Salvatore con Messaggeri studia in un campus “eccezionale”

“Due mondi che, mi dispiace dirlo, non si incontreranno mai, ma viaggiano su binari paralleli. Due modi diversi di vivere lo studio e tutto quello che lo circonda. Da dove iniziare? Le strutture? Qualcosa di eccezionale. Non ho mai visto nulla del genere. Un campus enorme, mantenuto in condizioni ottime. Edifici di una bellezza unica, immersi nel verde; piste ciclabili, piscine olimpioniche, dieci campi da basket, campi da calcio, palestra, bowling, mense stupende. All’interno aria condizionata e tutte le comodità immaginabili. Le aule sono dotate di poltroncine per gli studenti, due proiettori, una parete dedicata completamente alla lavagna e tavoli larghi dove poter seguire”. Esterrefatto dal primo impatto con il Campus di Indiana University, Salvatore Vatieri, secondo anno di Magistrale in Economics and Finance alla Federico II, racconta l’esperienza negli Stati Uniti che sta vivendo grazie al progetto Messaggeri della Conoscenza. Per quanto riguarda la didattica: “i professori sono sempre puntuali e disponibili. Da quelle poche lezioni che ho seguito, mi sembra che ci sia un modo di insegnare molto interattivo, dove i ragazzi sono costantemente invogliati a seguire. Ad esempio, ad inizio lezione, il professore chiede di scrivere i propri nomi su un cartoncino e di inserirlo nell’apposito binario, in modo da poterci dare del tu. La mia classe è internazionale: ci sono americani di diversa provenienza e molti orientali”. Il corso di “Corporate Governance” cui ha partecipato a Napoli per il progetto Messaggeri è stato tenuto dal professore Andrew Ellul: “è durato approssimativamente sei settimane e si è concluso con un esame che ha selezionato i migliori partecipanti. Ora seguo i corsi di finanza del Master di MBA alla Kelley Business School, le lezioni sono ripetute due volte nella stessa giornata e vanno dal lunedì al giovedì, perché qui solitamente il week-end inizia il venerdì”. Per Salvatore è impossibile paragonare la realtà che sta vivendo a quella delle Università italiane: “qui tutto è tenuto in maniera eccezionale, perché i ragazzi rispettano le strutture, contribuendo a mantenerle in perfetto stato. Non penso che le stesse resisterebbero più di due mesi alla Federico II. Purtroppo queste non sono solo un problema delle istituzioni, ma anche di noi ragazzi, che persistiamo nell’autolesionismo”. Il percorso che l’ha portato in America, dove resterà fino alla fine di ottobre con vitto e alloggio pagati, è iniziato con una lode in Economia Aziendale: “la scelta della Magistrale non è stata semplice. Ero entrato alla Bocconi nel corso di Finanza. Dovevo decidere se andare a Milano o restare qui. Alla fine ho scelto la seconda strada ed oggi non me ne sono assolutamente pentito. Il mio Corso, conosciuto anche come LMEF o MEF, è il fiore all’occhiello del Dipartimento. È molto duro ed improntato sul modello anglosassone. Le lezioni si tengono completamente in inglese e gli esami sono solo scritti. Attualmente ho sostenuto tutti quelli del primo anno con una media del 29”. Al ritorno a Napoli già prevede un’altra esperienza all’estero: “andrò in Erasmus a Francoforte per dare gli esami che mi mancano e iniziare a lavorare alla tesi. Spero di laurearmi entro luglio dell’anno prossimo. Per me questa esperienza conta tantissimo per una crescita umana e professionale. Spero di viverla appieno, trovando anche il tempo di girare un po’, visto che non so se mi ricapiterà un’altra occasione del genere”. Dopo Francoforte il futuro è un grande punto interrogativo: “sono indeciso se proseguire gli studi con un dottorato di ricerca, oppure tentare di entrare nel mondo del lavoro. In ogni caso, penso che ambedue i progetti troveranno realizzazione all’estero”.
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