Perché i meteorologi non sempre ci azzeccano?

Alzi la mano chi non ha consultato almeno una volta, nella sua vita, le previsioni del tempo. Un sorriso compare laddove, sulla nostra regione, appaia il disegno del sole. Una nota di rammarico, se vediamo invece comparire quella nuvoletta ‘antipatica’, che annuncia pioggia e quindi cattivo tempo. La meteorologia ha da sempre influenzato le nostre vite e perché no, a volte, anche alcune scelte. “Le previsioni del tempo influenzano la nostra storia – spiega il prof. Adriano Mazzarella, docente di Meteorologia, Responsabile dell’Osservatorio meteorologico del Dipartimento di Scienze della Terra della Federico II – Da sempre i grandi eventi e le scelte effettuate sono state caratterizzate dalle condizioni del tempo”. Basti pensare, aggiunge: “che, il 24 ottobre del 1917, la disfatta di Caporetto fu accentuata dalle avverse condizioni meteo. Le difese italiane crollarono, la battaglia avvenne con la nebbia e sotto la pioggia, condizioni che di certo non migliorarono la visibilità. Come si nota, la meteorologia cambia la storia”. Non sempre però le previsioni risultano esatte. Da Caporetto ai giorni nostri, cosa succede se un meteorologo annuncia una giornata di sole e poi, invece, piove? Cosa accade se si sbaglia? “Questo è quanto ci chiederemo venerdì 8 novembre, durante la lezione di Meteorologia (11.30-13.30) – dice il docente – Cercheremo di capire perché i meteorologi non sempre ci ‘azzeccano’”. Il tema: ‘Previsioni del tempo, perché molte volte i modelli sbagliano?’ avrà come relatore d’eccellenza il noto meteorologo Andrea Giuliacci, allievo del prof. Mazzarella, con cui discusse tempo fa la tesi di Dottorato. L’incontro consentirà agli studenti di capire quali siano i fenomeni principali che influenzano le condizioni meteorologiche. Si parlerà dei margini d’errore, dei fattori che determinano questi ultimi. La collaborazione con Giuliacci è di vecchia data: “insieme stiamo portando avanti una serie di ricerche nell’ambito della meteorologia e della climatologia. Studi che partono dagli Appennini e scendono lungo la nostra Penisola. Ed è proprio la conformazione del territorio italiano che va studiata bene, è da qui infatti che prendono vita i primi errori”. La penisola si trova in una posizione geografica difficile: “Siamo al centro del Mediterraneo, attraversati da diverse catene montuose. La configurazione del territorio italiano è molto particolare, è naturale che il clima sia così diverso tra le regioni”. Scoprire quindi il territorio e capire perché quest’ultimo non agevoli il lavoro di chi fa questo mestiere: la base da cui partire. “Il meteorologo deve confrontarsi con gli aspetti più disparati della natura, forze difficili da domare e prevedere. Eppure chi studia deve saper leggere i diversi aspetti e imparare ad interpretare gli ‘effetti collaterali’ che influenzano il tutto. Quando si discute di tempo e previsioni si deve tener conto di molteplici fattori. Cercheremo di capire quanto questi ultimi portano all’errore e in che percentuale, invece, si può essere precisi”. 
Un cane molecolare
 a San Marcellino
Sarà per il fascino del corso che a lezione (ogni mercoledì e venerdì presso l’aula G1 nella sede di San Marcellino) sono presenti all’incirca 200 studenti. “Il corso non è obbligatorio ma è a libera frequenza – racconta il professore – Tuttavia la materia attrae non solo giovani geologi, ma anche studenti di biologia, matematici. Abbiamo addirittura un gruppo di ragazzi provenienti dal Dipartimento di Lettere”. La folla abituale raddoppierà con l’arrivo di Giuliacci: “Ogni volta è una festa. Il meteorologo è una persona alla mano, firma autografi, fa foto, risponde a tutte le domande. Si intuisce il perché sia così amato. I ragazzi del corso porteranno anche i genitori, sarà un modo per avvicinare i cittadini a riflettere dei cambiamenti climatici che avvengono nel Paese”. L’incontro darà inizio ad una serie di eventi che si svilupperanno durante l’anno accademico. “A fine novembre avremo a lezione il Presidente Sezione di Caserta dell’Associazione Arma Aeronautica, il Generale Elio Rubino, responsabile della Stazione Meteo della città. In quel contesto vi sarà la presenza di un cane molecolare che riuscirà a scovare una traccia nascosta. Anche in questo caso occorre parlare di meteorologia. È grazie ai fattori climatici, come ad esempio il vento, che il cane riesce a seguire una scia e quindi a trovare la persona o la cosa nascosta”. Esperimento riuscito anche lo scorso anno quando: “Il generale Rubino si nascose più volte nel complesso di San Marcellino e più volte il cane riuscì a scovarlo, fiutando un fazzoletto, seguendone la scia”. Nei prossimi mesi, gli studenti si troveranno poi a fare lezione con il biologo marino Marco Castellazzi, autore e conduttore di numerose trasmissioni come Geo&Geo e Geo Scienza su Rai 3. “Anche in questo caso affronteremo un tema specifico”, spiega il docente. Inoltre è prevista la presenza, in data da definirsi, del noto meteorologo, tenente colonnello dell’Aeronautica Militare Guido Guidi. “Le nostre lezioni sono sempre molto vive ed attuali. La partecipazione di così tante personalità di spicco apporta nuove conoscenze. Non ci resta che attendere e scoprire cosa ci riserva il tempo, almeno per le prossime settimane”, conclude il prof. Mazzarella.
Susy Lubrano
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