Elezioni per il Preside alla Facoltà di Scienze dell’Università Federico II, la Facoltà che esprime il Rettore Guido Trombetti, che conta circa 400 fra professori ordinari ed associati (il 25% del corpo elettorale dell’intero Ateneo), ed alcune centinaia di ricercatori. In carica è il prof. Alberto Di Donato, al suo secondo mandato e perciò non rinnovabile, incarico in scadenza il 31 ottobre. A fissare le procedure elettorali sarà il decano, prof. Lorenzo Mangoni, già preside di Scienze per circa 15 anni, ordinario di Chimica Organica e fra i maggiori conoscitori delle norme universitarie. In genere, si vota tra giugno e luglio.
I candidati. Stando alle voci, potrebbero essere parecchi. Il chimico prof. Vincenzo Pavone, 55 anni, Direttore del Dipartimento di Chimica, studioso di fama, studi negli Stati Uniti all’Università di Bethesda e in Giappone, diversi incarichi scientifici internazionali. Altro candidato, anzi due, potrebbero venire dal corso di laurea in Fisica. Il prof. Roberto Pettorino, delegato del Rettore al Sire-Lib, il sistema bibliotecario informatizzato su cui il rettore ha molto investito, inserendolo nelle priorità del 2007, anche in epoca di tagli dovuti alla legge Finanziaria. L’altra candidatura: quella della prof.ssa Elena Sassi, già Presidente del Corso di Laurea, attualmente molto impegnata nel sociale, con il progetto Gulunap per una Facoltà di Medicina in Uganda. Ma due candidati nella stessa area disciplinare, sa molto di spaccatura, o quanto meno di una sorta di primarie, che però poco aiuta in una Facoltà dai grandi numeri, dove altri settori – come Matematica e Biologia- la fanno da padrone.
Le aree disciplinari. C’è una regola non scritta ma ormai consolidata di rotazione delle aree disciplinari alla guida della Facoltà. Negli anni ’80, per 15 anni, è stato Preside un chimico, il prof. Lorenzo Mangoni; per 9 anni un matematico, Guido Trombetti (mentre un altro matematico, il prof. Carlo Ciliberto, da 12 anni ricopriva la carica di Rettore); quindi 6 anni con il biologo Alberto Di Donato. Dunque? Dunque, sostengono alcuni, toccherebbe ad un’altra area disciplinare: Fisica, appunto, Geologia (poco influente in Facoltà, e spesso in rotta con le altre aree), Scienze Naturali, Informatica (area in crescita, di studenti e di docenti).
I candidati. Stando alle voci, potrebbero essere parecchi. Il chimico prof. Vincenzo Pavone, 55 anni, Direttore del Dipartimento di Chimica, studioso di fama, studi negli Stati Uniti all’Università di Bethesda e in Giappone, diversi incarichi scientifici internazionali. Altro candidato, anzi due, potrebbero venire dal corso di laurea in Fisica. Il prof. Roberto Pettorino, delegato del Rettore al Sire-Lib, il sistema bibliotecario informatizzato su cui il rettore ha molto investito, inserendolo nelle priorità del 2007, anche in epoca di tagli dovuti alla legge Finanziaria. L’altra candidatura: quella della prof.ssa Elena Sassi, già Presidente del Corso di Laurea, attualmente molto impegnata nel sociale, con il progetto Gulunap per una Facoltà di Medicina in Uganda. Ma due candidati nella stessa area disciplinare, sa molto di spaccatura, o quanto meno di una sorta di primarie, che però poco aiuta in una Facoltà dai grandi numeri, dove altri settori – come Matematica e Biologia- la fanno da padrone.
Le aree disciplinari. C’è una regola non scritta ma ormai consolidata di rotazione delle aree disciplinari alla guida della Facoltà. Negli anni ’80, per 15 anni, è stato Preside un chimico, il prof. Lorenzo Mangoni; per 9 anni un matematico, Guido Trombetti (mentre un altro matematico, il prof. Carlo Ciliberto, da 12 anni ricopriva la carica di Rettore); quindi 6 anni con il biologo Alberto Di Donato. Dunque? Dunque, sostengono alcuni, toccherebbe ad un’altra area disciplinare: Fisica, appunto, Geologia (poco influente in Facoltà, e spesso in rotta con le altre aree), Scienze Naturali, Informatica (area in crescita, di studenti e di docenti).
