime con forza la sua opposizione alla legge, in particolare ai provvedimenti che riguardano il turn-over del personale docente e tecnico-amministrativo per gli anni 2009/2011, ai consistenti tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario, all’eventualità della trasformazione delle Università pubbliche in Fondazioni di diritto privato senza tenere conto dei contesti culturali e socio-economici di ogni singolo Ateneo, al differimento, per dodici mesi, degli scatti stipendiali biennali di anzianità dei docenti e dei ricercatori.
“Siamo riuniti in assemblea – ha spiegato il prof. Paolo Vincenzo Pedone, Preside della Facoltà di Scienze ambientali – per fare chiarezza sullo stato attuale della situazione. La legge 133 prevede, per le Università italiane, misure restrittive a partire dalla riduzione dei fondi, che è la cosa più drammatica, c’è poi la previsione di costituire Fondazioni private, anche se nel Sud non penso ci siano risorse private che possano garantire formazione e ricerca, e ancora il taglio del turn-over la cui conseguenza immediata è l’impossibilità di assumere giovani”.
“Siamo riuniti in assemblea – ha spiegato il prof. Paolo Vincenzo Pedone, Preside della Facoltà di Scienze ambientali – per fare chiarezza sullo stato attuale della situazione. La legge 133 prevede, per le Università italiane, misure restrittive a partire dalla riduzione dei fondi, che è la cosa più drammatica, c’è poi la previsione di costituire Fondazioni private, anche se nel Sud non penso ci siano risorse private che possano garantire formazione e ricerca, e ancora il taglio del turn-over la cui conseguenza immediata è l’impossibilità di assumere giovani”.
Psicologia
in arancione
si astiene dai
compiti extra
in arancione
si astiene dai
compiti extra
Tra la folla che gremisce l’Aula Magna, si distinguono docenti e ricercatori della Facoltà di Psicologia nelle loro t-shirt di colore arancio. All’unanimità, hanno firmato un documento – atto di protesta, in cui spiegano l’importanza di intraprendere un’iniziativa di opposizione di grande impatto, che esprima lo sconcerto per i provvedimenti intrapresi dalla manovra finanziaria. “Tutti i docenti e i ricercatori della Facoltà – spiega la prof.ssa Alida Labella, Preside di Psicologia – continueranno a fare il loro dovere così come impone il contratto che abbiamo firmato, ma nulla di più, nessun extra! Perché è bene sapere che tante Facoltà poggiano sullo straordinario di personale docente e non…”.
L’obiettivo della giornata, oltre alla discussione, è stato quello di impegnarsi nell’individuazione di un programma costruttivo che contribuisca alla programmazione dello sviluppo del nostro Paese. “Noi non vogliamo fare nessuna rivoluzione – ha detto il prof. Mario De Rosa, Pro-Rettore Vicario – Oggi, c’è stata la sospensione delle lezioni solo per consentire a tutti di partecipare all’assemblea. Nei prossimi giorni, continueremo la nostra attività didattica ma esprimeremo con forza la nostra opposizione alla legge 133. Se questo disastro programmato ha avuto un buon effetto, è stato solo quello di stimolare dibattiti che vedono uniti docenti e discenti”.
