Da diploma a laurea triennale. E’ la svolta che si appresta a vivere il Diploma in Servizio Sociale. Con la riforma universitaria cambierà l’attuale organizzazione offrendo agli studenti una laurea in Scienze del Servizio Sociale meglio spendibile sul mercato. Al diretto interessato, poi, la scelta di continuare con la specializzazione successiva per Dirigenti dei servizi sociali. Una laurea a tutti gli effetti, esordisce la dottoressa Patrizia Cozzolino, responsabile della segreteria amministrativa e didattica del Diploma. “Si tratta di una riforma che, attualmente, è all’attenzione del Cun ed è quindi suscettibile di modifiche. Credo che vada in vigore per l’anno accademico 2001-2002. In ogni caso se venisse accettata così come formulata sarebbe davvero una grossa conquista”. Per quest’anno nessuna novità di rilievo. Invariata la struttura del Corso: ventitré esami più la conoscenza della lingua inglese, che, a differenza di prima, verrà acquisita durante un esame fondamentale. La frequenza è obbligatoria non solo ai corsi ma durante il tirocinio presso strutture specializzate. Si accede al Du per esame di ammissione. Un totale di trentacinque posti rispetto ad una domanda che continua a crescere sia per il fascino che esercita la professione che per le ottime offerte del mercato occupazionale. Ogni anno arrivano alla segreteria più di duecento richieste di partecipazione. La selezione si gioca in sede di esame dove ad attendere gli studenti c’è la prova di italiano (scritto di cultura generale con attenzione alle problematiche del sociale). “Al candidato viene chiesto-continua la dottoressa-di esporre le proprie riflessioni su una questione specifica, come ad esempio la tematica degli anziani, il disabile nella società, trattandola da un punto di vista complessivo che metta in evidenza il proprio interesse, o meglio, la sensibilità di fronte ad aspetti drammatici della realtà quotidiana. Ed è proprio questo che fa la differenza -sottolinea la dottoressa- nella selezione. Ci interessa capire se la scelta per questo tipo di studio sia motivata da una reale passione o da questioni di ripiego rispetto ad un corso di laurea tradizionale”. Il bando di concorso è a disposizione in Facoltà, presso la segreteria del Dipartimento, insieme ad un avviso che specifica in che modo ci si prepara a superare il concorso, che, con molta probabilità, si terrà intorno alla metà di settembre. Per la prova scritta si consiglia di leggere testi di sociologia, oppure libri che spiegano l’organizzazione dei servizi sociali, e quale debba essere la funzione dei suoi operatori. Il lavoro comincia già durante il tirocinio dal secondo e terzo anno, dove lo studente sperimenta sul campo le conoscenze acquisite prima nei centri sociali del Comune di Napoli e poi nelle aziende sanitarie locali per poi trasformarsi in lavoro stabile e duraturo. “Ci sono nostri diplomati che, al momento, hanno tre contratti di lavoro con enti diversi. E non sono eccezioni rare, ma tutto dipende dalla bravura e da quanto si è disposti ad investire del proprio tempo”. Va anche l’iniziativa privata dove sono in netto sviluppo le cooperative costituite da più figure professionali. “La verità -conclude Cozzolino- è che c’è oggi una maggiore attenzione da parte delle istituzioni nei confronti dei problemi sociali. Una maggiore sensibilità che non deve confondersi con la solita solidarietà o con il pietismo sterile che non produce niente. Da più parti ci sono specifici assessorati che attivano corsi di formazione da supporto al mondo del volontariato. E a Napoli c’è tanto bisogno di intervenire a sostegno dei più disagiati”. (Elviro Di Meo)







