“L’anno scorso sono stati ammessi al Corso di Laurea in Medicina solo circa il 13% dei partecipanti al test d’ingresso. Io sono contrario al numero chiuso!” – sostiene il prof. Antonio Dello Russo responsabile dell’orientamento nonché coordinatore dei Corsi in Professioni Sanitarie – Avrei preferito ricorrere al criterio dei Requisiti Minimi per regolamentare l’accesso alla Facoltà”. Per il professore andare incontro ai sogni dei giovani è un dovere sociale: “Ognuno desidera acculturarsi in un’area tematica e non è giusto impedirglielo. La società non può dire ad un giovane che il suo sogno è irrealizzabile!”. Ma disposizioni ministeriali limitano ogni anno sull’intero territorio nazionale il numero di iscritti alle Facoltà di Medicina attraverso una selezione che verte su una serie di domande a risposta multipla. “E’ un modello utilizzato da sempre – sostiene il professor Dello Russo – però prevede un numero eccessivo di quesiti di logica e di cultura generale”.
Ritiene che il test così come è congegnato avvantaggi coloro che hanno più possibilità di successo all’Università? “Il fatto che l’80% degli iscritti si laurea nei tempi previsti indica la validità della selezione. Probabilmente, però, un altro criterio porterebbe questa percentuale al 99%”.
Ci sono alcune tipologie di domande che lei ha criticato. “Una volta fissato il numero programmato, una metodologia deve pur esserci. Bisogna decidere cosa valutare. In passato si teneva conto del voto della maturità. Ad esso si attribuiva il 20% del punteggio che si sommava poi ai punti delle risposte esatte. Questo sistema è stato in seguito eliminato. Ho criticato questa scelta perché ritengo che uno studente bravo al liceo sia quantomeno abituato allo studio”.
Il professor Dello Russo è il principale promotore del corso di preparazione al concorso di ammissione organizzato dal Softel, il Centro per l’orientamento e la didattica della Federico II.
“Il corso è nato da una mia idea nove anni fa – racconta il professore – Io sono un montanaro, sono originario di un paesino della provincia di Avellino e d’estate incontravo i giovani del posto appena maturati. Una sera un ragazzo mi disse di essere deluso dalla società perché si sentiva discriminato. Mi confidò che avrebbe voluto fare Medicina e Chirurgia ma la sua famiglia non era nelle condizioni economiche di potersi permettere i corsi organizzati a Napoli da società private che, all’epoca, costavano circa 900 mila lire. “Se le chiedessi a casa non mangeremmo per tre mesi, perciò mi dovrò preparare da solo” mi disse. Questo mi colpì. Tornai a Napoli, telefonai all’allora Rettore Tessitore e gli esposi la mia volontà di organizzare un corso gratis per tutti”.
Anche il Rettore Trombetti è stato poi molto attento a questa iniziativa: “Ci ha spinto ad organizzare questo corso per far fronte ad un’esigenza di equità, perché sa che si tratta di esaudire una richiesta che viene dalla società”.
Il corso Softel per i primi anni è stato gratis poi, siccome l’organizzazione comportava un grande impegno, si è deciso di richiedere un contributo di 30 euro per i sussidi didattici. La sua durata è di tre settimane: dal 24 luglio al 1 settembre e dal 23 agosto al 2 settembre. Le lezioni, tenute da docenti universitari, si svolgeranno dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 13.30 in quattro grandi aule del Nuovo Policlinico. Il corso è impostato in modo da fornire sia informazioni teoriche, sia indicazioni su come rispondere alle domande. “Si ricorrerà spesso ad esempi tratti dai quiz degli anni precedenti – sostiene il professor Dello Russo – perché non basta saper un argomento, bisogna immaginare come può essere formulata un’eventuale domanda su quell’argomento”. Per rendere efficace la presenza al corso ci vuole una motivazione forte. “Lo studente deve essere determinato a cercare di entrare nel numero degli idonei – precisa il professore – La lezione va seguita con attenzione ed io consiglio a tutti di venire avendo già preventivamente letto l’argomento del giorno. Le valutazioni dei corsisti degli anni precedenti ci lasciano orgogliosi. Molti dei frequentanti sono risultati idonei alla graduatoria di ammissione, ciò dimostra che il corso è senz’altro efficace”.
Purtroppo, però, anche questo corso è a numero chiuso! “Il numero chiuso è necessario: dal momento che ospitiamo degli studenti, riteniamo doveroso assegnare loro un posto a sedere. Disponiamo di quattro aule che possono ospitare 350 persone ciascuna. Ecco perché dobbiamo limitare gli studenti ammessi a 1500”. Le iscrizioni sono aperte sino all’esaurimento dei posti disponibili, tuttavia gli aspiranti sono talmente numerosi che lo sportello Softel ha registrato la presenza di ben 400 giovani in fila nel primo giorno utile per prenotarsi. “Forse per evitare disagi agli studenti l’iscrizione poteva essere fatta on-line – ipotizza il professor Dello Russo – Mi dispiace che non potranno essere accettate tutte le richieste, ma non possiamo fare di più”.
