Casi pratici, prove intercorso, riferimenti all’attualità

“Dopo le prime settimane di grande affollamento, quando in aula c’erano almeno 250 studenti, la frequenza si è ridotta molto. A mio avviso, non seguire le lezioni è uno dei primi errori che commettono i ragazzi, anche se mi rendo conto che venire tutti i giorni in Facoltà, nel lungo periodo, risulta stancante”, afferma il prof. Loris Landriani, giovane associato di Economia aziendale. L’esame di Economia aziendale, un fondamentale da nove crediti per gli studenti al primo anno di Economia e Commercio, prevede lo studio di un programma che parte dalla definizione fino ad arrivare alla redazione di un bilancio d’esercizio, passando per i meccanismi fondamentali di funzionamento dell’azienda. “Al termine del corso, è prevista la presentazione di casi aziendali e una relativa esercitazione”. Le difficoltà dei ragazzi sono, spesso, legate ad una scarsa preparazione di base e alla completa assenza di un metodo di studi. “Non comprendono il cuore degli argomenti trattati, piuttosto si focalizzano sulle definizioni e non vanno avanti. E invece basterebbe studiare con costanza: essere presenti alle lezioni e dedicare giusto un’ora al giorno alla ripetizione degli argomenti trattati in aula”. Per chiarire qualsiasi dubbio, poi, basta interagire con il docente. “Non viene mai nessuno a ricevimento, i ragazzi si ricordano di questo servizio solo una settimana prima dell’esame, durante la quale ovviamente non si possono recuperare le lacune accumulate in tre mesi”. Landriani, 35 anni, laureato nel 2000 in Economia al Parthenope, non nega di aver avuto qualche intoppo da studente. “Senza dubbio avevo una predilezione per le materie economiche. – dice – Il mio esame di Economia aziendale è stato un po’ diverso, nel senso che il programma riguardava più nello specifico le strategie aziendali. Per prepararmi, però, ho sostenuto prima Ragioneria, e quello è stato davvero complicato”. 
E’ da nove crediti formativi anche l’esame di Storia economica, al primo anno. “Durante il corso – spiega la prof.ssa Rosalba Ragosta – cerchiamo di ricostruire lo sviluppo economico nel mondo occidentale, nell’età moderna e contemporanea”. L’insegnamento è diviso in due parti. “Nella prima, discutiamo dei modelli di sviluppo di vari paesi, facendo riferimento ai fattori determinanti per le economie locali. Nella seconda, invece, passiamo all’analisi del modello di sviluppo italiano dall’Unità ad oggi, insomma tutto l’iter evolutivo del processo di industrializzazione e le trasformazioni sociali che lo hanno accompagnato fino al fenomeno della globalizzazione”. In aula, “cerco di stimolare gli interventi e creare dibattito con i ragazzi. Anche se sono restii – continua la docente – a fine lezione, in tanti si avvicinano alla cattedra per chiedere informazioni specifiche. Personalmente, mi appassiona molto questa materia, e cerco di trasmettere il mio interesse ai ragazzi”. Il programma è, senza dubbio, corposo ma “coloro che seguono hanno la possibilità di partecipare alle due prove intercorso che, sicuramente, li agevolano nella preparazione dell’esame finale”. 
Le lezioni diventano più pratiche con l’insegnamento di Contabilità e bilancio, quando gli studenti imparano a leggere ed analizzare bilanci aziendali, oltre a classificare le scritture in partita doppia. “La tipologia delle lezioni varia a seconda degli argomenti trattati – spiega il prof. Massimiliano Bonacchi – Sono teoriche quando affrontiamo aspetti formali e sostanziali, quali lo stato patrimoniale e il conto economico; sono lezioni di contabilità quando gli studenti apprendono la rilevazione di operazioni specifiche della partita doppia, come quelle di leasing, factoring e lo sconto per ricevute bancarie; infine, ci sono i casi pratici, quando cioè leggiamo e discutiamo un bilancio. Quest’anno abbiamo preso in esame il bilancio di Autogrill, e i ragazzi sanno che, in sede d’esame, saranno interrogati anche su questo”. Partita doppia e bilancio non rendono certo la vita semplice soprattutto alle matricole. “Ai ragazzi piacciono le cose pratiche, ma non si rendono conto che occorre tempo per assimilarle. Tempo non tanto per imparare, ma per imparare ad applicare ciò che si è appreso. Dunque, il mio consiglio non può essere che quello di studiare di volta in volta e svolgere tanti esercizi. D’altra parte, la contabilità, il bilancio e il controllo di gestione sono le specificità del Corso di Laurea in Economia aziendale!”. Per Bonacchi-studente in Economia all’Università di Firenze, l’esame di Contabilità e Bilancio “è stato uno dei migliori”. “Mi ha preso tanto tempo – conclude il docente – ma non è stato difficile. Anche gli studenti devono comprendere che è necessario diverso tempo per assimilare i concetti”. 
Si entra nello specifico con l’insegnamento di Valutazione d’azienda. Il corso, tenuto dal prof. Stefano Pozzoli, si caratterizza per la grande comunicazione tra docente e discenti, grazie al sito personale del professore www.studiopozzoli.net. “Prima ancora dell’inizio del corso, pubblico on-line le slides delle lezioni e le esercitazioni in modo che i ragazzi possano dare un’occhiata anche prima di venire a lezione”. Oltre allo studio teorico sui metodi di misurazione del valore di un’azienda, “trattiamo casi pratici, in modo da coinvolgere l’aula il più possibile. La settimana prossima, per esempio, discuteremo una perizia”. Un insegnamento specialistico, per cui è importante la presentazione di casi reali. “Da studente, non c’era un corso del genere – afferma Pozzoli, laureato in Economia presso l’Università di Firenze – Ho seguito l’insegnamento di Tecnica professionale, ma il programma trattato era il venti per cento del mio corso attuale”. 
Con la prof.ssa Loredana Carpentieri passiamo al settore giuridico. Un insegnamento, quello di Diritto tributario per le imprese multinazionali, basato non solo sullo studio teorico ma su esperienze e casi pratici analizzati in aula. “Il corso è basato sugli spunti che ci fornisce l’attualità – spiega la prof.ssa Carpentieri – di solito, introduco i temi, ma cerco di sviluppare sempre casi basati soprattutto sul modo di operare delle imprese italiane all’estero, prendendo in analisi, quindi, le diverse opportunità e i rischi fiscali e analizzando sentenze”. Le principali difficoltà degli studenti sorgono a causa di una formazione giuridica che non è fortissima. “A mio avviso, è importante, ripetere le fonti del diritto per comprenderne la gerarchia e, di conseguenza, sapere come operare”. L’esame di Diritto tributario per la Carpentieri studentessa, laureata in Giurisprudenza a La Sapienza, ha rappresentato il passaggio verso la didattica: “Dopo aver sostenuto Diritto tributario col prof. Augusto Fantozzi, più volte Ministro della Repubblica, ho svolto anche la tesi e ho cominciato a collaborare con la cattedra, muovendo così i primi passi della mia carriera universitaria”.
Maddalena Esposito
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