Simulazione processuale presso il TAR Campania per un gruppo di studenti. La prof.ssa Lombardi: “sembravano dei veri avvocati”

“Appassionante, formativa e soddisfacente”, questi gli aggettivi usati dalla prof.ssa Federica Lombardi, docente di Diritto processuale amministrativo, per descrivere l’esperienza che, lo scorso 28 maggio, gli studenti di Giurisprudenza hanno avuto l’opportunità di vivere: una simulazione del processo amministrativo presso il TAR Campania.

“L’idea di concludere il corso con una simulazione del processo amministrativo è nata in seguito alla rilevazione di un’esigenza sempre più diffusa tra gli studenti e le studentesse: affiancare la pratica alla teoria.

Molti studenti hanno manifestato, durante i corsi e agli esami, difficoltà a comprendere come funzionassero alcuni istituti di diritto processuale amministrativo legate all’incapacità di immaginare lo svolgimento di un giudizio, senza averne mai vissuto uno”, spiega la prof.ssa Lombardi, che ha ideato il progetto insieme ai professori Ambrogio De Siano e Giovanni Martini.

La simulazione si è svolta in una vera aula di udienza del TAR Campania davanti a un collegio composto da tre Magistrati: i dottori Michelangelo Liguori, Presidente del Collegio, Viviana Lenzi e Carlo Dell’Olio. Come avviene nei procedimenti reali, i giudici hanno indossato la toga e hanno esaminato gli atti processuali predisposti dagli studenti prima dell’udienza.

“In vista del loro primo processo, gli studenti e le studentesse hanno analizzato un caso che ho loro sottoposto: ad alcuni è stato affidato il compito di preparare il ricorso; altri si sono occupati di difendere una controinteressata redigendo un intervento ad opponendum; altri ancora si sono costituiti nell’interesse della pubblica amministrazione, preparando un controricorso”.

Gli atti sono stati trasmessi preventivamente al Collegio giudicante, consentendo ai magistrati di studiare il caso secondo le modalità previste nella prassi processuale. “Nella preparazione delle difese e della discussione della causa gli studenti sono stati supportati ed affiancati, oltre che da me, dal prof. De Siano e dal prof. Martini, anche da un giovane tutor, Carmine Teoli, uno studente che, avendo partecipato alla simulazione processuale lo scorso anno ed essendosi appassionato, ha deciso di partecipare anche quest’anno sebbene in vesti diverse”.

I partecipanti sono stati suddivisi in tre gruppi e hanno assunto il ruolo di Procuratori delle diverse parti coinvolte nel giudizio, “affidando il confronto orale a due componenti per ciascun gruppo, ribadendo le difese già esplicitate negli atti processuali trasmessi al Collegio e replicando alle eccezioni delle controparti”. Al termine della discussione il Collegio ha pronunciato la sentenza, illustrando nel dettaglio le ragioni delle decisioni assunte sia sulle questioni di rito sia su quelle di merito.

I Magistrati hanno inoltre trasformato il momento conclusivo in una vera occasione didattica con la spiegazione agli studenti del percorso logico e giuridico che aveva condotto alla decisione.

L’esperienza, sottolinea la prof.ssa Lombardi, consente ai partecipanti di sviluppare competenze fondamentali per la futura professione giuridica: dalla capacità di redigere atti processuali all’esercizio dell’argomentazione orale, fino alla gestione dell’emotività legata al confronto con un collegio giudicante. “Sono rimasta particolarmente colpita dalla passione, dalla serietà e dall’entusiasmo degli studenti. Sembravano dei veri avvocati e la qualità della loro performance ha superato anche quest’anno le mie aspettative”.

La docente sottolinea, inoltre, quanto sia importante integrare lo studio teorico con attività che riproducano situazioni professionali reali. “È fondamentale per consentire agli studenti di comprendere in maniera più piena e profonda gli istituti processuali e la loro importanza, le modalità di svolgimento di un giudizio e per evitare una ripetizione meramente mnemonica del manuale”.

Queste iniziative possono orientare gli studenti nelle future scelte professionali: “qualora questi decidessero di svolgere alcune attività professionali, come quella di avvocato o magistrato, potranno affrontarle con maggiore consapevolezza e con una preparazione più ampia rispetto a chi ha svolto un percorso universitario prevalentemente teorico”.
Angelica Cioffo

Scarica gratis il nuovo numero di Ateneapoli

Ateneapoli – n.11-12 – 2026 – Pagina 16

- Advertisement -




Articoli Correlati