Novità a Psicologia: secondo indirizzo alla Magistrale, laboratori in gruppi

Informare le matricole inconsapevoli della lunghezza del percorso di Scienze e Tecniche Psicologiche: l’obiettivo della Commissione Orientamento, che ha incontrato gli studenti del primo anno in aula Ottagono il 12 novembre. L’occasione ha permesso di illustrare le novità del Corso di Laurea: “da quest’anno la Magistrale ha aperto un secondo curriculum, per cui ora ne abbiamo due: ‘Psicologia dell’intervento clinico per la comunità’ e ‘Psicologia dell’Intervento clinico nello sviluppo e nella formazione’. A queste si accede in pochi, per cui è importante conservare una buona media, perché la scelta degli ammessi avverrà sulla base del curriculum”, spiega la dott.ssa Santina Parrello. Altra novità riguarda i Laboratori: “siamo riusciti a far passare una modifica per le attività di Laboratorio, per cui mentre queste venivano svolte da 250 studenti in contemporanea, ora si tornerà alla divisione in gruppi da 30, seguiti da un tutor”, prosegue. Il tutor, scelto tra i docenti del Corso di Laurea, a richiesta seguirà il singolo studente: “vi sarà assegnato contattando la prof.ssa Striano”. Il tirocinio della Triennale fino ad oggi si è svolto intramoenia: “ora la prof.ssa Arcidiacono, che ne è responsabile, ha acconsentito che si svolgesse anche all’esterno dell’Università, in misura limitata, mentre per la Magistrale lo svolgimento dello stesso è previsto quasi totalmente in strutture esterne”. Importante non confonderlo con il tirocinio post lauream: “il nostro è diverso da quello che svolgerete dopo la Magistrale per accedere all’Albo degli Psicologi, che è di mille ore. Ridimensioniamo le aspettative: la formazione clinica non è l’unico percorso esistente, dopo la laurea non sei uno psicologo. C’è l’esame di Stato da sostenere per l’iscrizione all’Albo e una Scuola di Formazione che dura quattro o cinque anni, non retribuita, ma a pagamento. Occorrono almeno undici anni prima di cominciare ad esercitare, è bene che lo sappiate”, informa il dott. Massimiliano Sommantico. “Il percorso è molto lungo e richiede una formazione consolidata perché aver a che fare con la sofferenza degli altri non è facile. La laurea di base ha l’obiettivo di fornirvi un orientamento generale per quella che sarà la scelta dell’indirizzo futuro”, aggiunge la dott.ssa Barbara De Rosa. Ulteriore chiarimento lo fornisce la dott.ssa Parrello: “la scelta della Scuola di Specializzazione, successiva alla Magistrale, può essere indipendente dall’indirizzo di quest’ultima. Si è psicologi comunque e si può scegliere liberamente dove indirizzarsi. Il percorso è duro e costa in studio ed in soldi. Pensateci attentamente”.
Statistica,
la disciplina
più complessa
Le studentesse del primo anno presenti all’incontro, intervistate, forniscono un quadro chiaro sulla difficoltà dei quattro esami del primo semestre: “l’esame più difficile? Senza dubbio Statistica con il prof. Palumbo, se non segui è finita”, rispondono Viviana e Marica. “C’è un po’ di matematica e un po’ di greco, si capisce molto poco in realtà”, commenta Mara. “Il problema è che noi abbiamo una chiusura totale verso le materie analitiche, siamo per le discipline olistiche”, afferma Enza. “Il professore è bravo e simpatico, peccato per la materia”, chiude il discorso Claudia. Altro corso all’apparenza non semplice: “Psicologia dello Sviluppo, lo ritengo difficile”, informa Sara. “Forse anche Psicometria è troppo piena di statistica e formule”, aggiunge Marica. “Sono tutte materie interessanti, ma alcune solo propedeutiche all’anno prossimo, non molto stimolanti”, asserisce Claudia. Filosofia Morale la più apprezzata: “invece Psicologia Generale e Psicologia dello Sviluppo sono molto legate al volume, per cui non è indispensabile seguire”, spiega Annamaria. Per quanto riguarda le strutture: “l’aula Ottagono è un po’ scomoda, ma ci siamo seduti a terra solo i primi giorni”, prosegue la ragazza. Fabrizia è felice del percorso intrapreso: “ho scelto questo tipo di studi perché mi piace ascoltare gli altri e dare una mano al prossimo”, fa presente. Per Viviana addirittura: “la realtà è migliore dell’aspettativa. Mi aspettavo che i corsi fossero di gran lunga più noiosi”.
Allegra Taglialatela
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