Università Federico II, Andrea Mazzucchi è il nuovo Rettore: decisiva la prima tornata

L’Università degli Studi di Napoli Federico II ha il suo nuovo Rettore. Il prof. Andrea Mazzucchi, ordinario di Filologia della letteratura italiana e Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, è stato eletto alla guida dell’Ateneo federiciano. Sebbene lo scrutinio delle schede sia ancora in corso i numeri già emersi dalle urne hanno consegnato al docente la vittoria (circa 70% delle preferenze), rendendo scontata ogni ulteriore attesa.
La “fumata bianca” è arrivata al termine della prima tornata elettorale, che ha visto la forte partecipazione della comunità accademica (2.532 elettori, l’86% degli aventi diritto) chiamata a scegliere il successore del Rettore uscente Matteo Lorito. Mazzucchi ha prevalso sugli altri candidati, il prof. Santolo Meo e il prof. Alessandro Pezzella, ottenendo un consenso tale da assicurarsi immediatamente la guida dell’Ateneo per il mandato 2026-2032.
Profondo conoscitore della letteratura italiana e tra i maggiori studiosi di Dante, Andrea Mazzucchi vanta una lunga esperienza negli organi di governo dell’Università Federico II. Nel corso della sua carriera ha ricoperto, tra gli altri, gli incarichi di Presidente della Scuola delle Scienze Umane e Sociali, componente del Senato Accademico e Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, maturando un percorso amministrativo che ha accompagnato la sua intensa attività scientifica e didattica.
Nel programma elettorale il neo Rettore ha posto al centro gli studenti, il rafforzamento dei servizi universitari, la valorizzazione della ricerca e una crescente internazionalizzazione dell’Ateneo, con particolare attenzione al ruolo della Federico II nel contesto del Mediterraneo. Tra gli obiettivi indicati anche il consolidamento della qualità della didattica e una maggiore capacità dell’università di attrarre talenti e risorse.
Con l’elezione di Andrea Mazzucchi si apre dunque una nuova fase per la Federico II, la più antica università laica del mondo, chiamata nei prossimi sei anni ad affrontare le sfide della ricerca, dell’innovazione, della sostenibilità e del rapporto con il territorio, mantenendo al tempo stesso il proprio ruolo di punto di riferimento nazionale e internazionale nel panorama accademico.

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