Il secondo semestre si apre alla Triennale in Filosofia in modo sempre più dinamico e orientato alla didattica attiva. Il nuovo ordinamento entra ormai a pieno regime e chiude il triennio della sua prima coorte con risultati che la prof.ssa Simona Venezia, docente di Filosofia Teoretica e Coordinatrice del Corso, definisce senza esitazioni “positivi e incoraggianti”.
I segnali arrivano innanzitutto dai numeri. Dopo il boom registrato al primo anno, anche al terzo le iscrizioni restano solide, confermando un interesse tutt’altro che episodico verso il percorso filosofico. “Siamo molto soddisfatti della risposta degli studenti – osserva Venezia – perché testimonia la bontà del lavoro svolto sul piano dell’organizzazione didattica e dell’offerta formativa, che abbiamo reso molto accattivante”.
Proprio l’offerta continua a rappresentare uno dei punti di forza del Corso di Studi, che nel panorama nazionale si distingue per ampiezza e capacità di aggiornamento. Negli ultimi mesi il Corso ha infatti lavorato su un rafforzamento mirato di alcuni assi strategici: “Abbiamo potenziato gli insegnamenti linguistici e le competenze digitali, sempre più centrali anche per chi intraprende studi umanistici, attraverso un percorso che coniuga la solidità della tradizione filosofica con competenze oggi indispensabili”.
Ma la vera novità del secondo semestre riguarda la didattica laboratoriale, ormai pienamente integrata nel terzo anno del Nuovo Ordinamento. I Laboratori sui Classici del Pensiero, avviati dallo scorso mese, si stanno rivelando uno degli elementi più qualificanti del percorso. “Si confermano tra le esperienze più apprezzate dagli studenti – spiega Venezia – perché spostano il baricentro dalla lezione frontale al lavoro diretto sui testi”.
Qui la filosofia esce dalla dimensione puramente teorica per trasformarsi in pratica concreta di lettura, analisi e discussione. “I laboratori stanno funzionando molto bene: lavoriamo in piccoli gruppi, con un confronto serrato sulle fonti e una guida costante dei docenti. Questo permette agli studenti di misurarsi in prima persona con i classici in modo più attivo, critico e consapevole”. L’offerta laboratoriale copre un ampio spettro disciplinare: dalla Filosofia teoretica alla Filosofia morale, dalla Filosofia politica alla Storia della filosofia. Anche il panorama degli autori è particolarmente ricco e attraversa l’intera tradizione del pensiero occidentale, da Cicerone a Cartesio, da Machiavelli a Hegel e oltre.
“Noi docenti – sottolinea Venezia – cerchiamo di fornire basi teoriche solide ma capaci di dialogare con le domande del presente”. Non si tratta di attività accessorie. I laboratori sono obbligatori, attribuiscono 2 crediti formativi e prevedono la realizzazione di un elaborato scritto finale. Un passaggio che ha anche una funzione orientativa rispetto alla prova conclusiva del percorso: “Sarà un banco di prova importante anche in vista della preparazione dell’elaborato triennale, perché gli studenti potranno mettere a frutto le competenze maturate durante questa esperienza”.
Il rafforzamento della didattica si inserisce inoltre in un ecosistema di ricerca particolarmente vivace. Il Corso di Studi continua infatti a dialogare con alcune delle realtà più attive del Dipartimento: la Task Force Human & Future coordinata dal prof. Gianluca Giannini, il Seminario Permanente su Pensiero e Poesia guidato dalla stessa Venezia, il progetto HUMANISE – Humanism, Arts and Social Research dei professori Domenico Conte e Raffaele Carbone, il Laboratorio SToNE – Study of Neo-Kantianism diretto dal prof. Edoardo Massimilla e dalla prof.ssa Chiara Russo Krauss e il Mechane Lab – Laboratorio di Filosofia della tecnica coordinato dal prof. Felice Masi.
La direzione è chiara: “integrare sempre più strettamente formazione e ricerca, teoria e pratica, tradizione e contemporaneità. Vogliamo offrire agli studenti un ambiente di formazione vivo, aperto e fortemente integrato con la ricerca”.
Giovanna Forino
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Ateneapoli – n.4 – 2026 – Pagina 26







