“Alla data del 19 maggio non abbiamo ancora la possibilità di consultare il calendario di esami della sessione estiva. Nella migliore delle ipotesi se ne parlerà il 22. Tradizionalmente Scienze Politiche si caratterizza per un certo ritardo, ma credo che questa volta si sia battuto ogni record. Avrei voluto sottolineare il problema in Consiglio di Facoltà, ma quello di maggio ancora non è stato convocato. Per noi studenti è un problema, perché crea incertezza e ci impedisce di programmare la rifinitura della preparazione, quella determinante in fase di avvicinamento agli esami”. Sebastiano Del Vecchio, rappresentante degli studenti in Consiglio di Facoltà, si fa interprete del disagio comune ai suoi colleghi. “E’ un problema che non tocca tanto gli studenti i quali hanno la possibilità di seguire i corsi, perché generalmente è lo stesso docente a comunicare a lezione la data presunta dell’esame. Riguarda, invece, chi non può seguire, per esempio gli studenti lavoratori. Proprio oggi (19 maggio, n.d.r) un mio amico, il quale abita e lavora a Roma, aveva programmato di venire a Napoli, per consultare il calendario di esami in facoltà. Gli ho spedito una e-mail di prima mattina, per avvertirlo che ancora non sono state esposte le date. Altrimenti si sarebbe fatto quattrocento chilometri a vuoto”. La colpa di questi ritardi non è assolutamente imputabile al personale della presidenza, che anzi continua a lavorare alacremente ed in condizioni ambientali precarie, anche in considerazione dell’ennesimo rinvio del progettato trasferimento nella ex sede di Lettere. Sono i docenti, o comunque alcuni di loro, che tardano a comunicare la loro disponibilità, spesso divisi tra impegni molteplici tra varie città ed in vari atenei. In attesa del calendario, comunque, Del Vecchio esprime un auspicio: “almeno mi auguro che quest’anno tra l’appello di giugno e quello di luglio sia stato previsto un mese di spazio. Troppo spesso le date sono talmente ravvicinate da rendere problematica la preparazione di due esami in contemporanea”.