Mangoni:
“si voterà tra giugno ed i primi di luglio”
“si voterà tra giugno ed i primi di luglio”
Il decano. E’ il prof. Lorenzo Mangoni, 75 anni il prossimo mese di agosto, 50 da docente – prima a Roma, poi a Freiburg, a Londra ed a Napoli dal 1964 -, 15 vissuti da Preside, dal 1979 al 1993, molti di più in un lavoro di affiancamento istituzionale al rettore Ciliberto come in altri momenti istituzionali del Federico II. Medaglia d’oro dei benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte del Ministero della Pubblica Istruzione nel 1976. Dal 2000 membro del Nucleo di Valutazione dell’Ateneo. Più che un decano di Facoltà è considerato uno dei grandi saggi dell’Ateneo. Anche Ateneapoli a lui si è rivolto per saperne di più su questa tornata elettorale.
Prof.Mangoni a che punto siamo con l’iter elettorale? “E’ un po’ presto, – la nostra intervista è del 21 febbraio – penso però che intorno al 15 marzo fisserò una riunione informale di Facoltà, per un primo scambio di idee sull’argomento, per capire se ci sono già delle disponibilità o delle candidature e cosa pensano i colleghi di questa scadenza”. Da quante persone è composto il corpo elettorale? “Credo un po’ meno di 400 docenti”. Compreso i ricercatori? “Credo di si. Del resto, votano i loro rappresentanti, circa il 10% in rapporto al numero dei docenti”. E’ vero che c’è una norma non scritta, secondo la quale sarebbe stata stabilita da tempo una rotazione fra le aree disciplinari nell’elezione del Preside? “No. Nel senso che non c’è una norma scritta. L’alternanza fra le aree disciplinari può essere un’idea ma in genere ha sempre prevalso la persona, che in qualche modo le rappresentava tutte”. Si dice che ci siano già dei nomi di candidati, anche molti. “Direi che per ora siamo ai rumors. Ma io faccio solo il notaio”. C’è chi sostiene, che dopo anni di elezioni unitarie, stavolta si potrebbe andare a candidature contrapposte, su nomi piuttosto forti? “Al momento non so. E comunque io faccio solo il notaio”, anche se è parere diffuso che Mangoni, come molti, prediliga “lo sforzo unitario”. Risposta: “La sintesi unitaria è un’idea condivisa da tutti. E’ nella pelle della Facoltà”. Però, qualora si dovesse giungere a forti contrapposizioni, il ruolo del decano è anche quello di dare consigli, o no? “Certo. Ma questo alla fine di una campagna elettorale, non agli inizi. E poi: ma siamo sicuri che siano veramente in tanti a voler fare il Preside? Oggi, sono più le rogne che gli onori”. Si voterà a giugno? “E’ prassi che si voti a giugno, o, al massimo, ai primi di luglio. Anche per dare il tempo al nuovo Preside di istruirsi, di avviare il passaggio delle consegne con il Preside uscente e prendere conoscenza delle questioni”. Dunque si vota a giugno? “No. Il notaio, pardon, il decano, fissa le date, sentita la Facoltà”. Più istituzionale di così!
