Una giornata per la legalità

“Giornata di cultura alla legalità”, fortemente voluta e promossa dall’Ateneo  e dal Consiglio degli Studenti. Ad ospitare l’iniziativa, il 27 febbraio, è stata la Facoltà di Giurisprudenza di S. Maria Capua Vetere. “Una giornata che si pone l’obiettivo di sensibilizzare la platea studentesca ai quotidiani, ai casi di malavita che affliggono la nostra terra – ha detto Gimmi Cangiano, rappresentante degli studenti in Consiglio di Amministrazione, responsabile organizzativo dell’iniziativa – motivando i giovani a reagire con forza”. Ed è sempre in quest’ottica che è stato ufficializzato il gemellaggio tra il Consiglio degli Studenti e la Federazione delle Associazioni Italiane Antiracket (FAI).
Presenti all’incontro il Rettore dell’Ateneo Francesco Rossi, l’assessore regionale alla legalità Andrea Abbamonte, il preside della Facoltà di Giurisprudenza Lorenzo Chieffi, i docenti universitari Giuliano Balbi, Antonio Ruggiero e Alessandra Cirafici; ha moderato l’incontro Luigi Roma. Ospite d’onore: il Presidente onorario della FAI Tano Grasso, presenza gradita in misura ancora maggiore dopo l’approvazione da parte del CdA della Sun, sempre su proposta del Consigliere Cangiano, dell’esonero dalle tasse universitarie per gli studenti figli di genitori che denunciano atti criminosi o che comunque facciano parte della categoria “vittime del dovere”.
“E’ una grande occasione che unisce le varie competenza dell’Ateneo”, ha detto la prof.ssa Alessandra Cirafici, docente alla facoltà di Architettura, che ha presentato il progetto di comunicazione etica “Per un’attitudine alla legalità. Il caso Napoli”. Nell’ambito del corso di laurea in Disegno industriale – la cui coordinatrice è la prof.ssa Patrizia Ranzo – e insieme ai professori Daniela Piscitelli e Giuseppe Klain, il corso di Design per la comunicazione visiva è stato tradotto in una campagna di comunicazione ad alto contenuto etico. “‘Per un’ attitudine alla legalità. Il caso Napoli’ rappresenta una testimonianza tangibile della ricerca di ‘nuove priorità’ per la comunicazione – aggiunge la Cirafici – in una realtà complessa come quella campana, il cui fine è quello di stimolare il cittadino a guardare al recupero della dignità individuale come base di qualsiasi comportamento sociale eticamente corretto per riappropriarsi di un più profondo senso etico, culturale ed umanistico dell’essere campani”.
Gli spot di
Architettura
Gli spot dei ragazzi di Architettura vengono proiettati in sala, mentre in facoltà sono affissi cartelloni pubblicitari, che fanno sempre parte del materiale della campagna di comunicazione. Ragazzi che non rispettano la segnaletica stradale, altri che viaggiano senza casco, altri che lasciano rifiuti per strada, qualcuno che ruba un portafogli. Questo è quanto si osserva nei lavori presentati. “Sono le piccole delinquenze che permettono alle grandi di affermarsi – secondo la Cirafici – il silenzio è un suono pericoloso!”. 
Anche i rappresentanti degli studenti della Sun presentano uno spot, durante il quale campeggia la scritta: “Riprendiamoci il futuro, riprendiamoci la nostra vita”. E Giuseppe Razzano, Presidente del Consiglio degli Studenti, ribadisce: “manca una cultura della legalità. Nell’ambiente in cui viviamo, c’è troppa confusione tra atti legali e illegali…”. Il Preside Chieffi, che indossa la t-shirt “Legalmente”, parla del ruolo dell’Università: “la presenza dell’Università ha permesso progressi, seppur lenti. Spesso la camorra si sostituisce allo Stato laddove c’è una scarsa scolarizzazione e un disagio sociale che rappresentano l’illegalità. Occorre, a questo punto, una Magistratura in grado di perseguire i reati”. Si parla anche del caso di abusivismo edilizio a Casalnuovo. Andrea Abbamonte, assessore alla Sicurezza della Regione Campania, interviene: “La classe dirigente ha commesso errori drammatici. Abbiamo ritenuto che il controllo limitasse le autonomie locali e oggi siamo senza controlli”. “La criminalità è un problema sociale – ritiene il prof. Giuliano Balbi – dovrebbe intervenire una politica sociale che, però, costa troppo al contrario della politica criminale. C’è da lavorare davvero molto…”. Secondo il prof. Guido Clemente Di San Luca “il problema è dentro di noi. E’ necessario conservare la nostra specificità antropologica, recuperando i valori. A mio avviso, l’unica strada per abbattere la camorra è lo studio” e rivolto agli studenti: “è così che la camorra muore, è necessario che studiate ragazzi e che ogni cosa che fate la facciate bene!”. “Università migliore significa migliorare il territorio – interviene il Rettore Rossi – non basta laureare le persone, qui c’è la futura classe dirigente”.  Il finale è lasciato a Tano Grasso il quale, dopo aver lodato il libro “Gomorra” di Saviano – il giovane autore che ha avuto la capacità di porre al centro dell’opinione pubblica, e per la prima volta, una parte della provincia di Caserta – parla di un grave errore comune. “Troppo spesso – dice – si crea una connessione tra sottosviluppo e camorra, dobbiamo capire che la camorra è un orizzonte ideale per i ragazzi in quanto offre loro un’identità!…E purtroppo non basta fare bene il proprio mestiere, siamo in un’altra dimensione dove camorra e mafia sono sorretti da consenso e interessi”.
Maddalena Esposito
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