Tre mesi in Inghilterra per Maurizio, studente al secondo anno, con il pallino della ricerca

Tre mesi alla Sheffield Hallam University a partire dal 15 marzo, è il premio di Maurizio Romagnuolo, secondo anno di Medicina alla Federico II, risultato vincitore di una borsa di studio erogata dal progetto “Tematiche avanzate di spettrometria di massa di immagine in campo biomedico”, guidato dal prof. Lucio Nitsch del Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche, nell’ambito del programma Miur “Messaggeri della Conoscenza”. In tanti hanno presentato domanda, ma uno solo è risultato il migliore per la commissione composta dal prof. Nitsch, dalla dott.ssa Simona Francese, docente dell’università anglosassone che lo scorso settembre ha svolto attività didattica presso il Dipartimento napoletano, e dalla prof.ssa Margherita Ruoppolo. “Oggetto della mia ricerca è la spettrometria, tecnica biochimica che analizza le proteine. Ho concorso con soli studenti di Biotecnologie e ho vinto. Ero l’unico iscritto a Medicina”, sottolinea Maurizio. Lo stage di tre mesi nel Nord dell’Inghilterra sarà rimborsato al 75% dall’Università. “L’attività da svolgere consiste nella creazione di un protocollo per trattare gli analiti, sostanze da analizzare allo spettrometro”, riassume brevemente. Maurizio è entrato a Medicina al secondo tentativo, dopo un primo anno passato a Scienze Biologiche. “Non ero convinto della scelta, né preparato abbastanza, quando ho tentato per la prima volta il test. Pensavo che la medicina fosse una branca elitaria e poco scientifica, mi sbagliavo”. Il suo sogno, parzialmente realizzato, è fare il ricercatore nel campo biomedico, perciò si è iscritto alla selezione. “Per concorrere al progetto non occorrevano requisiti particolari, solo curriculum accademico, che garantiva trenta punti al massimo, presentazione del progetto in metodologie ed obiettivi e motivazione che ha spinto a partecipare, insieme conferivano settanta punti”. La media del 29 ha sicuramente influito, ma Maurizio sostiene sia stata un’altra la causa della preferenza della giuria: “il mio elaborato è stato scelto per la creatività. La motivazione nella e-mail della commissione è stata: emerge la voglia di sperimentare dalla tua presentazione, qualità chiave nel mondo scientifico”. Inoltre il background dello studente è ricco di esperienze all’estero: “ho fatto vacanze studio a Londra, Portsmouth, Winchester, quindi conosco bene l’inglese, importante per una qualsiasi cooperazione futura con l’Europa. Avere un profilo internazionale nell’ambiente scientifico è d’obbligo ormai”. Non ha avuto mai grosse difficoltà nel superare gli esami, “solo Anatomia, ostacolo per tutti, mi sta dando del filo da torcere prima della partenza”. L’ambiente al Policlinico non è tra i più accoglienti: “non riesco a sfatare nessuno dei miti legati al mio Corso di studi e ai colleghi, purtroppo. Qui è pieno di figli di papà, noiosi, ordinari e presuntuosi. Io mi sento un pesce fuor d’acqua, in quanto non ho un medico in famiglia. Per me inoltre (sono uno dei pochi a pensarla così) ci si può iscrivere a Medicina e coltivare parallelamente un hobby, basta dare la priorità sempre e comunque allo studio”.
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