Prof.Mangoni a che punto siamo con l’iter elettorale? “E’ un po’ presto, – la nostra intervista è del 21 febbraio – penso però che intorno al 15 marzo fisserò una riunione informale di Facoltà, per un primo scambio di idee sull’argomento, per capire se ci sono già delle disponibilità o delle candidature e cosa pensano i colleghi di questa scadenza”. Da quante persone è composto il corpo elettorale? “Credo un po’ meno di 400 docenti”. Compreso i ricercatori? “Credo di si. Del resto, votano i loro rappresentanti, circa il 10% in rapporto al numero dei docenti”. E’ vero che c’è una norma non scritta, secondo la quale sarebbe stata stabilita da tempo una rotazione fra le aree disciplinari nell’elezione del Preside? “No. Nel senso che non c’è una norma scritta. L’alternanza fra le aree disciplinari può essere un’idea ma in genere ha sempre prevalso la persona, che in qualche modo le rappresentava tutte”. Si dice che ci siano già dei nomi di candidati, anche molti. “Direi che per ora siamo ai rumors. Ma io faccio solo il notaio”. C’è chi sostiene, che dopo anni di elezioni unitarie, stavolta si potrebbe andare a candidature contrapposte, su nomi piuttosto forti? “Al momento non so. E comunque io faccio solo il notaio”, anche se è parere diffuso che Mangoni, come molti, prediliga “lo sforzo unitario”. Risposta: “La sintesi unitaria è un’idea condivisa da tutti. E’ nella pelle della Facoltà”. Però, qualora si dovesse giungere a forti contrapposizioni, il ruolo del decano è anche quello di dare consigli, o no? “Certo. Ma questo alla fine di una campagna elettorale, non agli inizi. E poi: ma siamo sicuri che siano veramente in tanti a voler fare il Preside? Oggi, sono più le rogne che gli onori”. Si voterà a giugno? “E’ prassi che si voti a giugno, o, al massimo, ai primi di luglio. Anche per dare il tempo al nuovo Preside di istruirsi, di avviare il passaggio delle consegne con il Preside uscente e prendere conoscenza delle questioni”. Dunque si vota a giugno? “No. Il notaio, pardon, il decano, fissa le date, sentita la Facoltà”. Più istituzionale di così!
I Fisici
Il prof. Roberto Pettorino. Docente di Fisica e delegato d’ateneo alla realizzazione della Biblioteca Digitale del Federico II. Anzi, diciamola meglio: Presidente della Commissione Permanente di Ateneo per le Biblioteche e le Risorse Digitali. Un progetto di enormi dimensioni, su cui il Rettore Trombetti ha molto investito. Un’operazione di centinaia di migliaia di volumi e riviste scientifiche da immagazzinare che, a regime, faranno del Federico II uno degli atenei meglio attrezzati d’Italia e non solo.
Pettorino:
“mi è stata chiesta
una disponibilità”
“mi è stata chiesta
una disponibilità”
Dunque prof.Pettorino, quest’anno potrebbe toccare a Fisica, finalmente, di esprimere il Preside, dopo alcuni tentativi andati a vuoto negli anni passati? Risposta: un lungo sorriso. Quindi: “non c’è una norma scritta. La prassi è che si scelgano persone capaci di esprimere una politica di Facoltà? “Certo, – poi aggiunge – criteri di equilibrio consiglierebbero anche un’alternanza”. Il suo nome circola fra i possibili candidati. “Si, così dicono. Ma non è un impegno da poco e i problemi sono molti”. Ed inizia a snocciolare: “squilibri fra settori di Facoltà, ad esempio Biologia ed Informatica hanno molti studenti e pochi docenti. E poi c’è un problema di politica accademica: va definito il ruolo ed un’azione incisiva della Facoltà nell’ateneo”. In che senso? Esprimete un Rettore e siete presenti in vari momenti decisionali dell’ateneo. “E vero. Ma i problemi a Scienze non mancano. Soprattutto carenza di uomini e di risorse”. E cita: “alla nascita della Facoltà di Scienze Biotecnologiche, Scienze ha contribuito con docenti e risorse, insieme a Medicina”, però poi la nuova Facoltà è passata al Polo della Vita. “E’ esatto”. E non vuole dire altro. Si parla di due o tre candidati di Fisica. E’ vero? “No. Al momento non ci sono candidature ufficiali, ma solo voci. E non se ne è parlato neppure nel corso di laurea”.
La didattica. “E’ uno dei problemi – afferma Pettorino -. La didattica deve essere buona, come anche la ricerca. Per dare un buon servizio agli studenti. Con le recenti riforme -Moratti prima e Mussi ora-, occorrerà rivisitare l’offerta didattica in un progetto unitario, che abbia anche una sua caratterizzazione in ateneo”. Che caratteristiche deve avere il futuro Preside? “Dote principale: la pazienza. E la capacità di saper raccogliere e mediare le varie istanze che ci sono nella Facoltà e di intervenire nelle sedi proprie a livello di ateneo”, come il Senato Accademico. Anche alzando un po’ la voce? “Comportandoci, in tutte le sedi, come ha fatto il Preside Di Donato”. Ma lei è candidato? “In questi ultimi anni ho lavorato molto in ateneo, con i Poli e i Dipartimenti, per realizzare la Biblioteca Digitale. Il ruolo di Preside è molto impegnativo, ma nel progetto Biblioteca mi sto dedicando quasi a tempo pieno”. Dunque è già allenato. Ribadiamo: sappiamo che sta incontrando i docenti: ma è candidato oppure no? “Diciamo che mi è stata chiesta una disponibilità. E’ vero. Pero’ mi sembra un po’ prematuro parlare di candidature. Attendo l’incontro di marzo, fissato dal decano, e di ascoltare i miei colleghi”.