Ogni anno si presentano alle prove di selezione circa 3000 studenti per Medicina, 1000 per Odontoiatria e 5500 per le Professioni Sanitarie: numeri infinitamente superiori ai posti messi in concorso dalle Facoltà di Medicina della Federico II e della II Università. La richiesta è talmente alta che tra i due Atenei napoletani non può esserci una vera concorrenza. “Gli studenti scelgono di provare il test in una delle due Facoltà per motivi diversi. – afferma il professore – Per l’organizzazione didattica, per l’ubicazione della sede, per la facilità di raggiungerla”.
(Ma. Pi.)
Ritiene che il test così come è congegnato avvantaggi coloro che hanno più possibilità di successo all’Università? “Il fatto che l’80% degli iscritti si laurea nei tempi previsti indica la validità della selezione. Probabilmente, però, un altro criterio porterebbe questa percentuale al 99%”.
Ci sono alcune tipologie di domande che lei ha criticato. “Una volta fissato il numero programmato, una metodologia deve pur esserci. Bisogna decidere cosa valutare. In passato si teneva conto del voto della maturità. Ad esso si attribuiva il 20% del punteggio che si sommava poi ai punti delle risposte esatte. Questo sistema è stato in seguito eliminato. Ho criticato questa scelta perché ritengo che uno studente bravo al liceo sia quantomeno abituato allo studio”.
Il professor Dello Russo è il principale promotore del corso di preparazione al concorso di ammissione organizzato dal Softel, il Centro per l’orientamento e la didattica della Federico II.
“Il corso è nato da una mia idea nove anni fa – racconta il professore – Io sono un montanaro, sono originario di un paesino della provincia di Avellino e d’estate incontravo i giovani del posto appena maturati. Una sera un ragazzo mi disse di essere deluso dalla società perché si sentiva discriminato. Mi confidò che avrebbe voluto fare Medicina e Chirurgia ma la sua famiglia non era nelle condizioni economiche di potersi permettere i corsi organizzati a Napoli da società private che, all’epoca, costavano circa 900 mila lire. “Se le chiedessi a casa non mangeremmo per tre mesi, perciò mi dovrò preparare da solo” mi disse. Questo mi colpì. Tornai a Napoli, telefonai all’allora Rettore Tessitore e gli esposi la mia volontà di organizzare un corso gratis per tutti”.
Anche il Rettore Trombetti è stato poi molto attento a questa iniziativa: “Ci ha spinto ad organizzare questo corso per far fronte ad un’esigenza di equità, perché sa che si tratta di esaudire una richiesta che viene dalla società”.
Il corso Softel per i primi anni è stato gratis poi, siccome l’organizzazione comportava un grande impegno, si è deciso di richiedere un contributo di 30 euro per i sussidi didattici. La sua durata è di tre settimane: dal 24 luglio al 1 settembre e dal 23 agosto al 2 settembre. Le lezioni, tenute da docenti universitari, si svolgeranno dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 13.30 in quattro grandi aule del Nuovo Policlinico. Il corso è impostato in modo da fornire sia informazioni teoriche, sia indicazioni su come rispondere alle domande. “Si ricorrerà spesso ad esempi tratti dai quiz degli anni precedenti – sostiene il professor Dello Russo – perché non basta saper un argomento, bisogna immaginare come può essere formulata un’eventuale domanda su quell’argomento”. Per rendere efficace la presenza al corso ci vuole una motivazione forte. “Lo studente deve essere determinato a cercare di entrare nel numero degli idonei – precisa il professore – La lezione va seguita con attenzione ed io consiglio a tutti di venire avendo già preventivamente letto l’argomento del giorno. Le valutazioni dei corsisti degli anni precedenti ci lasciano orgogliosi. Molti dei frequentanti sono risultati idonei alla graduatoria di ammissione, ciò dimostra che il corso è senz’altro efficace”.
Purtroppo, però, anche questo corso è a numero chiuso! “Il numero chiuso è necessario: dal momento che ospitiamo degli studenti, riteniamo doveroso assegnare loro un posto a sedere. Disponiamo di quattro aule che possono ospitare 350 persone ciascuna. Ecco perché dobbiamo limitare gli studenti ammessi a 1500”. Le iscrizioni sono aperte sino all’esaurimento dei posti disponibili, tuttavia gli aspiranti sono talmente numerosi che lo sportello Softel ha registrato la presenza di ben 400 giovani in fila nel primo giorno utile per prenotarsi. “Forse per evitare disagi agli studenti l’iscrizione poteva essere fatta on-line – ipotizza il professor Dello Russo – Mi dispiace che non potranno essere accettate tutte le richieste, ma non possiamo fare di più”.
Ogni anno si presentano alle prove di selezione circa 3000 studenti per Medicina, 1000 per Odontoiatria e 5500 per le Professioni Sanitarie: numeri infinitamente superiori ai posti messi in concorso dalle Facoltà di Medicina della Federico II e della II Università. La richiesta è talmente alta che tra i due Atenei napoletani non può esserci una vera concorrenza. “Gli studenti scelgono di provare il test in una delle due Facoltà per motivi diversi. – afferma il professore – Per l’organizzazione didattica, per l’ubicazione della sede, per la facilità di raggiungerla”.
(Ma. Pi.)







