E’ una pluricampionessa il nuovo maestro di taekwondo del Cus

Una pluricampionessa in odore di Olimpiadi alla guida del taekwondo cusino. Si chiama Anna Numeroso, ventenne di Casoria, ed ha già conquistato sei titoli nazionali tra categoria juniores e seniores, gli ultimi due proprio nel 2004 e nel 2005. Cintura nera secondo dan, da gennaio Anna è il nuovo maestro di taekwondo per gli studenti del settore amatoriale e agonistico iscritti negli impianti di via Campegna. Un bel colpo quello del Cus Napoli, che nei Campionati Nazionali Universitari di quest’anno dovrà difendere i titoli conquistati nella passata stagione: medaglia d’oro in tutte le categorie, maschile, femminile e a squadre. Come dire, a Catania sarà il Cus Napoli la società da battere nel taekwondo universitario.
Un palmarès di tutto rispetto quello di Anna Numeroso, che nella categoria 51 kg macina punti anche a livello internazionale: quinta ai Campionati del mondo in Irlanda nel 2000; sua la coppa del Mediterraneo nel 2001 a Palermo; terza classificata ad un open in Corea nel 2003. Atleta in piena attività, Anna è una possibile olimpionica per Pechino 2008. “E’ il mio sogno, come quello di tutti gli sportivi. Per questo mi alleno tutti i giorni per diverse ore al Centro Azzurro Taekwondo di Casoria e, nel frattempo, gareggio in Italia e all’estero. Al momento mi sto preparando per i Campionati del mondo che si terranno ad aprile a Madrid”.
Disciplina nata in Corea, il taekwondo è l’arte di tirare calci in volo. “A differenza delle altre arti marziali – spiega Anna – nel taekwondo si usano solo le gambe. S’imparano una serie di tecniche di calci per colpire viso, schiena e pancia dell’avversario. Vince chi riesce ad effettuare un numero maggiore di colpi precisi”. “Attenzione però – ammonisce la campionessa – è comunque uno sport che sviluppa l’intera muscolatura. Ed è anche un’attività sicura, perché nei combattimenti s’indossa una protezione totale”.
Vincere prendendo a calci qualcuno: cosa è che dovrebbe spingere una persona a praticare uno sport simile? E alle donne piace tirar calci? “Il taekwondo è uno sport da combattimento e come tutti gli sport da combattimento ciò che affascina è la scarica di adrenalina che provoca. Il taekwondo dà una mentalità vincente, buona per ogni aspetto della vita. Ma per poterlo praticare ci vuole convinzione e forza, forza mentale”. “Quanto alle donne – prosegue Anna – lo consiglio soprattutto a loro, come tecnica di difesa personale e come modo per formare il carattere”. Poi ci sono i guadagni, certamente non all’altezza di quelli dei calciatori, ma da non sottovalutare. “Un primo posto a un campionato europeo può fruttare tra i 7 e gli 8mila euro; la cifra si raddoppia per un titolo internazionale. Sino ad arrivare ad un miliardo delle vecchie lire per una medaglia d’oro alle Olimpiadi. Il tutto senza considerare gli sponsor”, riferisce Anna.
Ancora due dan per ottenere la qualifica di “maestro” (il grado massimo per l’insegnamento del taekwondo), Anna ha al suo attivo già diversi anni d’esperienza come insegnante di arti marziali: “ho cominciato con i bimbi delle scuole elementari, poi sono passata a quelli delle medie, adesso mi toccano gli adulti”. “Per l’approdo agli impianti di via Campegna – aggiunge – devo ringraziare il mio maestro Domenico D’Alise, che mi ha preceduto e che continua ad essere il mio allenatore”. 
Al Cus l’atleta si occuperà sia del settore junior – bambini e ragazzi sino ai 16 anni – che di quello senior, amatori e agonisti. “Da gennaio – dichiara Anna – sono cominciati i miei corsi, il mercoledì e venerdì dalle 19.30 alle 21 per i non agonisti. Per il momento ho pochi studenti, tutti principianti. Sono però ragazzi molto motivati. Il mio obiettivo è quello di portarli all’agonismo”. Accanto a quello amatoriale, infatti, il settore agonistico. “Nonostante qualche ragazzo si sia laureato, c’è un bel gruppo su cui lavorare, quello che ha creato in questi anni il maestro D’Alise. Siamo in attesa della circolare che darà via alle selezioni per i prossimi Campionati Nazionali Universitari”. “Comunque – prosegue Anna – conosco bene gli atleti universitari; sono ragazzi con cui di solito combatto nei tornei nazionali. Diciamo che ci sono buone probabilità che anche quest’anno il Cus Napoli possa andare a medaglie”.  
Paola Mantovano
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