“E’ una questione di serietà: o studi, fai ricerca e stai in ambito universitario, oppure fai la libera professione, il commercialista, il consulente aziendale e quant’altro. L’uno e l’altro non si possono fare bene. Mi dispiace, ma devo dirlo”. Francesco Balletta, docente di Storia economica alla facoltà di Economia, invita i colleghi ad una scelta. Coglie l’occasione del nuovo regolamento tesi, quello che, nella parte relativa all’assegnazione, sarà discusso durante il Consiglio di Facoltà del prossimo 23 maggio. “È un buon regolamento; tutto sta a capire se i colleghi lo rispetteranno. Quello precedente aveva i suoi difetti, ma non era certamente pessimo. Anzi, se si va a vedere le norme, erano abbastanza buone. Ogni professore avrebbe dovuto avere cinque tesi ogni anno. Purtroppo si cercavano i più vari escamotage per non assegnarle. Allora l’esperienza mi porta a dire che per quanto buono possa essere il nuovo regolamento, se non lo si fa rispettare, servirà davvero a poco. Voglio dire che se si inizia a terrorizzare lo studente, dicendo che in quell’area disciplinare c’è il docente che rifiuta di assegnare le tesi, allora è chiaro che lui va via. La novità più importante deve allora essere questa: più disponibilità da parte dei professori. Molti non hanno la volontà, oppure la capacità, di capire quale è il modo di fare il docente universitario. Io non posso rifiutare di dare dieci tesi all’anno, almeno. Personalmente vado oltre, perché sono docente a tempo pieno e sono quello che in facoltà ha più tesi e più esami. In un anno ho fatto laureare trentacinque persone”. La professione privata, insomma, secondo Balletta, finisce per trasformare i professori universitari di Economia in docenti a mezzo servizio. È meno drastico circa le supplenze svolte presso altri corsi di laurea e facoltà. “Le ho ricoperte anche io, perché sono convinto che quando nascono nuove facoltà noi una mano dobbiamo darla. Ad una condizione, ovviamente: non devono essere svolte a discapito della facoltà nella quale si è incardinati in qualità di docente di ruolo”. Affinché il nuovo regolamento funzioni, dunque, il docente di Storia economica invoca una svolta che si potrebbe anche definire etica, da parte dei colleghi. Le premesse sono buone, in ogni caso, perché il regolamento è ben fatto. “La commissione che io ho presieduto ha recepito molti stimoli avanzati dagli studenti. Per quanto concerne le procedure di assegnazione, mi sembra che siano due le novità più positive. La prima: lo studente il quale non riesca ad avere la tesi nell’area da lui scelta in un trimestre può passare a quello successivo. La seconda: il professore, entro un certo limite, ha la possibilità di accettare anche le tesi fuori sacco, vale a dire oltre il tetto massimo previsto”. Queste, invece, secondo il prof. Balletta, sono le novità più positive della parte del regolamento che verte sulla valutazione degli elaborati di laurea. “I laureandi avranno la possibilità di avere fino ad otto punti, uno in più del massimo che prevede il regolamento attualmente in vigore. Inoltre, mi sembra particolarmente importante la previsione di un bonus per chi si laurei in tempo, o comunque in tempi ragionevoli. Oggi, spesso, lo studente rifiuta un buon voto perché gli abbassa la media. Nel futuro privilegerà, ferma restando una media decorosa, la velocità del percorso. Anche perché un premio del 3%, per chi si laurei in corso, non è poco. Significa che chi parte da 100 di media aggiunge tre punti”. Secondo Balletta il regolamento elaborato dalla Commissione ha anche il grande merito di eliminare le supertesi. “Ecco, questo è un altro di quei casi in cui una norma, originariamente positiva, è stata completamente distorta nella sua applicazione. La supertesi era stata concepita come una tesi particolarmente meritoria e brillante, un lavoro fatto davvero benissimo, premiato dunque con otto punti. Cosa è accaduto, nella concreta applicazione della norma? È diventata semplicemente un escamotage attraverso il quale studenti che partivano da 102 – 103 cercavano di arraffare in extremis il 110, che altrimenti sarebbe stato al di fuori della loro portata. Ed infatti, sarà un caso, le supertesi sono state tutte concentrate in quella fascia di media. Non le ha fatte chi partiva, poniamo, da 96 e neanche chi aveva la media, invece, da 104 – 105 in su. È prevalso il fattore burocratico sulla valutazione dell’effettiva e particolare meritorietà del lavoro”.
Oltre che presidente della Commissione Tesi, Balletta è anche uno dei membri della Commissione didattica di facoltà. Premette: “si procede molto lentamente”. Poi entra nel merito: “la commissione didattica è quella che lavora per una proposta sulla laurea triennale di primo livello e su quella di secondo livello, di cinque anni. Dopo tre riunioni siamo arrivati a proporre che la laurea preveda alcuni corsi molto generali accompagnati ad altri specialistici. Tutto questo, ovviamente, è avvenuto senza che si avesse il decreto preciso a portata di mano. Per il momento ci siamo fermati qui, a dire che ci sono corsi di carattere generale e corsi di carattere specialistico. Al prossimo consiglio credo che sarà portato in discussione questo punto. La situazione è comunque tutta in divenire”.
Oltre che presidente della Commissione Tesi, Balletta è anche uno dei membri della Commissione didattica di facoltà. Premette: “si procede molto lentamente”. Poi entra nel merito: “la commissione didattica è quella che lavora per una proposta sulla laurea triennale di primo livello e su quella di secondo livello, di cinque anni. Dopo tre riunioni siamo arrivati a proporre che la laurea preveda alcuni corsi molto generali accompagnati ad altri specialistici. Tutto questo, ovviamente, è avvenuto senza che si avesse il decreto preciso a portata di mano. Per il momento ci siamo fermati qui, a dire che ci sono corsi di carattere generale e corsi di carattere specialistico. Al prossimo consiglio credo che sarà portato in discussione questo punto. La situazione è comunque tutta in divenire”.







