Si è tenuto lunedì 29 febbraio un incontro rivolto agli studenti di Relazioni e Istituzioni dell’Asia e dell’Africa insieme ai docenti del Corso di Laurea Magistrale con lo scopo di offrire una visione d’insieme, indirizzata soprattutto a coloro che hanno ultimato l’immatricolazione a fine febbraio. Ad accogliere i neoiscritti la Coordinatrice del Corso, la prof.ssa Silvana De Maio, docente di Lingua e Cultura del Giappone, affiancata da linguisti ed esperti dell’ambito storico, sociale, economico e giuridico. “Il Corso di Relazioni e Istituzioni dell’Asia e dell’Africa si propone di fornire conoscenze e abilità particolari legate alle tematiche politico-culturali e socio-economiche specifiche dell’Asia, dell’Africa e del Medio Oriente con l’obiettivo di integrare competenze tipiche delle scienze sociali e politiche con competenze areali, proprie della tradizione del nostro Ateneo”, afferma la prof.ssa De Maio. Di recente, si è registrata una crescita sulle immatricolazioni leggermente superiore al 10%. La spiccata propensione degli studenti di questo Corso è “l’interesse a operare in contesti come quelli asiatici, africani e mediorientali, con particolare attenzione alle tematiche dello sviluppo, del cambiamento sociale e politico, della crescente interdipendenza a livello internazionale”, sottolinea la Coordinatrice. I principali sbocchi occupazionali del profilo sono “nell’ambito della diplomazia e delle organizzazioni internazionali (Ministero degli Esteri, Unione Europea, ONU e altri organismi), del mantenimento della pace, della tutela dei diritti umani e della promozione della democrazia”. Tra i docenti presenti, prende la parola la prof.ssa Emma Di Sarno, Statistica, che impartisce alla Magistrale il corso di ‘Povertà, benessere e reti sociali’: “Si tratta di un corso di Statistica articolato in topics concernenti l’analisi di poverty, well-being e social network dialogando in relazione con altre discipline, quali la scienza politica ed economica. Non è un corso standard, bensì un progetto ambizioso, volto ad approfondire conoscenze che possono fare la differenza. Non ci sono libri di testo, fornisco io il materiale e si lavora molto al computer. Il mio intento è coinvolgere gli studenti nell’analisi dei dati veri per stimolare spirito critico nella lettura dei risultati. I numeri possono mentire, pertanto proveremo a ragionare e a verificare la verità in prima persona su ciò che i numeri ci raccontano. Ho in programma l’idea di lavorare su un’area geografica a seconda delle inclinazioni dei frequentanti”. La prof.ssa De Maio sottolinea nuovamente che “accanto a materie di carattere generalista nell’ambito delle relazioni internazionali, del diritto, dell’economia e delle scienze sociali, il percorso formativo prevede l’apprendimento di una lingua extraeuropea a livello avanzato, oltre che insegnamenti specifici su Asia, Africa, Medio Oriente”. Insieme alla prof.ssa Di Sarno, altri docenti intervengono a tal riguardo nelle presentazioni: la prof.ssa Maria Cigliano, docente di Lingua e Cultura della Cina; la prof.ssa Maria Cristina Ercolessi, che tiene un corso su ‘L’Africa nel sistema internazionale’; il prof. Antonio Pezzano, che insegna Politiche di sviluppo sociale in Africa; il prof. Antonio Manieri, docente di Lingua e Cultura del Giappone; la prof.ssa Noemi Lanna, la quale introdurrà a partire dal prossimo anno accademico un corso di Storia internazionale dell’Asia Orientale, “che sarà complementare a Storia e Istituzioni della Cina e del Giappone. Organizzato in modo seminariale, il corso non prevederà nessuna lezione frontale, ma sarà impostato in base agli interessi individuali degli studenti. Si tratta di un esercizio che alla Triennale non si può fare a causa dei grandi numeri”; e, in ultimo, la prof.ssa Marisa Siddivò, docente di Strategie di sviluppo della Cina, il cui intervento sprona gli studenti verso l’interdisciplinarità e la convergenza delle conoscenze. “I nostri studenti si caratterizzano in maniera peculiare rispetto ad altri di Relazioni Internazionali, perché sono più ambiziosi, hanno dei progetti da portare avanti oltre la Magistrale, che sfociano poi in dottorati, Master, studi all’estero. Avete dunque obiettivi professionali molto qualificati e sognate di lavorare nelle ONG internazionali o nel settore diplomatico. Noi docenti vogliamo sollecitare le vostre ambizioni e consigliarvi di non rimanere confinati in un unico compartimento areale ma di utilizzare gli esami a scelta e i laboratori per cercare di incrociare le discipline”. Se al Triennio si sostengono gli esami utili a fornire le informazioni di base “e ci si informa, alla Magistrale dovete formarvi e affinare le competenze scientifiche e professionali, dunque professionalizzarvi, utilizzando al massimo tutto quello che c’è qui, perché il mondo del lavoro non vi aspetta”. Ad esempio, “oggi interessa a tutti la questione del mondo arabo perché nel presente siamo obbligati a confrontarci con questa realtà. Fino a tre anni fa, invece, c’era grande attenzione sulla Cina, ma chi studia cinese deve sapere qualcosa anche sul panorama arabo, perché la Cina sta facendo grandi progetti di investimento, così come chi fa giapponese non può non tener presente la cooperazione allo sviluppo fatta dal Giappone, che è uno dei paesi donor più attivi al mondo. Parimenti, chi si occupa di aree arretrate non può non fare un esame in cui si misura la povertà”. L’importanza di leggere i giornali. “Non vi azzardate a non leggere il giornale tutti i giorni. Le tematiche attuali vi consentono di entrare nel meccanismo delle dinamiche internazionali. Anche coloro che vengono da Lettere o Lingue non sono esonerati dal sapere cosa succede nel resto del globo”. A motivo di un’ampia richiesta da parte degli studenti di borse di studio per i paesi arabi, la prof.ssa De Maio fa notare che “gli scambi di studenti in virtù delle convenzioni internazionali per l’arabo hanno subito un rallentamento negli ultimi anni a causa dell’incerta situazione politica. Tuttavia, per gli arabisti il percorso alla Prefettura non sarebbe una scelta peregrina, poiché potreste utilizzare le vostre capacità linguistiche per interfacciarvi con gli stranieri”. Anche il prof. Pezzano mette in evidenza “una convenzione de L’Orientale con l’Associazione per la lotta all’esclusione sociale, LESS Onlus, che opera sul territorio a contatto con i migranti. In ogni caso, è il SOrT (Servizio di Orientamento e Tutorato) che gestisce stage e tirocini”. Concludono la giornata di incontro le parole della prof.ssa Ercolessi: “Studiare Relazioni internazionali offre un’altra prospettiva professionale rispetto a una base culturale che già avete. Si dà per scontato una buona conoscenza dell’inglese. Non sarete linguisti, interpreti o traduttori, ma avrete gli strumenti di lavoro, di interpretazione, di categorie concettuali per argomentare una visione critica delle cose. Occorre fare un salto di qualità dalla Triennale alla Magistrale. Sono stupefatta quando al primo giorno del mio corso nessuno ha idea di quali siano le più grandi riviste sull’Africa. L’esame non è più un resoconto degli argomenti spiegati dal docente, ma un esercizio di creatività, autonomia e ricerca intellettuale. Dovete imparare a conoscere e usare le riviste e le banche dati digitali, perché il vostro campo di lavoro è totalmente internazionale”.
Sabrina Sabatino
Sabrina Sabatino








