Riapre la Biblioteca ma non l’aula studio

La nostra visita alla Facoltà di Medicina comincia in un assolato venerdì pomeriggio – l’11 novembre -, uno come tanti, tra studenti, non molti, che hanno deciso di trascorrere la giornata a studiare. “Solitamente, il venerdì, dopo le 14, dopo le lezioni della mattinata, comincia il week end: i fuori-sede tornano a casa e, se non è periodo di esami, la Facoltà si sfolla”. Ci avviamo verso l’edificio 20, “quello centrale”, “il più gettonato” e ci imbattiamo in un gruppo di ragazzi che studiano nel cosiddetto “pollaio”, ovvero un open space all’ingresso dell’edificio (spazi analoghi anche al 6 e all’1), con tavoli e sedie. Difficile capire come riescano a concentrarsi, visto il continuo via vai di persone, il brusio di chi chiacchiera all’entrata, le porte che vengono aperte e chiuse continuamente. “E’ uno dei pochi posti che abbiamo per studiare, se così si può dire, anche se fa freddo (non ci sono riscaldamenti) – afferma una studentessa – La Biblioteca centrale è stata riaperta da un paio di giorni, ma i posti sono insufficienti”. L’edificio 20 non rispetta alcun orario di chiusura. “E’ aperto ventiquattro ore su ventiquattro – afferma Francesco Paolo Improda, rappresentante degli studenti in Consiglio di Ateneo – è il pollaio più affollato anche se, personalmente, penso sia difficile concentrarsi. Gli studenti fuori-sede restano fino a tardi e, sotto esame, c’è chi studia tutta la notte. Purtroppo, arrivano persone anche da altre Facoltà che, a tarda sera, fanno feste ed è capitato che provocassero qualche danno alla struttura”. Mentre “tutti gli altri edifici fanno capo ad un reparto, -afferma Felice Crocetto, consigliere di Facoltà – l’edificio 20 è terra di nessuno. Per porre fine agli atti vandalici, è probabile che la Commissione didattica disponga la chiusura nelle ore notturne”. 
Le ribaltine 
delle sedie:
un accessorio
 personale 
Ci addentriamo nel corridoio ed entriamo nell’Aula Grande, dove salta subito all’occhio un particolare: tutte le sedie, senza alcuna esclusione, sono sprovviste della tavoletta-scrittoio. C’è il sostegno, ma non la ribaltina. “Le hanno tolte gli studenti – ammettono i ragazzi – Ognuno ha la sua tavoletta e la se porta da casa, magari per utilizzarla in aule dove non c’è nessun appoggio”. Diverse le scritte sui muri dell’aula, dove tre o quattro studentesse hanno deciso di fermarsi a studiare in tranquillità, “finché il custode viene a chiudere”. “Gli edifici sono distanziati – dicono – quindi restiamo in Facoltà solo quando abbiamo la sicurezza di trovare un posto”. Da un rapido sguardo, è facile capire che non vengono svolti lavori di ristrutturazione da anni. “L’anno scorso ci pioveva”, e lo capiamo da alcune sedie, nelle prime file, erose dall’acqua piovana. “Adesso stanno rifacendo la copertura del tetto”. Tra il pollaio e l’Aula grande c’è una scalinata che porta ai bagni. Ancor prima di arrivare, dopo i primi gradini, si avverte un odore nauseante. Due toilette su sei (uomini e donne) sono guaste. Non c’è sapone, né carta. “Abbiamo fatto una lotta per avere i dispenser – dice Improda – La ditta che li ha installati, però, non si occupa di riempirli. Quindi, non abbiamo mai avuto sapone. Ora non ci sono neanche più i dispenser. Manca anche la carta igienica”. 
Un duro colpo
perdere
le aule della 
Tensostruttura
Passiamo all’edificio 6, attualmente in ristrutturazione. All’ingresso, il cattivo odore di vernice non può che dare fastidio ai pochi ragazzi nel pollaio che qui chiude alle 17, diversamente dalle aule che vengono chiuse al termine delle lezioni. Ci dirigiamo verso quella che, fino a pochi mesi fa, era la Tensostruttura, ora chiusa. A breve, dicono, diverrà l’archivio del Policlinico. Le transenne delimitano anche lo spazio antistante. “Nonostante gli studenti di Medicina usufruiscano di quattro aule a Biotecnologie, la chiusura della Tensostruttura è stato un duro colpo per una Facoltà che vive una cronica carenza di spazi – spiega Crocetto – C’erano ben otto nuovissime aule, quattro da 250 posti e altre quattro più piccole, dove seguivano anche gli iscritti ad Odontoiatria, e si tenevano i corsi di lingua Inglese, sempre affollatissimi”. “Pare – aggiunge Improda – che la Facoltà non possa più pagare il fitto e che occorrano risorse anche per smantellare la struttura”. E’ così che, tra i ventidue edifici del complesso, i ragazzi fanno fatica a trovare spazio. “L’edificio 4 è pericolante”. 
Discorso a parte per la Biblioteca centrale, riaperta dopo l’occupazione simbolica della Presidenza. “Molti vanno a studiare a Farmacia, lì si sta tranquilli”, affermano i futuri medici. Accanto alla Biblioteca centrale, però, c’è un’aula studio “chiusa da due anni, per lavori di ammodernamento mai realizzati”. Oggi che la biblioteca è aperta, “l’aula studio, con circa settanta posti, resta chiusa. Non ne capiamo il motivo”. 
Furti d’auto
Anche la rappresentanza è in attesa di uno spazio. “Più volte, c’è stata promessa un’aula, ma senza risultati”, dice Improda. “Ciò rende tutto più complicato non solo a noi rappresentanti ma all’intera platea studentesca che, quando ha bisogno di contattarci, usa facebook (abbiamo creato il gruppo cdsmedicina) o ci telefona. Grazie alla prof.ssa Paola Izzo, Presidente del Corso di Laurea, abbiamo avuto la possibilità di presentarci alle matricole durante i primi giorni di lezione, ma se qualcuno ci cerca, per qualsiasi informazione, non sa dove trovarci. In passato, abbiamo dato vita anche ad uno sportello orientamento, un posto fisico, dove chiunque poteva venire e chiarirsi dubbi su piani di studio, esami, procedure varie. Adesso, non è più possibile o, meglio, cerchiamo di essere utili alla stessa maniera, ma è tutto più complicato”. 
Nel complesso, diversi i furti d’auto. “Sono all’ordine del giorno – dice Improda a cui, nel mese di maggio, hanno rubato l’auto, parcheggiata accanto alla mensa – La settimana scorsa, è stato il turno di un mio amico a cui hanno rubato il motorino. La sorveglianza non esiste e, se c’è, dopo le 12 non effettua più alcun controllo”. Non li abbiamo visti, ma diversi ragazzi ci hanno segnalato la presenza di cani randagi. “C’è un branco all’edificio 1, bisogna stare attenti”.
Maddalena Esposito
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