La prof.ssa Elena Sassi: “le candidature vengono ufficializzate quando il decano fissa l’iter elettorale. E’ vero, sto ricevendo delle sollecitazioni a candidarmi. Ma attendo l’iter istituzionale. Come correttezza vorrebbe”. “Da noi, a Scienze, ci sono oltre 400 docenti, molti vivaci, parecchi brillanti e con storie istituzionali e scientifiche di spessore”. Qualche nome di altri possibili candidati? “Ci sono molte voci. Attendiamo però l’iter istituzionale”.
La didattica. “E’ uno dei problemi – afferma Pettorino -. La didattica deve essere buona, come anche la ricerca. Per dare un buon servizio agli studenti. Con le recenti riforme -Moratti prima e Mussi ora-, occorrerà rivisitare l’offerta didattica in un progetto unitario, che abbia anche una sua caratterizzazione in ateneo”. Che caratteristiche deve avere il futuro Preside? “Dote principale: la pazienza. E la capacità di saper raccogliere e mediare le varie istanze che ci sono nella Facoltà e di intervenire nelle sedi proprie a livello di ateneo”, come il Senato Accademico. Anche alzando un po’ la voce? “Comportandoci, in tutte le sedi, come ha fatto il Preside Di Donato”. Ma lei è candidato? “In questi ultimi anni ho lavorato molto in ateneo, con i Poli e i Dipartimenti, per realizzare la Biblioteca Digitale. Il ruolo di Preside è molto impegnativo, ma nel progetto Biblioteca mi sto dedicando quasi a tempo pieno”. Dunque è già allenato. Ribadiamo: sappiamo che sta incontrando i docenti: ma è candidato oppure no? “Diciamo che mi è stata chiesta una disponibilità. E’ vero. Pero’ mi sembra un po’ prematuro parlare di candidature. Attendo l’incontro di marzo, fissato dal decano, e di ascoltare i miei colleghi”.
La prof.ssa Elena Sassi: “le candidature vengono ufficializzate quando il decano fissa l’iter elettorale. E’ vero, sto ricevendo delle sollecitazioni a candidarmi. Ma attendo l’iter istituzionale. Come correttezza vorrebbe”. “Da noi, a Scienze, ci sono oltre 400 docenti, molti vivaci, parecchi brillanti e con storie istituzionali e scientifiche di spessore”. Qualche nome di altri possibili candidati? “Ci sono molte voci. Attendiamo però l’iter istituzionale”.
I Chimici
“Se ce lo chiedono,
presentiamo
un nome”
“Se ce lo chiedono,
presentiamo
un nome”
I Chimici. Divisi in due dipartimenti possono contare su circa 80 docenti elettori. Insieme ai Matematici rappresentano metà della Facoltà. Avrebbero un candidato molto autorevole nella persona del prof. Vincenzo Pavone, 55 anni, scienziato di fama. Ma hanno un handicap: c’è già stato un preside espressione dell’area chimica, non molto tempo fa, il prof. Lorenzo Mangoni. “E’ vero, ma ormai è passato un po’ di tempo” – dice una delle autorità di quest’area, il prof. Guido Barone, consigliere di amministrazione del Federico II e Presidente del Comitato Tecnico Ordinatore del Corso di Laurea in Scienze Ambientali. Intanto, il 14 febbraio, giorno di S. Valentino, i chimici si sono autochiamati a raccolta. Per fare cosa? “Mi permetta di essere un po’ abbottonato – risponde il prof. Barone. – Una riunione del tutto interlocutoria. Abbiamo parlato dei problemi della Facoltà, delle difficoltà di alcuni Corsi di Laurea, degli squilibri interni”. Qualche esempio? “Anche, ma non solo dei Corsi di Laurea di Scienze Biologiche: sono sbilanciati, con 2000 matricole su tre Corsi di Laurea, il 70% dell’intera Facoltà, con ulteriori squilibri al loro interno. Solo per fare un esempio”. Oltre a riflettere, avete anche avanzato, o ipotizzato, una candidatura d’area? “No. Assolutamente. Scienze è sempre stata una Facoltà piuttosto compatta. E dunque, anche noi, andremo all’incontro di metà marzo per ascoltare i colleghi degli altri Corsi di Laurea, le loro problematiche ed istanze”.