La discussione si fa accesa soprattutto quando si parla del riconoscimento del ruolo cruciale dell’Università nella società di oggi e del futuro. “I tagli al pubblico impiego non possono essere generalizzati – spiega chiaramente la prof.ssa Cettina Lenza, Preside della Facoltà di Architettura – Università pubblica significa crescita sociale e civile di tutta la società e, per questo, deve essere tutelata! Secondo i dati stilati da Almalaurea, alla Sun, c’è il maggior numero di studenti che provengono da famiglie i cui genitori non sono laureati. E allora non abbiamo già un ruolo di trasformazione?”. Università come luogo dove si crea cultura ma dove, seppur con diverse (a volte, parecchie) disfunzioni, si impegnano tante persone. “C’è una campagna diffamatoria dei mass media nei confronti del mondo universitario – afferma la prof.ssa Rosanna Cioffi, neo Preside della Facoltà di Lettere – E’ vero: ci sono cose che non vanno, ma non viene detto che, allo stesso tempo, ci sono tante persone che vi lavorano seriamente! Dunque, l’attività formativa non può essere interrotta, dobbiamo continuare a lavorare e curare la nostra formazione e non annichilire le nostre menti”. E tra le proposte di una protesta costruttiva, la Cioffi consiglia: “potrebbero continuare le forme assembleari, senza interrompere le lezioni perché questo Ateneo non può permettersi il lusso di fermare l’attività didattica. Studiamo e continuiamo a manifestare nella provincia di Terra del Lavoro”. “I vari governi che si sono susseguiti negli ultimi anni non hanno visto l’Università come un settore strategico – afferma il prof. Vincenzo Maggioni, Preside della Facoltà di Economia della Sun e Presidente della Conferenza dei Presidi di Economia. Maggioni: “Ora, con la proposta del Ministro, sono previsti tagli per 470 milioni di euro a partire dal 2013, e di 90 milioni di euro già dal prossimo anno”. In qualche modo, docenti e studenti, insieme (e non sempre accade), sentono la necessità di agire, di farsi ascoltare. E la prof.ssa Giovanna Nigro, direttrice del Dipartimento di Psicologia, chiarisce i toni della protesta dei suoi colleghi. “Vorrei che il Ministro Gelmini fosse qui presente quando noi docenti arriviamo in facoltà e svolgiamo il nostro lavoro per dodici ore al giorno. Da oggi, ci atterremo ai nostri compiti, ma nessun extra. Per il resto, propongo che si organizzino azioni più visibili piuttosto che semplici assemblee, al secondo giorno di assemblea permanente, saremmo solo io e qualche studente”. Dunque, i docenti di Psicologia svolgeranno il loro lavoro, senza straordinari. Forse non sarà che un danno per gli studenti. “Non stiamo propugnando l’interruzione didattica – sottolinea la prof.ssa Olimpia Matarazzo, docente di Psicologia generale – ci atterremo ai nostri obblighi. I ricercatori, per esempio, hanno solo l’obbligo di seguire seminari, quindi non accetteranno affidi. Vogliamo dimostrare che se è vero che ci sono sprechi, è altrettanto vero che ci sono Università che funzionano sullo straordinariato gratuito”. Un esempio di eccellenza è il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione. “La Sun è stata valutata – dice il Direttore prof. Rocco Pierri – Il mio Dipartimento è al secondo posto, ex-equo, con un Dipartimento di Brescia, l’attività che si svolge è significativa a livello internazionale. Il tutto, in una cittadina, Aversa, che confina con Gomorra”.
Altre testimonianze anche da parte di giovani ricercatori. “Mi sono laureata con 110 e lode in Biologia al Federico II – afferma Valeria Monti del Dipartimento di Medicina sperimentale – Non sono mai stata con le mani in mano, ora sto seguendo il dottorato che mi permette di avere uno stipendio, almeno per i prossimi tre anni. Quello che cerco è la dignità del lavoro, adesso diventa necessario reagire”. Secondo Sara Fariello, ricercatrice alla facoltà di Studi politici, “bisogna pensare a forme di protesta omogenee ed incisive, che non siano autodistruttive”.
L’obiettivo della giornata, oltre alla discussione, è stato quello di impegnarsi nell’individuazione di un programma costruttivo che contribuisca alla programmazione dello sviluppo del nostro Paese. “Noi non vogliamo fare nessuna rivoluzione – ha detto il prof. Mario De Rosa, Pro-Rettore Vicario – Oggi, c’è stata la sospensione delle lezioni solo per consentire a tutti di partecipare all’assemblea. Nei prossimi giorni, continueremo la nostra attività didattica ma esprimeremo con forza la nostra opposizione alla legge 133. Se questo disastro programmato ha avuto un buon effetto, è stato solo quello di stimolare dibattiti che vedono uniti docenti e discenti”.
