Dopo le dimissioni del prof. Francesco Riccobono, avvenute con un anno di anticipo dal termine del suo mandato, eletto alla guida del Dipartimento di Scienze dello Stato il prof. Domenico Sinesio. Ordinario di Diritto Privato, da dieci anni alla Facoltà napoletana di Scienze Politiche. Fra i motivi delle dimissioni del prof. Riccobono, pare, una approvazione seduta stante di un contributo economico al Centro Inter-ateneo, di Studi Storici. Finanziamento poi bocciato nella seduta successiva del Consiglio di Dipartimento.
Il neo Direttore è entrato in carica il primo novembre. Incerta la durata del mandato. “Non so per quanto tempo potrò ricoprire questa posizione perché sono docente a tempo definito e quindi soggetto a limiti imposti dal regolamento. Di sicuro resterò in carica almeno un anno”, spiega il professore.
Dopo la crisi che ha attraversato il Dipartimento con le conseguenti dimissioni di Riccobono, il prof. Sinesio nel ringraziare il suo predecessore “per l’ottimo lavoro svolto”, anticipa i punti centrali del suo programma: rinvigorire la ricerca attraverso l’internazionalizzazione (“bisogna sfruttare le convenzioni esistenti e promuoverne altre. Abbiamo, ad esempio, già un ottimo rapporto con l’Università di Pechino e siamo pronti ad approfondire sempre più questo tipo di relazioni”) e rinsaldare i rapporti interfacoltà. “Ci sono molte eccellenze che vanno assecondate e spinte a fare sempre meglio”, afferma.
Già in cantiere un ciclo di incontri dedicati al tema del testamento biologico, argomento affrontato da molteplici punti di vista: sociale, giuridico, morale. (Va.Or.)
Il neo Direttore è entrato in carica il primo novembre. Incerta la durata del mandato. “Non so per quanto tempo potrò ricoprire questa posizione perché sono docente a tempo definito e quindi soggetto a limiti imposti dal regolamento. Di sicuro resterò in carica almeno un anno”, spiega il professore.
Dopo la crisi che ha attraversato il Dipartimento con le conseguenti dimissioni di Riccobono, il prof. Sinesio nel ringraziare il suo predecessore “per l’ottimo lavoro svolto”, anticipa i punti centrali del suo programma: rinvigorire la ricerca attraverso l’internazionalizzazione (“bisogna sfruttare le convenzioni esistenti e promuoverne altre. Abbiamo, ad esempio, già un ottimo rapporto con l’Università di Pechino e siamo pronti ad approfondire sempre più questo tipo di relazioni”) e rinsaldare i rapporti interfacoltà. “Ci sono molte eccellenze che vanno assecondate e spinte a fare sempre meglio”, afferma.
Già in cantiere un ciclo di incontri dedicati al tema del testamento biologico, argomento affrontato da molteplici punti di vista: sociale, giuridico, morale. (Va.Or.)







