Due Laboratori all’insegna dell’internazionalizzazione e un progetto di ampio respiro in collaborazione con numerosi Atenei dell’America Latina, coordinati dal prof. Marco Tregua, docente di Economia e gestione delle imprese al Dipartimento di Economia, Management, Istituzioni.
Differenze cross-cultural nella gestione delle imprese internazionali (4 crediti) è un Laboratorio rivolto agli studenti della Triennale e si inserisce all’interno di un progetto congiunto che coinvolge l’Università di Jaén in Spagna e di Durrës in Albania. L’obiettivo: “lavorare sulla matrice cross-culturale, applicandola non solo ai contenuti del corso, ma anche alla modalità di collaborazione tra i partecipanti”, spiega il prof. Tregua.
Gli studenti, 35, sono suddivisi in gruppi di lavoro internazionali, ciascuno composto da almeno un rappresentante per paese. Alle lezioni sincrone online si alternano lezioni asincrone, registrate a turno da uno dei tre docenti coinvolti e discusse successivamente in aula. “Concluderemo il percorso con la predisposizione di un project work in cui gli studenti dovranno valutare le difficoltà che un’impresa può incontrare nell’ingresso in un nuovo paese, analizzando casi concreti”.
Una delle prossime lezioni sarà dedicata alla testimonianza di un responsabile spagnolo dell’azienda di arredamento Alvic, che “porterà esempi diretti sulle sfide della gestione cross-culturale in contesti globali, mettendo a confronto esperienze precedenti in contesti diversi come Stati Uniti, Sud America e nuove aree di espansione”.
Il secondo Laboratorio, dedicato agli studenti della Magistrale, è Economia e Gestione dei Beni Culturali (3 crediti). “Riprendendo l’impostazione degli anni precedenti, quest’anno intendiamo esplorare soluzioni più avanzate per la fruizione del patrimonio culturale, in particolare nei contesti indoor come musei, castelli ed esposizioni”, spiega il docente. L’obiettivo è analizzare come le nuove tecnologie possano rendere le visite più immersive, favorendo il rilancio di siti meno noti o che registrano un calo di interesse.
Il laboratorio si terrà da fine novembre a metà gennaio e prevede la realizzazione di un elaborato finale nel quale “gli studenti, singolarmente o in gruppo, proporranno un progetto di implementazione tecnologica per esperienze culturali innovative”, racconta.
Parallelamente ai laboratori, il prof. Tregua è coinvolto in un ampio progetto di cooperazione accademica con l’America Latina, coordinato dall’Università di Bologna, insieme ad altri Atenei italiani e a circa 65 partner tra Centro e Sud America. “Il progetto prevede attività di formazione e mobilità per docenti e studenti, con un focus specifico sulla tutela del patrimonio culturale nelle aree a rischio spopolamento, le cosiddette città fantasma – spiega il prof. Tregua – I motivi sono vari come i fenomeni idrogeologici, problematiche legate all’occupazione o casi più estremi come Chernobyl”.
In Italia gli esempi sono numerosi: alcune città fantasma sono state recuperate con successo come Craco in Basilicata o Civita di Bagnoregio. Il corso, che ha preso avvio il 17 novembre, sarà tenuto in lingua spagnola dal prof. Tregua insieme a colleghi provenienti da Messico, Brasile e Colombia e sarà rivolto a studenti di dottorato delle università partner. Il fine: sviluppare idee progettuali per la valorizzazione e protezione dei patrimoni culturali abbandonati o in degrado, affrontando casi emblematici sia italiani sia latinoamericani.
“Ogni partecipante – hanno background diversi, dall’architettura al turismo – svilupperà un progetto dedicato a una specifica città fantasma e i risultati confluiranno in una pubblicazione prevista per il 2026, con l’intento di proporre soluzioni sostenibili e multidisciplinari per il recupero di questi contesti”, conclude il prof. Tregua.
Eleonora Mele
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Ateneapoli – n.18 – 2025 – Pagina 27







