A Giurisprudenza “non si studia a memoria”

Un mare di studenti, tanti da doverli dividere in due ‘blocchi’, perché tutti non riuscivano ad entrare nella pur capiente aula “A” di palazzo Corigliano. Anche quest’anno la prima delle due giornate dedicate da Ateneapoli all’orientamento universitario dei ragazzi freschi diplomati o di quelli che devono affrontare l’ultimo anno di scuola superiore (e devono già pensare alla preiscrizione…) ha richiamato tanta gente. A fare la parte del leone, come sempre, è stata la sessione di lavoro dedicata alle Facoltà di Giurisprudenza.
Tante le domande ed i dubbi manifestati dai giovani ed i chiarimenti offerti con garbo e competenza dagli autorevoli esponenti del mondo accademico partenopeo che componevano il parterre dei relatori. 
Il saluto iniziale, lo ha dato il Rettore dell’Orientale, professor Mario Agrimi, in veste di padrone di casa. “E’ sicuramente un momento delicato per compiere le scelte – ha detto agli studenti il Rettore -, oggi non solo in Campania ma dovunque ci sono condizioni di disagio. Il superamento di questo disagio passa anche attraverso la riforma universitaria, delle cui specificità molti studenti sono ancora poco informati. Ad esempio non so se tutti voi sapete che anche l’opera di orientamento e tutoraggio degli iscritti sarà resa obbligatoria dalla riforma. Non è che uno dei cambiamenti che ci attendono, così come quello della grande flessibilità degli studi, che sarà introdotta col sistema dei crediti formativi. Un sistema che permetterà anche di cambiare corso di studi, spostandosi ad un’altra facoltà, con poche perdite. Evitando quei colpi di spugna che spesso è stato costretto a dare chi, ad un certo punto della propria carriera universitaria, si è reso conto che la propria scelta non è stata quella giusta”.
Subito introdotto, dunque, lo spinoso tema della riforma, che sarà anche il leit motiv un po’ di tutti gli interventi che seguiranno. 
Primo degli interventi ‘tecnici’ programmati, quello del Preside Francesco Caruso, Preside della Facoltà di Giurisprudenza del Suor Orsola Benincasa, il quale ha ripreso il filo del discorso proprio da dove l’aveva lasciato Agrimi. “Ciò che caratterizzerà i tessuti giuridici va ancora chiarito del tutto – ha spiegato il professor Caruso -, la riforma procede, ma siamo in attesa del decreto per le lauree specialistiche. Mentre l’ordinamento già prevede scuole di specializzazione post-lauream per magistratura e notariato. Per quanto riguarda il sistema dei crediti, vorrei chiarire che non significa che il singolo esame non si supera o la tesi non si fa, è solo un modo diverso di concepire la valutazione”.
Dopo l’introduzione doverosa sulla riforma, il professor Caruso ha parlato più specificamente del Suor Orsola. “La mia facoltà – ha continuato – è nata tre anni fa con un programma culturale preciso, quello del rispetto per le norme e l’attenzione alla Comunità Europea. Come sarebbe diversa questa città, questo paese, se ci fosse rispetto per le norme. Noi, al Suor Orsola, crediamo nel rispetto della legge, crediamo che oggi gli spazi riservati al giurista siano immensi. La nostra scelta è stata quella di attrezzarci per ricevere ogni anno un numero limitato di studenti, in tutto 300. Per rendere possibile un dialogo. Ed anche il nostro piano di studi è stato concepito seguendo dei dettami: per esempio abbiamo una sola annualità di Diritto romano, mentre sono annuali ed obbligatori Diritto internazionale e Diritto comunitario. Perché sono le discipline ormai più vicine alla quotidianità, tra poco si ragionerà in Euro. Poi da noi c’è l’insegnamento di lingua inglese al III anno e il corso di informatica elementare (con, al II anno, l’esame di Tecniche e metodologie informatiche per il giurista ndr). Materie che ben si inseriscono in un panorama di 4 anni complessivi di studi”.
Studiate 
le lingue
Dopo Caruso è stata la volta del professor Aldo Mazzacane, docente di Storia del Diritto italiano, in rappresentanza dell’ateneo federiciano, la facoltà regina assoluta degli iscritti a Napoli, ormai da anni. “La nuova università che va a formarsi con il sistema dei crediti – ha detto – consiste in una articolazione dei momenti della didattica collegati con momenti di partecipazione degli studenti. Proprio per favorire questa partecipazione, la Federico II, che ha il peso di una lunga storia su di se, sta lentamente realizzando lo sdoppiamento del Corso di Laurea allo scopo di decongestionare una facoltà che ormai è diventata troppo angusta. Nel frattempo si sta cercando di rivedere i piani di studio che hanno dato finora particolare risalto a materie che ricordano una tradizione antica. Mentre le lingue, ad esempio, non compaiono formalmente nell’ordinamento, eppure meriterebbero riconoscimento adeguato. A chi si iscriverà dico, comunque, di non lasciarsi intimidire da ciò che vedrà, perché l’impatto con una via Mezzocannone affollata, aule con 1000-1500 studenti ai corsi ecc. è senz’altro duro. Ecco perché può essere importante, soprattutto per chi è fuorisede, trovare subito la giusta integrazione con la vita giovanile universitaria”.
“E’ giusto che i giovani pensino al futuro – ha esordito il professor Aurelio Cernigliaro, vice preside della facoltà di Giurisprudenza (sede a S.Maria Capua Vetere) della Seconda Università- e lo facciano coerentemente con le loro inclinazioni. Al paese non interessano persone che hanno un titolo forzatamente raggiunto, ma persone che hanno un titolo di qualità che possa entrare in concorrenza con i titoli degli altri atenei europei. E’ finita l’università basata solo sulla didattica frontale, il tempo dello studio sterile dei libri, da farsi a casa, sta finendo. Oggi, per entrare nel ciclo culturale europeo, serve partecipare attivamente a seminari, attività, dibattiti. In questo le facoltà di Giurisprudenza hanno un carico di tradizione e responsabilità. Io mi fregio del fatto che la facoltà che rappresento è stata la prima ad inserire le lingue straniere nel piano di studi (oltre alle quattro più parlate, da quest’anno alla SUN si può studiare anche il russo, ndr) ed il corso di informatica sin dal primo anno. Oggi credo che lo studio del diritto vada soprattutto nella direzione della tutela dei diritti dell’uomo, dell’ambiente e dei diritti fondamentali in generale”.
Chiusura dei lavori affidata al professor Claudio Quintano, ProRettore del Navale, il quale, tra temi propriamente economici e più specificamente giuridici, ha toccato, a volo d’uccello, la più stretta attualità accademica rappresentata dall’istituzione di un Corso di Laurea in Giurisprudenza del Navale a Nola. “Il piano di espansione edilizia del Navale – sono state le prime parole del docente – ha riguardato soprattutto il centro cittadino, tranne Giurisprudenza, attivata quest’anno e delocalizzata a Nola. Lo scorso anno la Facoltà aveva il solo Corso di Laurea in Scienze dell’Amministrazione, una materia che ha dato qualche problema a studenti a digiuno di economia. Un fatto, questo, che va analizzato e contrastato, se è vero che oggi, nel mondo del lavoro, sono richiesti in particolare curriculum ibridi. Curriculum a metà proprio tra economia e diritto”. Ha risposto alle domande degli studenti anche il prof. Vincenzo Pace del Navale. 
Marco Merola
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