A Commerciale solite bocciature

Tempo d’esami a Giurisprudenza. Inizia la tanto attesa sessione straordinaria. Tra gli studenti c’è chi lotta ‘contro’ l’esame impossibile, chi cerca il riscatto da un’annata non proprio brillante e chi si accontenterebbe anche del 18, pur di procedere spedito. “L’importante è prendere l’esame – dice Maria Grazia Ginestra, iscritta al quinto anno – anche un voto basso è preferibile alla bocciatura. Quel ‘no’ marcato sul libretto è l’esperienza più brutta che possa accadere ad uno studente”. Specie se la disciplina in questione è Diritto Commerciale, prof. Carlo Di Nanni. Afferma Daniela Iannuzzi: “a due ore dall’inizio degli esami il numero di bocciati rispecchia la complessità della materia. In questa cattedra non c’è scampo per nessuno, nemmeno per chi si sente preparato. Sono qui per verificare se è tutto vero quel che si dice in merito. Devo ammettere che le difficoltà sono reali e consistenti”. Su 30 persone esaminate, almeno una decina va a casa a mani vuote. “E’ una vergogna – commenta Carmela Lucci – buttare tre mesi di studio al vento. Sono stata bocciata perché imprecisa nell’esposizione. Tradotto in parole povere: non conoscevo a memoria il manuale ed ho cercato di spiegare gli Istituti a parole mie”. “Veniamo accusati di studiare mnemonicamente – continua Raffaella, studentessa al quarto anno – anche se poi, alla fine, va avanti chi è capace di argomentare con i paroloni dei testi. La bocciatura mi offende come studentessa. Ho studiato tanto e dopo nemmeno dieci minuti ero già fuori a leccarmi le ferite”. Situazione comune fra gli studenti degli ultimi anni. “E’ la seconda volta che ripeto l’esame – racconta Gianmarco Evaristo – La prima, non ero preparato al forte impatto psicologico che si ha nei confronti della materia. Oggi sono riuscito a prendere un 22. Non mi lamento, mi sarebbe bastato anche il minimo”. “Posso finalmente laurearmi – esclama Loredana – Dopo aver rimandato la seduta di laurea per quasi un anno, oggi è avvenuto il miracolo. Ho superato l’esame, dopo il terzo tentativo, con 21. Ho 28 anni, parcheggiata nel Dipartimento di Commerciale da due anni, mi sento in gabbia. Finalmente a marzo arriverà il momento di concludere gli studi”. Le cose non sembrano cambiare con la cattedra del prof. Massimo Miola. “Siamo arrabbiati perché nessuno ci spiega dove sbagliamo – dice un gruppo di studenti del quinto anno – Assistiamo ogni volta a vere e proprie stragi, decine di studenti vengono bocciati dopo pochi minuti di colloquio. Siamo così incapaci nella preparazione?”. Un dubbio sensato se il numero di bocciati resta costante ad ogni seduta. “E’ impossibile che la maggior parte degli studenti venga a provare l’esame – dichiara Martino Pezzella – La verità è che la disciplina è difficile e i docenti non fanno nulla per renderla assimilabile. Sono stato bocciato perché la mia esposizione non era chiara. Ho dato l’impressione di non aver studiato, invece sono tre mesi che preparo l’esame”. “Eppure nessuno ci dice come si fa ad argomentare – dice Ludovico Russo – Non ci sono corsi integrativi che ci indirizzino alla discussione. In questa Facoltà, sono tutti buoni a puntare il dito sugli studenti. Intanto a 29 anni sono ancora in Facoltà e, con la bocciatura di oggi, la laurea è sempre più lontana”. “Tre mesi di corso sono pochi, inconsistenti se si pensa alla mole del programma – lamenta Milena Varriale – Occorre insistere sulle opportunità di studio al di fuori delle lezioni. Oggi sono stata promossa con 24, ma ho trascorso l’ultimo anno praticamente in Dipartimento”.
 
