Situazione insostenibile a Sociologia

Una situazione ormai insostenibile a Sociologia. Col numero delle immatricolazioni sempre più in aumento, diventa complicato rispettare i requisiti minimi stabiliti dal Ministero e, dunque, si è costretti a chiudere Corsi di Laurea e prendere decisioni drastiche. “A circa un mese dal termine delle immatricolazioni, si calcolano 1200 studenti, come lo scorso anno. Un disastro per una Facoltà che conta solo 49 docenti di ruolo, buona parte dei quali si avvia al pensionamento”, afferma il Preside Gianfranco Pecchinenda. La sede della Facoltà, in vico Monte di Pietà, non riesce a contenere tutti gli iscritti e, come già negli anni passati, le lezioni si svolgono tra il cinema Astra e le aule in via Mezzocannone 8. “Il cinema Astra è l’unica aula più grande di cui disponiamo. Mi rendo conto che è una situazione ridicola. I docenti sono imbestialiti, perché non è possibile fare lezione a cinquecento ragazzi, per giunta, in un cinema. Dopo lunghe battaglie, poi, siamo riusciti ad avere, per le nostre lezioni, l’ex aula di Fisica, sempre in via Mezzocannone. Allo stesso tempo, è ovvio che ciò rappresenta un disagio non indifferente anche per i ragazzi”. Si cerca di far fronte alla situazione con grandi sforzi sia da parte del personale tecnico-amministrativo sia del corpo docenti. “Gli stessi professori sdoppiano i loro corsi, tenendoli sia al primo che al secondo semestre”. E, intanto, il Corso di Laurea Magistrale in Antropologia chiude i battenti. “Istituito lo scorso anno, – continua Pecchinenda – era l’unico in Italia, il nostro fiore all’occhiello, ma, con grande dispiacere, non abbiamo potuto attivarlo non avendo raggiunto i requisiti minimi. Resta attivo solo il secondo anno per dare la possibilità a coloro che si sono iscritti lo scorso anno di completare il loro percorso di studi”. Per il Corso di Laurea triennale in Culture digitali, a numero programmato (duecentocinquanta le immatricolazioni previste da quest’anno), “vista la chiusura del Corso di Antropologia, abbiamo pensato di alzare il tetto da 200 a 250 ammessi. Le richieste di iscrizione pervenute sono state 210 – sempre tante per noi – quindi si è evitato di procedere con i test di selezione”. I requisiti minimi sono davvero stringenti per la Facoltà napoletana. “La Facoltà di Trento è valutata dal Ministero come una delle migliori. C’è da dire, però, che gli iscritti, ogni anno, non arrivano a cento, mentre i docenti sono circa il triplo rispetto ai nostri”. E con l’aumento degli studenti, sorgono nuove problematiche. “Disponiamo di un’aula informatica con circa quaranta computer e un solo addetto che dovrebbe controllare gli studenti. Addetto, tra l’altro, che è stato trasferito dalla segreteria, vista anche la carenza di personale tecnico”. E a qualche studente che si lamenta del toner della stampante finito da un mese, il Preside risponde: “Anche noi docenti, spesso, non possiamo stampare”. Un’altra spiacevole situazione che i docenti si trovano a fronteggiare, e lo stesso Preside vuole denunciare, è quella delle ‘tesi fasulle’. “Le piccole librerie della zona, che non solo fotocopiano libri di testo, ultimamente procurano le tesi ai ragazzi che ne fanno richiesta. Le copiano semplicemente dal web e le consegnano agli studenti già stampate. Abbiamo dovuto istituire una Commissione tesi, proprio per controllare i lavori. Questo è solo un esempio per far capire che più sono gli studenti più si accumulano problematiche spesso assurde”.  Ma, a suo avviso, perché Sociologia affascina così tanto? “Penso che ci sia una rinnovata attenzione per le tematiche che trattiamo. Ma, in seconda battuta, bisogna dire che raccogliamo una percentuale di indecisi: coloro che dopo il diploma non hanno ancora le idee chiare sulla Facoltà da scegliere e parte dei ragazzi che non riescono ad accedere a Psicologia. E c’è da dire che questa fetta di studenti è poi quella che va ad alimentare la percentuale dei fuori-corso”. Insomma, l’unica soluzione, a detta di Pecchinenda, sembra essere l’istituzione del numero programmato che “rappresenta una sconfitta totale, la soluzione peggiore ma, allo stesso tempo, l’unica che condividono tutti i colleghi”. 
Cosa consiglierebbe ad un neo-diplomato che pensa a Sociologia come il percorso di studi più adatto a sé? “Direi comunque di provare ad iscriversi. Presso la nostra Facoltà, c’è una didattica di qualità e una tradizione sempre più unica e consolidata”. 
Maddalena Esposito
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