Un ambiente caldo e familiare nonostante i -40 gradi

Si chiamano Simone Boiano, Mirco Della Volpe, Anna Garruto e Tommaso Santagata. Sono i quattro vincitori del Bando Messaggeri della Conoscenza, tutti studenti del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Chimica. Osservandoli seduti in prima fila durante gli interventi dei docenti, la loro fierezza per il ruolo ricoperto è tangibile. Ad accompagnarli, nel momento delle loro testimonianze, anche una grande intesa. Dopo la presentazione dei progetti di ricerca che ognuno di loro ha portato avanti durante il periodo di permanenza all’estero, i quattro studenti passano alla loro esperienza di vita, attraverso un racconto a quattro voci: “Questa esperienza è stata per noi un’occasione di crescita, sia professionale che personale. Ad ognuno di noi è stato assegnato un progetto di ricerca su tematiche condivise. Due di noi hanno lavorato nel campus della Western University, altri due presso ICFAR (Institute for Chemicals and Fuels from Alternative Resources), fondato da Franco Berruti”. Poi il fattore umano: “Ad aspettarci in Canada c’era il più freddo inverno degli ultimi 75 anni. Si sono toccati i -40 gradi. Subito, il nostro auspicio più grande, poi raggiunto, è stato quello di creare un ambiente familiare. Abbiamo, ad esempio, fissato le decorazioni di Natale all’esterno della nostra abitazione e festeggiato l’Epifania nonostante in America non sia celebrata”. Accogliente anche l’ambiente lavorativo: “Tutti i membri di laboratorio si sono dimostrati sempre disponibili e gentili nei nostri confronti, trasmettendoci il loro sostegno e le loro conoscenze. Ci hanno aiutato ad integrarci in un ambiente multiculturale”. Perché London è una città multiculturale: “Abbiamo conosciuto persone provenienti da tutte le parti del mondo. Ci siamo avvicinati a persone con lingua, cultura, tradizioni e religione diversa dalle nostre. Siamo riusciti a capire le loro culture nel profondo. Sono nati forti rapporti di amicizia e siamo ancora in contatto con molti dei ragazzi conosciuti. Siamo stati addirittura invitati al matrimonio di una nostra amica musulmana in Olanda. Quando si vive un’esperienza all’estero si parte con il timore di non riuscire ad integrarsi e, invece, la Western University garantisce molti servizi agli studenti, facilitandone l’integrazione. In particolare, esiste il Global Cafè, punto d’incontro per comunicare con tutti”. Tutto questo grazie all’università italiana: “Ci teniamo a sottolineare che ognuno di noi, in questa esperienza canadese, ha sviluppato una grande consapevolezza, e cioè che la Scuola Politecnica, e in particolare l’Ingegneria federiciana, offre una formazione assolutamente di livello. Viviamo con l’idea che l’Università italiana fornisca scarsa esperienza lavorativa durante il percorso di studi, ma siamo la testimonianza vivente che questo non costituisce un limite invalicabile. L’università ci ha fornito ottime basi, ottime conoscenze, ci ha insegnato l’importanza del lavoro di gruppo e ad affrontare ogni problema. Nonostante ognuno di noi abbia un’esperienza marginale rispetto a quello che viene vissuto quotidianamente nelle università straniere, gli ingegneri chimici italiani possono rendersi in pochissimo tempo assolutamente competitivi con i colleghi di tutto il mondo. Ringraziamo il team Canada e in particolare il prof. Berruti che per noi è stato non solo docente, ma anche amico”.
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