Vogliono proseguire gli studi per laurearsi in Scienze Motorie

Si alza forte il coro di protesta degli studenti dell’Isef di Napoli. Come è risaputo il corso seguito all’istituto della Mostra d’Oltremare dà loro diritto a conseguire, al termine di tre anni, un semplice diploma universitario grazie al quale, nella migliore delle ipotesi, accederanno ad una ‘fulgida’ carriera di professore di educazione fisica nelle scuole, o poco altro. Dal momento in cui è stato attivato il Corso di Laurea in Scienze Motorie presso l’Istituto Navale il Diploma Isef, se possibile, è scaduto ancor più di valore. 
Gli studenti chiedono la possibilità di affrontare un quarto anno integrativo (sostenendo i relativi esami) proprio al Navale, attraverso la convalida di esami già superati nella loro carriera. Questo li equiparerebbe ai futuri laureati in Scienze motorie, aprendo scenari occupazionali più interessanti e sicuramente più remunerativi. C’è però un problema. Scienze Motorie, Corso di recente istituzione, è attivato solo per il primo anno. I restanti tre verranno alla luce man mano che le attuali matricole andranno avanti nei loro studi. E i diplomati Isef nel frattempo che fanno? Devono davvero aspettare quattro anni se vogliono conseguire una laurea come i loro colleghi?. Sentiamo la voce dei diretti interessati.
“Sono sicuramente favorevole all’istituzione della laurea in Scienze Motorie – commenta Paolo Esposito, 22 anni, iscritto al III anno Isef – ma questo corso è nato senza che se ne desse prima una adeguata informazione. Notizie vaghe e non precise, come quelle che abbiamo avuto finora, ci hanno solo danneggiato. Peccato, perché con un titolo come la laurea, noi che ormai siamo in dirittura di arrivo con gli studi, avremmo potuto formare un albo professionale in cui sarebbero potuti confluire anche i futuri laureati in Scienze Motorie”.
In merito alla questione occupazionale si esprime Giuseppe Vozza, 23 anni: “sarebbe bellissimo laurearsi, questo favorirebbe la nascita dell’imprenditorialità anche nel campo dello sport. Invece di semplici professori di educazione fisica tanti di noi potrebbero diventare fisioterapisti o preparatori con specifiche conoscenze mediche di grande richiamo in ambito sportivo. Invece di andare a lavorare nelle palestre potremmo essere impiegati in centri di riabilitazione, con grande vantaggio per la collettività. La riforma universitaria è arrivata troppo tardi ed è stata davvero mal congegnata”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Fabio Merola, 22 anni: “pensate che a me, quando sono andato ad informarmi sul mio futuro, è stato consigliato di andarmene a studiare a Roma (dove l’Isef è Corso di Laurea a tutti gli effetti ndr). Me lo dicono solo ora? Poi a chi ha obiettato che quando ci siamo iscritti all’Isef il corso di Scienze motorie non c’era rispondo che è un nostro diritto, anche dopo aver completato gli studi qui, cercare di prendere la laurea da un’altra parte. Queste non sono motivazioni valide”.
E’ la volta di Vittorio Scotto di Carlo, 21 anni: “che immensa disinformazione e che sfascio, ci stanno danneggiando davvero tanto. Io sono un giocatore quasi professionista di pallacanestro, il mio sogno è quello di fondare una società di basket, qualcuno mi spieghi perché non posso conseguire una laurea, magari con il piano di studi manageriale, che me lo permetta”.
Ancora più duri i toni usati da Alessia Tempesta, 21 anni: “a Napoli e nel Sud siamo sempre arretrati, le cose ce le vengono a dire tardi e male. Ora vogliono anche chiuderci in faccia degli importanti sbocchi occupazionali. Il mio sogno è avviare un’attività in proprio”.
Singolare il caso di Nicola Bocchetti, 21 anni: “non faccio nessuno sport in particolare, per questo la laurea mi consentirebbe di spaziare anche in ambiti lavorativi non strettamente sportivi. A me, ad esempio, interessa la dietistica e gli aspetti manageriali del settore”.
Chiusura con Giancarlo Pagano, 22 anni, che ci comunica tutto il suo scoramento per questa situazione di estrema incertezza: “non si sa che fine faremo e questo sento che mi fa venire meno anche lo stimolo a studiare queste materie. Di professori di educazione fisica ce ne sono fin troppi, laureandoci, invece, avremmo potuto avere la possibilità di creare un albo professionale ed affermarci in un settore che offre spazi a tutti. Speriamo che ce lo permettano”.
Marco Merola
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