Cosenza “l’orgoglio” Raffa pro “Giunta”

“Due eccellenti personalità, due studiosi di alto profilo, due innovatori, due amici che hanno anche spesso collaborato insieme, due programmi apparentemente simili (ma perché, Giunta di Presidenza si, Giunta no è una differenza da poco?, ndr). Ma perché si sono candidati in contrapposizione? Per mettere in difficoltà noi altri, a nostra volta amici di entrambi?”. È il parere di tanti docenti di ingegneria ma esplicitato in particolare dal prof. Antonino Mazzeo, all’incontro pubblico del 14 aprile fra i due candidati alla Presidenza di Ingegneria, promosso dal decano, prof. Renato Fiorenza e tenutosi in un’aula Magna molto affollata per l’intera durata del dibattito, di docenti ma anche di un folto gruppo di studenti, e di personale tecnico amministrativo. Chi si aspettava pubbliche dichiarazioni di voto o un confronto fra schieramenti, è rimasto deluso. In questo senso si potrebbe definire un “dibattito coperto” –forse perché il primo pubblico- dove ha prevalso l’amicizia, lo scambio –estremo- di cortesia fra i due candidati (“Caro Edoardo”, “Caro Mario” qualche altra frase), una riflessione collettiva sulla facoltà e sulle linee programmatiche dei candidati, al punto che alla fine Bucci e qualche altro chiedevano al decano se ci sarebbe stato un ulteriore dibattito pubblico prima del voto, e il decano rispondere: “no, si andrà direttamente al voto. Anche perché mancano solo 3 settimane al 12 maggio”. Anche se poi, sollecitato da Ateneapoli il prof. Fiorenza ha risposto: “naturalmente però, se i due candidati lo ritengono, o se i docenti me lo chiedono, sono a disposizione per esaudire le loro richieste”. Un clima insomma disteso, oltre che di riflessione prima del voto, secondo alcuni, che potrebbe anche lasciare intendere “un’atmosfera di già tutto deciso”. Di certo, un dibattito che difficilmente sposta voti. 
I programmi. Già. Come affermato ad Ateneapoli dal prof. Piero Salatino, Presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Chimica e fra gli enfant prodige della facoltà, citando “il mio maestro, Leopoldo Massimilla”: “i programmi servono a far perdere voti; non a vincere le competizioni. Noi voteremo le capacità individuali, le capacità dei candidati, la storia personale, le loro passioni ed impegno dimostrate in questi anni”. “Ma anche la capacità di fare squadra, di costruire relazioni istituzionali, di dialogo e di ascolto” come ha affermato un altro docente. Un docente di Meccanica: “se sono così simili, come tendono ad apparire, perché non si risolvono loro il problema su chi votare?”.
Ma che affrontano questo pubblico dibattito con due stati d’animo diversi: Raffa deciso, anche un po’ entusiasta “da figlio di operai, a professore di Ingegneria, a candidato alla Presidenza. Per me un onore” afferma, se anni fa glielo avessero prospettato non ci avrebbe mai creduto, una carriera, sempre in prima linea, a fare battaglia; e il prof. Edoardo Cosenza: “disposto a candidarsi, a mettersi a disposizione per spirito di servizio, se lo vorranno, ma non a fare il Preside a tutti i costi” aveva affermato nell’intervista ad Ateneapoli del 26 novembre. Lui, giovane e già affermato scienziato, di estrazione sociale medio-alta, uomo di stile e di confronto, appassionato ma con moderazione, era giovane quando fu chiamato in cattedra come ordinario (36 anni), fra i più giovani Direttori di Dipartimento (39), Presidente di Corso di Laurea di Ingegneria Civile a 40 anni, a 43 nell’importante ruolo di delegato all’edilizia del Rettore Trombetti, a 44 vice Presidente della Commissione Nazionale Grandi Rischi della Presidenza del Consiglio dei Ministri, già da tempo ai vertici nazionali della ricerca antisismica e della task force antiterremoti, come alla Protezione Civile. Ma sempre “sottovoce”, come dice un tormentone televisivo, sempre lontano dal clamore e dai riflettori, gregario (in apparenza), mediano più che centravanti di sfondamento. Questa competizione fratricida, se glielo avessero detto per tempo, forse avrebbe voluto evitarla. Ma ormai è troppi tardi e dunque bisogna competere. 
