Farmacia e Biotecnologie a numero chiuso

Numero programmato per Scienze Bioteconologie e Farmacia già dal prossimo anno accademico. A deliberarlo, il Senato Accademico della Federico II nella riunione dello scorso 8 aprile, che fissa a 750 i posti per la laurea triennale e in 300 quelli della Specialistica in Biotecnologie e abbatte del 25% le immatricolazioni ai Corsi di Farmacia. Il motivo? Le due Facoltà non rientrano nei requisiti minimi previsti dal Miur. Contrari al provvedimento, sette su otto rappresentanti degli studenti in Senato (Emmanuele De Angelis si è astenuto), che hanno sottoscritto una mozione. La discussione si è trascinata nel Consiglio degli Studenti d’Ateneo svoltosi il 18 aprile, dove si è parlato anche di abbattimento del muro dei crediti e di media di esame per la Facoltà di Medicina.
Biotecnologie e Farmacia sono casi singolari. Negli ultimi anni entrambe le Facoltà hanno registrato un boom di iscrizioni dovuto, in paricolar modo, ai tanti studenti che, silurati nei concorsi d’ammissione a Medicina, hanno ripiegato sui loro Corsi di Laurea. Insomma, Biotecnologie e Farmacia raccolgono troppi studenti, le strutture sono al collasso e non ci sono soldi da investire per assumere nuovi docenti. Ecco, allora, la necessità per il Federico II di ricorrere al numero programmato ed essere così in regola con la normativa ministeriale che impone agli Atenei di attenersi a “requisiti minimi”, vale a dire ad una proporzione tra numero di iscritti, numero di docenti e strutture a disposizione indispensabile per accedere ai finanziamenti statali e ottenere il riconoscimento dei titoli.
Agli studenti la misura non è piaciuta affatto. In Senato hanno anche sottoscritto un documento: “siamo contrari ad ogni tipo di limitazione al diritto allo studio”, dichiara Valter Corrado, presidente del Parlamentino degli Studenti. “La didattica va aiutata con vincoli qualitativi e non quantitativi. Non sono questi i requisiti che andrebbero valutati, ma i metodi didattici”, sostiene Monica Del Naja, senatrice accademica dell’Udu.
Per Francesco Angeloni, rappresentante degli studenti in Senato Accademico eletto nel gruppo di centro-destra Studenti in Movimento (SM), “tra le due, Biotecnologie è la Facoltà che risulta più penalizzata dal numero programmato. Biotecnologie, infatti, nasce col nuovo ordinamento, un 3+2 che non prevedeva alcuna limitazione per l’accesso alle Specialistiche. Ora, invece, gli studenti dovranno sostenere un test d’ammissione”. In una riunione organizzata a Biotecnologie dallo stesso Angeloni, il rappresentante ha avanzato una proposta, deliberata poi dal Parlamentino degli studenti: “la mia idea è che il numero programmato per l’ingresso alle Specialistiche sia riservato solo agli studenti che s’immatricolano il prossimo anno, lasciando gli attuali iscritti liberi di accedere al biennio di specializzazione”.
Meno allarmati gli studenti di Farmacia, perché i due Corsi principali, quello in Farmacia e in Ctf, non sono stati toccati dal 509/99. Anzi, a ben vedere la norma del numero programmato potrebbe far prendere fiato la Facoltà per un po’ di tempo. “Come consigliere d’Ateneo sono necessariamente favorevole – il parere di Ninni Raiola (SM) – Immaginate un’aula da duecento posti con quattrocento matricole stipate che devono seguire una lezione”. “La struttura non regge più la mole degli iscritti. Quel che è peggio, la costruzione dell’edificio D che avrebbe dovuto accogliere due nuove aule è ferma per mancanza di fondi”, riferisce Gerardo De Maffutiis, esponente di Confederazione in Ateneo. E suggerisce: “se il Ministero stabilisse uno stesso giorno per il test d’ammissione sia di Farmacia che Medicina, il problema di sovraffollamento si risolverebbe da solo”. 
Più moderata la posizione della rappresentanza studentesca sui requisiti minimi in Consiglio d’Ateneo, dove gli studenti si dicono contro “laddove ci sia una limitazione al diritto allo studio”. Il “laddove” ha scatenato le ire dei ragazzi della Sinistra Universitaria (SU) e dell’Udu, che si sono schierati contro il principio dei requisiti minimi tout court. “Quello dei requisiti minimi è il peggior provvedimento varato dal Miur in questi anni perché, dopo aver attaccato il diritto allo studio, ora si sta accanendo sull’accesso allo studio – dice Amedeo Cortese, esponente della SU in Consiglio d’Ateneo – Invece di aumentare i finanziamenti, invece di sbloccare i concorsi per i nuovi docenti, invece di creare nuove strutture, si decide di tagliare gli studenti”. 
Il Consiglio degli Studenti di aprile ha anche approvato una proposta presentata da Angeloni per risolvere la questione degli sbarramenti da un anno all’altro di corso. “Ci siamo resi conto che, tutto sommato, nelle facoltà scientifiche alcuni blocchi sono necessari perché danno una linea razionale al Corso – spiega lo studente – Pertanto, il nostro piano prevede anzitutto di ridurre al minimo il numero dei crediti e laddove il muro non possa essere abbattuto, si potrebbe consentire un’iscrizione sub condicione”. “In altre parole – prosegue Angeloni – lo studente avrà tempo sino a marzo per completare gli esami. E se non dovesse riuscirci, alla fine avrà perso solo sei mesi e non un anno intero”. 
Tra gli altri provvedimenti approvati dal Consiglio d’Ateneo del 18 aprile, il progetto di Pasquale Donnarumma (Confederazione) che chiede il blocco della media a libretto per gli studenti di Medicina o, in alternativa, l’attribuzione di un punto bonus in seduta di laurea. “A Medicina – racconta Pierino Di Silverio, senatore accademico per Confederazione – sono cambiati tre ordinamenti in tre anni. Di conseguenza alcune materie sono state accorpate, altre si sono scisse, dando vita a forti penalizzazioni nel computo della media degli esami. Abbiamo calcolato, infatti, che a volte la media si abbassa di uno, addirittura due punti col nuovo ordinamento. E da noi a Medicina il voto di laurea è estremamente importante per l’accesso alle Scuole di Specializzazione”. 
Al Senato il compito di discutere, il prossimo 12 maggio, sulle delibere approvate dagli studenti nel loro Parlamentino. 
Paola Mantovano
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