Il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali (DILBEC) si apre alle scuole. Partiranno da febbraio due progetti che vedranno coinvolti docenti e studenti delle scuole superiori del territorio casertano. “Non volevamo proporre un tipo di orientamento fine a sé stesso, ma mostrare ai ragazzi come si lavora sul campo”, spiega il prof. Giancarlo Alfano, uno dei promotori dell’iniziativa, nel corso di un incontro, il 16 dicembre, con rappresentanze di diversi istituti superiori. Il progetto di cui si fa promotore il prof. Alfano, docente di Letteratura italiana, ricalca le modalità di due fortunate iniziative lanciate negli scorsi anni, “Prima del poema” e “L’esperienza del teatro”, concentrandosi però questa volta sul centenario della Prima Guerra Mondiale, che cadrà il 14 luglio 2014. “L’evento sarà studiato nella sua totalità, non solo come fatto storico. Lavoreremo a diversi approcci, esaminando materiali audio-filmici con il professor Paolo De Marco, reperti fotografici, fino al lavoro letterario, con un’analisi dell’opera di Karl Krauss ‘Gli ultimi giorni dell’umanità’”. Il percorso, biennale sarà articolato in una parte seminariale, incentrata prevalentemente sul lavoro degli studenti con i docenti in classe, ed una seconda composta da una serie di conferenze tenute al Dipartimento da studiosi italiani e stranieri. I ragazzi coinvolti nell’iniziativa dovranno consegnare un elaborato ma, soprattutto, lavorare di creatività: “oltre ad un reportage scritto dovranno studiare delle modalità diverse per consegnare il proprio lavoro al termine del percorso. Lo scorso anno, chiaramente favoriti dal tema, hanno messo in scena diverse rappresentazioni teatrali”, spiega il prof. Alfano. Il percorso partirà a febbraio e “sarebbe bene rivolgerlo prevalentemente agli studenti del quarto anno per proseguire i lavori anche l’anno successivo”. Per quanti decideranno poi di iscriversi al Dipartimento della SUN, sarà riconosciuto un credito: “è chiaramente un significato simbolico di continuità culturale tra i due mondi del sapere”. Chi sceglierà una strada diversa potrà comunque far tesoro delle competenze acquisite nel progetto per la preparazione dell’esame di maturità. È prevista per l’inizio del prossimo anno anche la pubblicazione di un libro di testo in cui possano confluire tutte le esperienze del percorso.
“Il futuro ha un cuore antico”, progetto del prof. Carlo Rescigno, referente all’orientamento del Dipartimento, ha come obiettivo quello di “tornare al territorio come valore culturale e convogliare verso un unico obiettivo specifico tutte le risorse”. Oggetto degli studi sarà la Pianta di Capua di Cesare Costa, un affresco presente nel Palazzo Arcivescovile della città, che raffigurava la Capua antica contrapposta a quella Cinquecentesca, ma che è andata persa nelle tante ristrutturazioni subite dall’edificio. Quello dell’affresco è solo un punto d’inizio per “illuminare gli attori, leggere la pianta e inserirla nel discorso di una città più generale”. Anche in questo caso, il lavoro potrà riferirsi a settori diversi, secondo proposte che dovranno essere avanzate dagli stessi docenti coinvolti: “in un liceo classico si possono analizzare i testi di Livio che hanno fornito l’ispirazione per la pianta romana; si potrà decidere di svolgere sopralluoghi architettonici o organizzare book fotografici dei monumenti presenti sulla mappa, o, ancora, scrivere una piccola guida e tradurla anche in inglese, senza dimenticare la descrizione che di queste zone fa anche Boccaccio ed iniziare anche un discorso letterario”. L’adesione al progetto dovrà arrivare entro fine gennaio affinché dal mese successivo possa partire un ciclo di presentazioni all’interno degli istituti superiori e stabilire anche un coordinamento tra i docenti coinvolti. Il discorso è però di portata più ampia: “tutti gli istituti possono avanzare delle proposte e provare anche a chiedere dei finanziamenti. È importante iniziare a lavorare insieme, perché un progetto che unisca tutte le conoscenze del territorio ha buone possibilità di essere approvato”.
Le iniziative di orientamento in entrata, informa il prof. Rescigno, non finiscono qui: “oltre ai tradizionali incontri nelle scuole, abbiamo previsto una settimana di lezioni a porte aperte nel mese di aprile e c’è piena disponibilità anche per l’organizzazione di Certamina gestiti dalla prof.ssa Maria Luisa Chirico”.
Anna Verrillo
“Il futuro ha un cuore antico”, progetto del prof. Carlo Rescigno, referente all’orientamento del Dipartimento, ha come obiettivo quello di “tornare al territorio come valore culturale e convogliare verso un unico obiettivo specifico tutte le risorse”. Oggetto degli studi sarà la Pianta di Capua di Cesare Costa, un affresco presente nel Palazzo Arcivescovile della città, che raffigurava la Capua antica contrapposta a quella Cinquecentesca, ma che è andata persa nelle tante ristrutturazioni subite dall’edificio. Quello dell’affresco è solo un punto d’inizio per “illuminare gli attori, leggere la pianta e inserirla nel discorso di una città più generale”. Anche in questo caso, il lavoro potrà riferirsi a settori diversi, secondo proposte che dovranno essere avanzate dagli stessi docenti coinvolti: “in un liceo classico si possono analizzare i testi di Livio che hanno fornito l’ispirazione per la pianta romana; si potrà decidere di svolgere sopralluoghi architettonici o organizzare book fotografici dei monumenti presenti sulla mappa, o, ancora, scrivere una piccola guida e tradurla anche in inglese, senza dimenticare la descrizione che di queste zone fa anche Boccaccio ed iniziare anche un discorso letterario”. L’adesione al progetto dovrà arrivare entro fine gennaio affinché dal mese successivo possa partire un ciclo di presentazioni all’interno degli istituti superiori e stabilire anche un coordinamento tra i docenti coinvolti. Il discorso è però di portata più ampia: “tutti gli istituti possono avanzare delle proposte e provare anche a chiedere dei finanziamenti. È importante iniziare a lavorare insieme, perché un progetto che unisca tutte le conoscenze del territorio ha buone possibilità di essere approvato”.
Le iniziative di orientamento in entrata, informa il prof. Rescigno, non finiscono qui: “oltre ai tradizionali incontri nelle scuole, abbiamo previsto una settimana di lezioni a porte aperte nel mese di aprile e c’è piena disponibilità anche per l’organizzazione di Certamina gestiti dalla prof.ssa Maria Luisa Chirico”.
Anna Verrillo








