Poche matricole agli esami di maggio

La sessione estiva di esami a Giurisprudenza è iniziata senza il classico boom di presenze. Pochi gli studenti presenti agli appelli a ridosso della fine delle lezioni. La sicurezza della preparazione traballa, si preferisce rimandare. “Maggio è un mese strano, né carne né pesce – afferma Alessio Longobardi, studente al III anno – In realtà abbiamo terminato da così poco il corso che presentarsi agli esami è solo per chi era già preparato in precedenza. Questo mese è dedicato al recupero di discipline dei semestri precedenti in cui si è stati bocciati, o in cui si è preso un brutto voto”. A farne maggiormente le spese le matricole che si trovano a dover fronteggiare Diritto Privato ed eventuali esami residui del primo semestre. “Dare Privato il 17 maggio è stato improponibile – dice Miriam Prosperi, matricola – Le lezioni sono terminate il 15 e stiamo ancora seguendo dei seminari. Anche per giugno sono perplessa perché la data del 12 mi sembra troppo ravvicinata. Sto studiando in funzione della prova di luglio, ho deciso di dare solo quest’esame e rinviare tutto il resto a settembre. Non posso arrivare ad ottobre con Privato in agenda, mi sentirei una fallita visto che negli scorsi mesi non tutto è filato liscio”. Anche per Giovanni Lato maggio è stato un mese da salutare. “I quindici giorni tra fine lezioni e giugno mi sono serviti per riordinare le idee, altro che sessione proficua. Questo mese è solo una presa in giro, non una possibilità reale. Ho seguito gli esami per farmi un’idea. C’erano pochissime persone all’appello, la maggior parte degli anni precedenti al primo”. È difficile trovare una matricola che abbia sostenuto almeno un esame a maggio, sui tre previsti. “Alle prove c’erano ragazzi che dovevano recuperare – racconta Francesca Guidetti – Al primo semestre ho sostenuto due esami su tre. Maggio resta improponibile anche per una secchiona come me. Mi sto preparando per giugno – luglio. Privato, però, lo darò a settembre per avere la possibilità di studiare come si deve. Ora mi sento pressata e non riuscirei a dare il meglio, questa disciplina richiede lucidità e dubito che in questo momento ci sia”. 
Al secondo anno il numero di presenze alle prove cresce. C’è però un spiegazione: Commerciale accoglie studenti di diversi anni, non solo quelli in corso che hanno frequentato le lezioni. “Ho sostenuto l’esame qualche giorno fa – riferisce Margherita Crocetti, studentessa al IV anno – ma era la seconda volta che seguivo il corso. In realtà l’aula non era molto affollata, se non erro gli esami si sono svolti in breve tempo. Mi piace quando non c’è affollamento, non mi sembrava di essere a Giurisprudenza, la cosa mi ha rasserenata e ha contribuito alla buona riuscita della prova. Magari fosse sempre così…”. Secondo Michele Andreani: “I quindici giorni di maggio sono stati pensati per chi come me deve recuperare. Di fatto quando ho sostenuto Commerciale, nessuno dei presenti era al secondo anno. C’erano ragazzi prossimi alla laurea, alcuni del quinto anno che hanno apprezzato particolarmente questo mese. Un po’ come quando mio fratello mi racconta degli esami annuali. All’epoca c’era tanto tempo per preparare discipline di questa portata”. 
Discorso simile anche per Procedura Civile che ha accolto in aula studenti afferenti a diversi anni accademici. “Sono molto contento della mia prova – commenta Gianluigi Lombardo, studente al V anno – Sono stato promosso dopo diversi mesi di studio, iniziati prima del corso. Le lezioni mi sono servite come spiegazione riassuntiva, però avevo già terminato il manuale da solo, altrimenti non avrei mai potuto dare l’esame a maggio. Diciamo che questo appello rappresenta una possibilità per chi, avendo già una preparazione individuale, segue i corsi per ripetere e poi sostenere subito dopo la prova”. È alquanto urtata Elena Tumiello. “Non ho dato alcun esame – spiega la studentessa al IV anno – è impensabile per Procedura che si possa andare tranquillamente a sedersi e fronteggiare la commissione esaminatrice dopo le lezioni. Chi lo dice vuole solo vantarsi di qualcosa di impossibile. Questi giorni mi sono serviti a capire e a mettere a posto gli appunti e le idee. Poi a giugno – forse a luglio – sarò pronta. Ho seguito alcuni esami e, a parte voti poco brillanti, non ho visto quasi nessuno dei corsi. Segno che maggio è per i corsisti un fallimento”. Non la pensa così Irene Morone, iscritta al IV anno: “Ho sostenuto Diritto dell’Unione Europea subito dopo il corso ed è stato facile perché ero fresca di spiegazioni. Capisco che ci siano esami fattibili e non. Infatti a maggio è preferibile evitare di soffermarsi su quelli complicati.  Io ho optato per una scelta ‘media’ che mi ha consentito di non restare a digiuno. A giugno invece mi toccherà Procedura Penale che ho ripreso a studiare. A volte penso che gli studenti di Giurisprudenza siano pochi furbi e molto inclini a lamentarsi. Le occasioni non mancano, manca la voglia di impegnarsi seriamente di fronte alle difficoltà”. “Mi sono dedicata a Logica ed Informatica giuridica – dice Luca Guarino, studente al V anno – Subito dopo la fine del corso ho sostenuto l’esame con un voto buono e maggio non mi è sembrato un mese inutile. La laurea si conquista a piccoli tasselli ed oggi ne ho aggiunto un altro. A luglio mi aspetta Procedura Penale ed avrò il tempo giusto per prepararmi”.
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