Inutile girarci intorno, il problema è sempre quella regola non scritta: l’alternanza delle aree disciplinari, o dei Corsi di Laurea alla guida della Facoltà. “E vero – conferma Barone. – Questa regola viene attuata, in linea di massima. E stando a questa regola, dopo un chimico, un matematico e il biologo Di Donato, potrebbe effettivamente toccare ad un fisico”. “Però, l’altro chimico è già di qualche tempo fa. Diciamo che, certamente, stando a questa regola, l’ultimo fisico Preside è del dopoguerra, il prof. Carrelli. Ma potrebbe anche toccare ad uno di Scienze Naturali o di un’altra area”. Comunque debbono essere “uomini o donne, condivisi, in cui tutti si riconoscano”. “Perciò andiamo all’incontro del 15, dove sarà necessario colloquiare ed ascoltare tutti”. Eppure moltissimi sostengono che i chimici un candidato in pectore già ce l’hanno, è il prof. Vincenzo Pavone. “Diciamo che far uscire una candidatura ora significa bruciarla. Però, certo, se la Facoltà lo chiede o lo vuole, i chimici potrebbero esprimere un nome. Perciò: staremo a vedere”. Un giudizio su Pavone e Pettorino? “Li conosco bene entrambi. Due cari amici, due bravi docenti, eccelenti studiosi, con esperienze internazionali. Ma brava è anche Elena Sassi, di cui pure si vocifera”. Un dato è certo: il Preside non sarà un matematico! “A Matematica ci sono tanti bravi e validi colleghi, ma dopo un Preside matematico per 9 anni, un rettore matematico per 12 anni (Ciliberto), ed un rettore matematico tuttora in carica, sarebbe un po’ strano che avanzassero una loro candidatura”. Debbono saltare un giro.
Paolo Iannotti
Inutile girarci intorno, il problema è sempre quella regola non scritta: l’alternanza delle aree disciplinari, o dei Corsi di Laurea alla guida della Facoltà. “E vero – conferma Barone. – Questa regola viene attuata, in linea di massima. E stando a questa regola, dopo un chimico, un matematico e il biologo Di Donato, potrebbe effettivamente toccare ad un fisico”. “Però, l’altro chimico è già di qualche tempo fa. Diciamo che, certamente, stando a questa regola, l’ultimo fisico Preside è del dopoguerra, il prof. Carrelli. Ma potrebbe anche toccare ad uno di Scienze Naturali o di un’altra area”. Comunque debbono essere “uomini o donne, condivisi, in cui tutti si riconoscano”. “Perciò andiamo all’incontro del 15, dove sarà necessario colloquiare ed ascoltare tutti”. Eppure moltissimi sostengono che i chimici un candidato in pectore già ce l’hanno, è il prof. Vincenzo Pavone. “Diciamo che far uscire una candidatura ora significa bruciarla. Però, certo, se la Facoltà lo chiede o lo vuole, i chimici potrebbero esprimere un nome. Perciò: staremo a vedere”. Un giudizio su Pavone e Pettorino? “Li conosco bene entrambi. Due cari amici, due bravi docenti, eccelenti studiosi, con esperienze internazionali. Ma brava è anche Elena Sassi, di cui pure si vocifera”. Un dato è certo: il Preside non sarà un matematico! “A Matematica ci sono tanti bravi e validi colleghi, ma dopo un Preside matematico per 9 anni, un rettore matematico per 12 anni (Ciliberto), ed un rettore matematico tuttora in carica, sarebbe un po’ strano che avanzassero una loro candidatura”. Debbono saltare un giro.
Paolo Iannotti