Si parte
Nell’attesa del dibattito un siparietto, con il prof. Carlomagno a D’Apuzzo: “quanto mi dai se mi candido alla Presidenza del Polo?”. La risposta: “Cosa vuoi?”. “Non lo so. Lo faccio per far venire più gente alle urne. Comunque perdo, ma qualcosa mi deve venire”. Risposta di D’Apuzzo: “Assessore all’edilizia o agli ascensori?”. Finisce tra i sorrisi. Passiamo dal prof. Nunziante: come va? “Ma…molti di noi sono in imbarazzo perché abbiamo due candidati, due persone di qualità, entrambi amici, due innovatori, due eccellenze”. 
E’ l’ora d’inizio, Cosenza è già al suo posto di combattimento, Raffa tarda. Battuta di Carlomagno: “il secondo candidato si è già ritirato?”.  Saluto del decano. Si inizia. Entrambi i candidati sono presenti. Si parte. Inizia Raffa: “abbiamo deciso con sorteggio”. Si parte con dolcezza. 200 i presenti, compresi studenti e personale tecnico. 
Il prof. Raffa fa una premessa: “il perché della mia candidatura?. 30 anni fa, prima la laurea, poi a lavorare in un fabbrica, quindi al CSEI e poi in Facoltà. Sempre vicino alle speranze dei giovani, la Presidenza del Corso di Laurea e la direzione del Dipartimento di Gestionale”. Quindi una visione di facoltà e del sistema università. “Vere e proprie nubi si addensano sul sistema università”. Cita Tullio Regge: “vedo alcuni pericolosi atteggiamenti anti scientifici”, poi la governance: “la fatica nella gestione della Facoltà. Ma anche una diffusa consapevolezza delle potenzialità della facoltà, della ricerca e l’attenzione agli studenti”. “Punti che rafforzeranno, chiunque sarà il futuro Preside”.
Le cose da fare: “gestire il quotidiano, rispondendo a tutti coloro che operano e vivono in facoltà. Qualcosa che dia funzionalità ma anche capacità di ascolto”. Come? “Proseguire nella buona pratica di Campus One e ora Campus Campania: la presenza di manager didattici per i Corsi di Laurea (es. 1 ogni 2-3 Corsi di Laurea affini, come nell’esempio dell’Università di Siena)”. Propone due consorzi, come all’Università di Milano “capaci di attrarre fondi aggiuntivi”. Quindi: “strutture di interfaccia studenti-docenti” e “il verbale elettronico e la procedura dei piani di studio on-line”.
La governance. Attraverso “il coinvolgimento di tutti e non solo di alcuni” ed una Giunta di Presidenza “il più ampia possibile, per rendere il Consiglio di Facoltà organo strategico”.
Progettare il futuro. “Rafforzare la facoltà nel territorio ed ampliarne il confine, passando ad un’ottica di relazioni fra Facoltà e settori professionali, privati, enti locali”. “Già con Naso, qualche anno fa, un incontro con 70 portatori di interesse”. Poi Napoli Est che deve essere frutto di  “un’idea molto riflettuta in Facoltà”. Il sito web di Facoltà. “come vetrina”. Infine: “ampliare i confini della Facoltà”. Chiude: “spero in una facoltà ancora più unita e più partecipe, dopo il 12 maggio, per le sfide che ci attendono”.
