Le sedici e un quarto di un pomeriggio di novembre, l’ora di stop per la prima lezione del corso di Chimica del primo anno nella sede casertana di Medicina. Prima lezione, perché il corso in questione è quello riservato ai “ricorsisti”, cioè i vincitori del maxi-ricorso collettivo che denunciava le irregolarità nei test dell’otto aprile. E sono tutti qui nella sede di San Benedetto, i circa 250 studenti accolti alla Seconda Università grazie alla sentenza del Tar del Lazio. Per Giacomo, classe ‘96, di Santa Maria Capua Vetere, in realtà non è il primo giorno: “Avevo cominciato a seguire i corsi a Napoli dal 15 ottobre, insieme a lei” e indica una collega, Maria, due anni in più, napoletana. “Ci eravamo divisi da soli – continua Giacomo – tra matricole pari e dispari. Metà nella sede di Caserta e metà in quella di Napoli. Questo prima che la SUN decidesse che i ricorrenti dovessero immatricolarsi tutti qui, nel Corso di Laurea di Caserta. Per me che sono di Santa Maria è anche positivo, ma prendi un ragazzo o una ragazza di Napoli, che per di più deve seguire i corsi durante il pomeriggio quando anche i trasporti scarseggiano. Diventa problematico”. “Tra l’altro, i posti a Napoli c’erano”, nota Maria, inserendosi nella discussione. Quest’anno per lei era stata la seconda volta che veniva esclusa dai test, l’ultima dopo aver passato un anno accademico a studiare Biotecnologie, dove ha dato tutti gli esami con un’ottima media. “I posti nella sede di Napoli c’erano, c’entravamo tutti perfettamente. Abbiamo anche scattato delle foto che sono state pubblicate da parecchie testate. Quello che diciamo è che potevano tranquillamente dividerci a metà tra le due sedi provocando meno disagi, visto che la maggior parte degli studenti avrebbe voluto iscriversi a Napoli. Alla Federico II, tra l’altro, hanno avuto il doppio dei ricorrenti, ma hanno cominciato tutti subito”. “Bisogna dare atto alla SUN – continua Giacomo – che, pur essendo pomeridiani, i corsi si tengono ad orari ancora accettabili. Lo sforzo organizzativo è stato fatto”. Sforzo organizzativo non da poco, se si conta che l’Ateneo non possiede aule capaci di contenere un numero così massiccio di persone. “Inizialmente si era ipotizzato di utilizzare il cinema Duel – racconta Giacomo – ed è stata un’ipotesi che ha terrorizzato un po’ tutti. La nostra prima esperienza universitaria non sarebbe stata di certo semplice in una struttura del genere”.
La soluzione allora non poteva che essere moltiplicare i gruppi, i corridoi; ma questa decisione non passa solo per l’attivazione di nuovi orari, passa anche per l’allargamento del corpo docenti. La SUN ha infatti dovuto assumere professori supplenti per garantire lo svolgimento dei corsi agli studenti ammessi in ritardo. Il prof. Carlo Sabbarese insegna Fisica, ed è uno di questi: “Sto lavorando a stretto contatto con la docente che si è sempre occupata del corso – ha dichiarato – e sia il programma che le modalità d’esame saranno esattamente le stesse”. Ma a tale proposito non manca la confusione: “I professori ci hanno detto che i nostri esami saranno separati e saranno solo scritti – ha detto infatti Maria – credo per una questione di numero”. Fasi magmatiche, insomma, per i ricorrenti immatricolati con riserva. Questo, però, non impedisce loro di avere un’idea piuttosto chiara su come dovrebbe essere l’Università italiana: “In teoria – dice Giacomo – l’Italia dovrebbe essere il paese delle pari opportunità. Il numero programmato così com’è impedisce che lo sia davvero”. “Una selezione ci vuole – gli fa eco Maria – ma potrebbe essere fatta a valle del primo anno, visto che le materie insegnate sono più o meno le stesse in molti Corsi di Laurea. Sarebbe più equo e più meritocratico”. Modello alla francese, dunque, che del resto è sulla bocca del Ministro dell’Istruzione Giannini già da un po’. Resta legittimo dubitare che si riesca ad adottarlo. In questa ipotesi il governo dovrà dare risposte ai coordinatori dei Corsi per aiutarli a trovare gli spazi adatti ad ospitare un mastodontico anno unico. Ma una cosa per volta per la sede casertana di Medicina, che si deve ora confrontare con emergenze giornaliere. I duecentocinquanta approdati in questo inizio anno potrebbero essere solo i primi di una lunga serie. Insomma, la trave che teneva il sistema è saltata, ed è saltata a suon di avvocati e ricorsi al Tar. Agli Atenei non resta altro che aspettare gli interventi promessi, sperando che siano abbastanza efficaci nell’arginare la marea di studenti che sta per arrivare, studenti alla ricerca di un camice e di un posto a sedere non troppo lontano da casa.
Valerio Casanova
La soluzione allora non poteva che essere moltiplicare i gruppi, i corridoi; ma questa decisione non passa solo per l’attivazione di nuovi orari, passa anche per l’allargamento del corpo docenti. La SUN ha infatti dovuto assumere professori supplenti per garantire lo svolgimento dei corsi agli studenti ammessi in ritardo. Il prof. Carlo Sabbarese insegna Fisica, ed è uno di questi: “Sto lavorando a stretto contatto con la docente che si è sempre occupata del corso – ha dichiarato – e sia il programma che le modalità d’esame saranno esattamente le stesse”. Ma a tale proposito non manca la confusione: “I professori ci hanno detto che i nostri esami saranno separati e saranno solo scritti – ha detto infatti Maria – credo per una questione di numero”. Fasi magmatiche, insomma, per i ricorrenti immatricolati con riserva. Questo, però, non impedisce loro di avere un’idea piuttosto chiara su come dovrebbe essere l’Università italiana: “In teoria – dice Giacomo – l’Italia dovrebbe essere il paese delle pari opportunità. Il numero programmato così com’è impedisce che lo sia davvero”. “Una selezione ci vuole – gli fa eco Maria – ma potrebbe essere fatta a valle del primo anno, visto che le materie insegnate sono più o meno le stesse in molti Corsi di Laurea. Sarebbe più equo e più meritocratico”. Modello alla francese, dunque, che del resto è sulla bocca del Ministro dell’Istruzione Giannini già da un po’. Resta legittimo dubitare che si riesca ad adottarlo. In questa ipotesi il governo dovrà dare risposte ai coordinatori dei Corsi per aiutarli a trovare gli spazi adatti ad ospitare un mastodontico anno unico. Ma una cosa per volta per la sede casertana di Medicina, che si deve ora confrontare con emergenze giornaliere. I duecentocinquanta approdati in questo inizio anno potrebbero essere solo i primi di una lunga serie. Insomma, la trave che teneva il sistema è saltata, ed è saltata a suon di avvocati e ricorsi al Tar. Agli Atenei non resta altro che aspettare gli interventi promessi, sperando che siano abbastanza efficaci nell’arginare la marea di studenti che sta per arrivare, studenti alla ricerca di un camice e di un posto a sedere non troppo lontano da casa.
Valerio Casanova