La discussione si fa accesa soprattutto quando si parla del riconoscimento del ruolo cruciale dell’Università nella società di oggi e del futuro. “I tagli al pubblico impiego non possono essere generalizzati – spiega chiaramente la prof.ssa Cettina Lenza, Preside della Facoltà di Architettura – Università pubblica significa crescita sociale e civile di tutta la società e, per questo, deve essere tutelata! Secondo i dati stilati da Almalaurea, alla Sun, c’è il maggior numero di studenti che provengono da famiglie i cui genitori non sono laureati. E allora non abbiamo già un ruolo di trasformazione?”. Università come luogo dove si crea cultura ma dove, seppur con diverse (a volte, parecchie) disfunzioni, si impegnano tante persone. “C’è una campagna diffamatoria dei mass media nei confronti del mondo universitario – afferma la prof.ssa Rosanna Cioffi, neo Preside della Facoltà di Lettere – E’ vero: ci sono cose che non vanno, ma non viene detto che, allo stesso tempo, ci sono tante persone che vi lavorano seriamente! Dunque, l’attività formativa non può essere interrotta, dobbiamo continuare a lavorare e curare la nostra formazione e non annichilire le nostre menti”. E tra le proposte di una protesta costruttiva, la Cioffi consiglia: “potrebbero continuare le forme assembleari, senza interrompere le lezioni perché questo Ateneo non può permettersi il lusso di fermare l’attività didattica. Studiamo e continuiamo a manifestare nella provincia di Terra del Lavoro”. “I vari governi che si sono susseguiti negli ultimi anni non hanno visto l’Università come un settore strategico – afferma il prof. Vincenzo Maggioni, Preside della Facoltà di Economia della Sun e Presidente della Conferenza dei Presidi di Economia. Maggioni: “Ora, con la proposta del Ministro, sono previsti tagli per 470 milioni di euro a partire dal 2013, e di 90 milioni di euro già dal prossimo anno”. In qualche modo, docenti e studenti, insieme (e non sempre accade), sentono la necessità di agire, di farsi ascoltare. E la prof.ssa Giovanna Nigro, direttrice del Dipartimento di Psicologia, chiarisce i toni della protesta dei suoi colleghi. “Vorrei che il Ministro Gelmini fosse qui presente quando noi docenti arriviamo in facoltà e svolgiamo il nostro lavoro per dodici ore al giorno. Da oggi, ci atterremo ai nostri compiti, ma nessun extra. Per il resto, propongo che si organizzino azioni più visibili piuttosto che semplici assemblee, al secondo giorno di assemblea permanente, saremmo solo io e qualche studente”. Dunque, i docenti di Psicologia svolgeranno il loro lavoro, senza straordinari. Forse non sarà che un danno per gli studenti. “Non stiamo propugnando l’interruzione didattica – sottolinea la prof.ssa Olimpia Matarazzo, docente di Psicologia generale – ci atterremo ai nostri obblighi. I ricercatori, per esempio, hanno solo l’obbligo di seguire seminari, quindi non accetteranno affidi. Vogliamo dimostrare che se è vero che ci sono sprechi, è altrettanto vero che ci sono Università che funzionano sullo straordinariato gratuito”. Un esempio di eccellenza è il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione. “La Sun è stata valutata – dice il Direttore prof. Rocco Pierri – Il mio Dipartimento è al secondo posto, ex-equo, con un Dipartimento di Brescia, l’attività che si svolge è significativa a livello internazionale. Il tutto, in una cittadina, Aversa, che confina con Gomorra”.
Altre testimonianze anche da parte di giovani ricercatori. “Mi sono laureata con 110 e lode in Biologia al Federico II – afferma Valeria Monti del Dipartimento di Medicina sperimentale – Non sono mai stata con le mani in mano, ora sto seguendo il dottorato che mi permette di avere uno stipendio, almeno per i prossimi tre anni. Quello che cerco è la dignità del lavoro, adesso diventa necessario reagire”. Secondo Sara Fariello, ricercatrice alla facoltà di Studi politici, “bisogna pensare a forme di protesta omogenee ed incisive, che non siano autodistruttive”.