Il prof. Cosenza. “Innanzitutto un ringraziamento al Preside Naso per quanto ha fatto, una Presidenza di stile e di risultati” tra cui “il primato delle immatricolazioni nell’ateneo”. “Chiunque vinca, io sono disponibile a collaborare, se non dovessi vincere e viceversa. Raffa mi ha assicurato che farà altrettanto”. Parte: “alcune parole chiave: orgoglio, il senso di appartenenza a questa facoltà, di insegnare a questi ragazzi che sono qui”. Ottimismo: “guardare con ottimismo ad ogni cosa che facciamo”. Opportunità: “ai ragazzi che studiano qui. Ai giovani laureati offrendo loro una vetrina verso il mondo del lavoro, per i ricercatori di crescere come nelle loro aspettative; al personale per giusti riconoscimenti”. Territorio: “la Facoltà di Ingegneria deve essere la punta di diamante dello sviluppo”. Partire dal basso: “dal monitoraggio delle aule, i parcheggi, la didattica, il personale di guardiania che dopo una certa ora non c’è più”. Partecipazione: “occorre ampliare la partecipazione dei colleghi. Non so se il modello Giunta è quello più efficace per portare velocità di lavoro e funzionalità. Io conserverei le Commissioni, più che creare una Giunta”. “Non cambierei un modello che funziona”.
Laboratori Informatici: “sarebbe meglio perfezionarli, perché deve salire il livello tecnologico ed anche di internazionalizzazione che per me essenziale. Così anche i Corsi di Lingua inglese, finora insufficienti. Aumentare la residenzialità, per gli studenti, per gli Erasmus, ma anche per i docenti”.
La didattica e la ricerca: “abbiamo avuto delle indicazioni dal Ministero, però, strumentiamo ciò che sta accadendo e perfezioniamo ciò che abbiamo”.
Budget ed organico: “interessa tutti noi ma anche chi deve entrare. Con un grado di flessibilità che tuteli anche le minoranze”.
Ultimo tema: “il decongestionamento verso Est, verso S. Giovanni a Teduccio. È il nostro futuro. Anche per infrastrutturazione”.
IL DIBATTITO
Il prof. Carlomagno. Parla della sua lettera ad Ateneapoli (vedere a pag. 4). 
Daniele Capocelli (studente UDU): “problema della riforma, dei contratti, dare dei data base all’uso degli studenti o anche presso le biblioteche, mettere a disposizione libri dei corsi per gli studenti. Non pensare solo agli sbocchi dei ricercatori e dei dottorandi. Ma anche alle istanze ed alle condizioni di vita degli studenti, che sono comunque la categoria più numerosa dell’Università”.
Prof. Francesco Gioia: “mi interessa molto l’internazionalizzazione (la domanda è per Raffa)”.
Prof. Montella. Due osservazioni: “la concretezza degli obiettivi dei candidati e la nostra visibilità verso l’esterno. Che non è risultata sufficientemente riconoscibile”. “Essere coscienza critica, quando si vedono strategie sul territorio in cui operiamo”.
Livio Carlucci, studente in Consiglio di Facoltà. “Servizi igienici, migliori livelli igienico-sanitari prima di tutto. Università esamificio: non esistono più spazi, né momenti di confronto tra professori e studenti. Carenza di aule studio e laboratori informatici”. “Mi fa piacere che entrambi i candidati abbiano parlato di riduzione degli esami e dei cfu. Finalmente. Ben venga la proposta di portare alcuni esami a 9 crediti, es. ad Analisi Matematica”.
Prof. Ovidio Bucci. “Ritengo anch’io che  la didattica sia uno dei problemi principali. Sono d’accordo con gli studenti. Sono 6 anni che noi docenti subiamo la valutazione ma non sappiamo assolutamente nulla dei risultati. L’immagine risultante è di svalutazione delle cattedre. Oggi stiamo affogando gli studenti con la didattica. Tutti fatichiamo di più ma produciamo di meno”. Gestione delle risorse. “Va riflettuto in modo condiviso. E poi occorre imporle all’ateneo”. “Decongestione”, l’altra priorità. E poi alcune dichiarazioni che lo fanno apparire vicino a Raffa, dalla gestione della Facoltà: “il momento dell’elaborazione delle idee è una cosa, la gestione un’altra”. “Quando Cosenza mi disse della sua candidatura risposi: bene, peccato sia l’unica. È l’unica pecca. La risposta: non è colpa mia”.