Eccessività
severità a Privato
Qualche bocciato anche agli esami di Diritto Privato, prof. Raffaele Rossi. “Oggi eravamo in pochi – commenta Lucio Savino – e forse questo ci ha penalizzato. Abbiamo conosciuto il nome del docente solo qualche settimana fa, era inevitabile che a gennaio vi fosse un calo di presenze. Tuttavia non mi aspettavo la bocciatura, credo ci sia stata un’eccessiva severità”. “Sono qui per assistere alle prove – racconta Simone – A marzo sarà il mio turno, meglio farsi un’idea”. Sono tanti gli studenti che affollano l’aula. “Siamo qui per la stessa ragione – ammette Claudia – vedere come si comporta il prof. Rossi. Devo ammettere che le cose stanno andando così e così, forse i ragazzi non erano preparati a tanto zelo. Le domande sono particolareggiate. Devo approfondire di più lo studio se a marzo non voglio avere intoppi”. Tra gli studenti che hanno affrontato la prova c’è Matteo, unico 28 della giornata. “Ho studiato tantissimo e sono stato premiato – dice lo studente – A dire il vero, ho sostenuto l’esame a dicembre, ma nella confusione che regnava fra i vari docenti sono stato bocciato, senza un vero motivo. Oggi finalmente ho avuto una rivincita personale”. Qualche voto alto anche agli esami di Istituzioni di diritto romano, prof. Antonio Palma. “Non posso lamentarmi – racconta Giuseppe Siviero, studente al primo esame universitario – Sono stato promosso con 27, uno dei voti più alti della giornata, senza grosse difficoltà. Certo ho studiato, ma gli esaminatori sono stati bravissimi a non mettermi ansia. Un’esperienza più che positiva”. Di parere concorde Assunta Amato: “Al primo esame: 25, non potevo chiedere di più. Le domande erano particolari, ma la disciplina non è poi così difficile. Sono molto soddisfatta, mi ritrovo a gennaio con Istituzioni all’attivo. Come inizio non è affatto male”. Un po’ di rammarico per Carlo, studente al quarto anno: “Non amo gli esami storici e ho tralasciato Istituzioni per tutti questi anni. L’esame purtroppo non è andato bene, ho rifiutato 19 per non rovinarmi la media. Dovrò ripeterlo a marzo e non sono affatto entusiasta”. Voto basso anche per Marika, studentessa al primo anno: “21, ma non me la sono sentita di rifiutare. Sono all’inizio e dover ripetere lo stesso manuale mi avrebbe sfiancato psicologicamente. E’ andata così, il prof. Palma mi ha consigliato di migliorare il metodo di studio e di essere più diretta e precisa nelle risposte”. 
Niente fronzoli 
ad Amministrativo
Centrare bene l’argomento è quanto si richiede anche agli esami di Diritto Amministrativo, prof. Ferdinando Pinto. “Sono stata bocciata perché davo risposte troppo generali – racconta Girolamo Eride – L’assistente mi ha fatto notare come non riuscissi a centrare il punto. Occorrono dunque risposte secche e dettagliate”. La cattedra del prof. Pinto non ama i fronzoli, sostiene Lucio: “per questo suggerisco di rispondere subito, andando al nocciolo della questione. Durante il corso, i collaboratori ci facevano notare come la maggior parte degli studenti va all’esame preparata, ma poi non sa come rispondere alle domande. Per questo motivo, ho preparato degli schemi sugli argomenti portanti. Il mio 28 testimonia che il lavoro è stato svolto bene”. Stesso suggerimento arriva da Arianna: “ho cercato di rispondere in modo mirato, scendendo nei particolari qualora mi fosse stato richiesto. Sono soddisfatta del mio 26, gennaio non è mai un buon mese, ci sono sempre poche persone agli esami e quindi si boccia di più. Per fortuna è andata bene, la materia amministrativa è alquanto cavillosa”.
Susy Lubrano
- Advertisement -




Articoli Correlati