“La cultura è
l’unica chance
che ho”
l’unica chance
che ho”
La parola anche agli studenti medi. “Dobbiamo essere uniti in questa lotta – afferma uno studente del liceo ‘Diaz’ di Caserta – abbiamo formato un collettivo studentesco e speriamo anche nella collaborazione degli studenti universitari”. Una bella testimonianza viene da Pietro, un altro studente del ‘Diaz’. “Dopo le medie, – dice – avevo cominciato a lavorare, poi sono ritornato a scuola perché mi sono reso conto che la cultura è l’unica chance che ho”. La maggioranza degli studenti della Sun è convinta che le assemblee servano a poco, “dobbiamo agire sul nostro territorio! – dicono – Il 30 ottobre, in contemporanea con la manifestazione di Roma, manifestiamo qui a Caserta, facciamo vedere che ci siamo anche noi!”. Da Roberto Fusciello, rappresentante degli studenti nel Consiglio di Facoltà di Psicologia, arriva un’altra proposta. “Dobbiamo diffondere la cultura della partecipazione – dice – facciamo assemblee pubbliche in piazza, in modo da coinvolgere anche i cittadini”.
L’ideatrice di una proposta entusiasmante è la prof.ssa Adriana Brancaccio, delegata all’orientamento della Facoltà di Ingegneria. Da lei parte l’idea di fare lezioni in piazza, a Casal di Principe. “Per rendere esplicito il nostro legame con questo territorio – dice – andiamo a fare lezione in queste aree martoriate o nei pressi dei cumuli di immondizia che ci sono ancora in regione”.
In tempo reale, arriva la delibera approvata dal CRUI, secondo la quale “la Conferenza dei Rettori si augura che non venga meno una dialettica tra le posizioni, che il tono del confronto non venga esasperato. Vanno garantiti gli spazi per un libero confronto senza interrompere le attività didattiche e di ricerca…”. Il prof. De Rosa legge la delibera tra la delusione generale di chi si aspettava qualcosa in più.
Le forme di protesta continuano, quindi, con l’organizzazione di lezioni all’aperto, di spazi di discussione permanente in ogni Facoltà per garantire un costante aggiornamento sullo stato di mobilitazione in atto in gran parte degli Atenei pubblici italiani e l’adesione alla manifestazione nazionale del 14 novembre anche con l’organizzazione di un’assemblea da tenersi a Caserta, al Polo scientifico di via Vivaldi.
Maddalena Esposito
L’ideatrice di una proposta entusiasmante è la prof.ssa Adriana Brancaccio, delegata all’orientamento della Facoltà di Ingegneria. Da lei parte l’idea di fare lezioni in piazza, a Casal di Principe. “Per rendere esplicito il nostro legame con questo territorio – dice – andiamo a fare lezione in queste aree martoriate o nei pressi dei cumuli di immondizia che ci sono ancora in regione”.
In tempo reale, arriva la delibera approvata dal CRUI, secondo la quale “la Conferenza dei Rettori si augura che non venga meno una dialettica tra le posizioni, che il tono del confronto non venga esasperato. Vanno garantiti gli spazi per un libero confronto senza interrompere le attività didattiche e di ricerca…”. Il prof. De Rosa legge la delibera tra la delusione generale di chi si aspettava qualcosa in più.
Le forme di protesta continuano, quindi, con l’organizzazione di lezioni all’aperto, di spazi di discussione permanente in ogni Facoltà per garantire un costante aggiornamento sullo stato di mobilitazione in atto in gran parte degli Atenei pubblici italiani e l’adesione alla manifestazione nazionale del 14 novembre anche con l’organizzazione di un’assemblea da tenersi a Caserta, al Polo scientifico di via Vivaldi.
Maddalena Esposito