Prof. Luciano De Menna. “Il primo problema è la didattica. È la priorità. Sono d’accordo con Bucci. Ma deve essere un processo sollecitato dall’alto, dai Presidi e dalle altre autorità”. “La laurea triennale sta segnando spesso il proprio fallimento, mentre la specialistica non ha le basi per partire: manca di risorse e di corpo docente”. “Situazione che si riflette in una non maturazione dei nostri laureati. Abbiamo un numero di Corsi di Laurea sballati”.
Prof. Piero Salatino: “sono stato all’incontro di Federchimica a Milano. Si è parlato molto di crisi di competitività del sistema Italia. Sono presidente di un Corso di Laurea senza portafoglio e senza forze dell’ordine”. Insomma: senza denari non si cantano messe. 
Generoso Vitagliano (personale tecnico nel CdiF). “Dalle parole dei candidati ho capito che il personale tecnico avrà la dovuta attenzione. E sarà incentivato a fare formazione, affinché possa fornire servizi migliori E questo è un bene”. “Vanno anche migliorati tutti i laboratori della Facoltà. Importantissima anche la visibilità della Facoltà, a partire dai servizi igienici, alla buvette, all’ospitalità”.
Prof. Luciano Lanotte (Fisica). Parola chiave anche da lui: “contento. Sono molto contento, questo preludio alla futura presidenza è molto positivo”. I problemi: “non riesce a stare al passo neppure l’allievo più bravo, neppure lui tiene questo ritmo troppo stringente. E il sapere permanente, che rimane, è molto piccolo. Ma noi docenti abbiamo il dovere di fare acquisire un elevato sapere”. E sottolinea l’importanza delle materie di base. “Sono orgoglioso, chiunque sarà il Preside”.
Monica Dal Naja, rappresentante degli studenti in Senato Accademico: “la didattica è un aspetto fondamentale”. “Lo studente in regola con i corsi viene definita una unità. Lo studente a contratto, viene considerato di minore valore. Non pensando che gli studenti non sono tutti uguali, non visti nella loro interezza. Non siamo automi ma persone che debbono avere una loro coscienza critica”. Invita i candidati ad “incontri periodici”. “Corriamo tanto, non abbiamo neppure il tempo per capire cosa piace e cosa no”. “Quando le strutture sono adeguate gli studenti rendono meglio”. Invita il futuro preside e i candidati, “a mettere per iscritto le metodologie con cui si valuta il voto di laurea. E non una settimana prima della laurea”.
Prof. Giovanni Miano. “Noi partiamo da una situazione complessa: abbiamo dovuto riformare gli studi in corso di opera. Senza avere un momento di riflessione”. Tre questioni: “la nostra facoltà raccoglie consensi molto positivi. Ha vari livelli formativi dalla laurea di base al dottorato e al Master. Abbiamo bisogno di un ulteriore livello di formazione per l’eccellenza. E sarà fondamentale il ruolo della Facoltà”. Altro punto la ricerca. “Ci chiediamo quale è il raccordo fra didattica e ricerca. Coniugare le due attività sta diventando difficilissimo”.
Domenico Cangiano, rappresentante degli studenti della lista Studenti in Movimento. “Siamo fortunati, abbiamo due candidati molto appassionati. Da studenti noi siamo alla ricerca di maestri di scienza e di vita”.
Prof. Antonino Mazzeo. Ai candidati: “avete un compito forte ed un ruolo importante. La nostra macchina è oggi complessa e segna difficoltà. Ereditate una macchina, una facoltà, che funziona, che fa le leggi per l’ateneo, che è apprezzata all’esterno”. Primo obiettivo “non peggiorate la macchina. Entrambi siete partiti dalle cose base. Noi parliamo di una facoltà con docenti che governano la città. Ma di sera, alle 19.00, ci accrastano all’angolo di via Claudio; non abbiamo la possibilità di invitare docenti stranieri, non abbiamo risorse”, c’è anche questo. Alcune cose base da fare: “occorre gestire bene e rendere funzionante la facoltà. Ma noi siamo la fabbrica della didattica. Il sapere va valutato qualitativamente, va verificata l’efficacia sul territorio. Il tutto con cognizione di causa”. “Durante lo sciopero dei ricercatori non siamo riusciti ad attivare tutti i corsi, per carenza di aule”. “Noi siamo un’industria del sapere ma questa macchina deve camminare. ma non possiamo anche andare a protestare”. Quindi: “chiarezza e strategie limpide”. “Meglio decidere a maggioranza che morire”. 
Prof. Giuseppe Gentile. “Un breve saluto al Preside uscente per serietà e impegno”. Si dice “molto soddisfatto per i vari interventi degli studenti”. “La messa in qualità della didattica, il ricambio generazionale (come governare questo processo). Un equilibrio delle opportunità per tutti, ma valorizzando al massimo i risultati raggiunti”.
Salvatore Milano, Consiglio degli Studenti d’Ateneo, lista LRS. “Problemi della didattica, ne hanno parlato i candidati e molti degli intervenuti. Ma quando è partita la riforma dov’erano? Due ottimi candidati, buoni programmi, ma si deve votare sulla loro carriera”. Poca apertura verso il mondo delle aziende: “cosa pensano di fare i due candidati per correggere il tiro?”.
Le risposte
dei candidati
Cosenza. “La parola più citata è stata didattica. Ho molto apprezzato. Molto bella la frase dello studente che dice di cercare maestri. Anche io ne ho avuti”. Carico studenti: “ci siamo fatti male da soli. Forse alcuni correttivi andrebbero previsti: occorre pensare al livello medio degli studenti ma anche ai picchi, all’eccellenza”. La parola chiave: “decongestionamento, è stata utilizzata poco”. Internazionalizzazione “è importante. Ci credo molto, con passionalità come ha detto Lanotte”. Allo studente che chiede “maggiore rapporto con le aziende, rispondo che tra POR e POT si sta facendo”. Organici? “Ritiro la promessa di un milione di posti di docenti fatte in molti Dipartimenti”. Applausi.
Raffa. “Ho parlato di Consorzi per far emergere con continuità ciò che si muove nel mondo del lavoro”. Sugli sbocchi occupazionali: “sono ottimista, molti scienziati sostengono lo hanno fatto, anche al convegno del 9 aprile a Città della Scienza, che per crescere bisogna aumentare l’attenzione e i laureati in discipline tecnico-scientifiche ed economiche”. “Sono convinto che le innovazioni si fanno con le persone e con le istituzioni”. “Ritengo, che per poter assicurare che la macchina di Presidenza funzioni, è necessario che una serie di persone scendano in campo, uno sforzo collettivo di più colleghi”. Internazionalizzazione. “Responsabile di ateneo in passato è stato il prof. Gioia, ora lo è il prof. Zollo. Penso che vadano utilizzate, messe in rete le loro esperienze. Penso al progetto Erasmus. Per ottenere risultati, c’è bisogno di cooperare con il rettorato, che da tempo ha scelto di potenziare questo settore”. “Sono per uno sviluppo cooperativo, nel settore della ricerca e della didattica. È l’unico modo per crescere di più”. “Oltre 400 docenti e ricercatori in CdiF obbligano ad un organo intermedio che crei funzionalità” Giunta di presidenza o altro. Finanziamenti. “Ci sono importanti risorse, con attenzione al Mediterraneo”. “Fra POR e PON c’è la possibilità di 800 posti di ricercatore”. Conclude: “io non mi sono candidato contro qualcuno. Ho fatto delle esperienze che metto a disposizione. Parlo di una squadra, non che appoggi un candidato, ma a dei colleghi che autonomamente si mettono a disposizione”. “Ho fatto 19 incontri nei Dipartimenti. Continuerò a farlo, in modo istituzionale”.
Il Decano: “colgo l’auspicio di una Facoltà sempre più forte”. “Si va direttamente al voto. A meno ché non lo chiedano i candidati e/o i colleghi”.
Fuori dal dibattito sentiamo il prof. Angelo Chianese, collaboratore del rettore e da tre anni consigliere d’amministrazione dell’ateneo: “opportunità ed orgoglio, in un  momento nazionale di vacche magre, debbono essere la priorità. Oggi è stata una bella giornata per Ingegneria, come tante altre, di forte, sereno, serrato, dibattito”.
Paolo Iannotti 
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