Costituzionale e Procedura Civile, prove ostiche

Due esami, uno al primo anno, l’altro al terzo. Difficoltà diverse ma per gli studenti le preoccupazioni sono comuni. Così come l’obiettivo: superare le prove al primo colpo. Se le matricole affrontano Diritto Costituzionale con timore reverenziale data l’inesperienza, Procedura Civile rappresenta per  molti la quadratura del cerchio, la meta da raggiungere prima della laurea. Tre gli appelli previsti per entrambe le materie nella sessione straordinaria. 
Come approcciarsi a Costituzionale quando ancora non si padroneggia il  linguaggio giuridico? “Di sicuro chi ha seguito il corso è avvantaggiato – afferma il prof. Alberto Lucarelli, docente di Diritto Costituzionale – Le lezioni hanno fornito un metodo per approcciarsi proficuamente alla disciplina. Ascoltando sempre gli stessi concetti, i ragazzi li hanno assimilati e si sono addentrati in una nuova forma di linguaggio”. Accanto alla parte tecnica da studiare, bisogna prestare attenzione ai temi di attualità: “Molte cose si comprendono anche solo attraverso il tg o i giornali. Leggere un quotidiano aiuta a capire che la disciplina è particolarmente viva, assimilabile anche solo con un’attenzione in più al mondo esterno”. Gli argomenti più ostici del programma: “Il sistema delle fonti, le sentenze della Corte, la complessità della Costituzione. Eppure, come ripeto sempre, per riuscire bene occorre capire che lo studio della materia va fatto in modo organico, ricomponendo le nozioni come con un puzzle. Un ragazzo può dirsi preparato quando all’esame è in grado di fare collegamenti da solo e mostra le capacità acquisite con lo studio”. Gli esami di gennaio hanno registrato “un’alta percentuale di promossi, con 3 trenta. I ragazzi che invece non ce l’hanno fatta sono stati invitati a ricevimento. Organizzeremo  un gruppo di recupero per fornire assistenza a quanti non abbiano sostenuto una prova brillante”. Un consiglio: “non posticipare troppo la prova, entro marzo occorre sostenere l’esame. Altrimenti, poiché nella prossima sessione subentra anche Privato, si corre il rischio di non riuscire ad andare avanti. Il primo anno e i primi approcci sono decisivi”. Un invito: “Se avete difficoltà, venite in Dipartimento, siamo pronti ad accogliervi ed ascoltarvi”. 
Al III anno, ma per l’intera durata della carriera universitaria, Procedura Civile è il vero spauracchio. Tanti bocciati alle prove, cresce la sfiducia di chi si appresta a studiarlo. “L’esame è complesso e non stupisce che vi siano delle difficoltà – commenta il prof. Salvatore Boccagna – La materia è vasta ed occorre il tempo giusto perché sia assimilata. Tuttavia, da quando è stata introdotta la possibilità di dividere l’esame in due tranche, le cose vanno meglio. Quasi tutti gli studenti si avvalgono di questa opportunità, in questo modo uno dei fattori di complessità viene superato”. Però si consiglia: “di studiare le due parti non troppo lontane l’una dall’altra, la divisione  produce risultati se non trascorre troppo tempo”. Un altro fattore di rischio: “l’esame presuppone alcune conoscenze pregresse, relative ad altre discipline, come il diritto privato ad esempio. Se uno studente non ha una preparazione solida alle spalle, è tutto più ostico”. Per un buon esito all’esame è fondamentale “il ragionamento, è inconcepibile presentarsi quando si è imparato a memoria”. Riesce meglio “chi viene all’Università, segue i corsi e frequenta il ricevimento, dove c’è sempre qualcuno disponibile tutti i giorni. È in quel frangente che si può verificare se un Istituto è stato ben compreso oppure no”. Le cattedre di Procedura Civile, però, sono notoriamente fin troppo esigenti: “È vero che chiediamo tanto, ma i ragazzi non sono soli. Non nascondo che si registra un bel numero di bocciati, però c’è anche chi passa bene l’esame superando prima le difficoltà con il nostro aiuto”. Non c’è niente da fare, Procedura si supera solo “se si studia tutti i giorni, con un po’ di pazienza e senza avere fretta. Spesso i ragazzi vanno di corsa e ritengono che con un mese e mezzo di studio la prova sia fattibile. Ed è qui che sbagliano. Il programma è tutto importante, non vi sono parti da saltare o sottovalutare”. Ad esempio, “A volte, per questioni di tempo, gli studenti tralasciano le parti relative al ‘processo esecutivo’ e ai ‘procedimenti speciali’. Magari raggiungono un livello soddisfacente su altri argomenti, come ad esempio il processo di cognizione, trascurando però il resto. Così non va bene, per superare  l’esame occorre una preparazione uniforme”. Occorrono, quindi, “concentrazione, tempi giusti e l’aiuto della cattedra”. Il professore, da tempo, per ancorare lo studio alla concretezza, organizza un processo simulato, formando squadre fra gli studenti del corso. Alla fine del secondo semestre, i ragazzi dibattono in ordine ad un caso fittizio al cospetto di una giuria di veri giudici. “Ogni anno la simulazione processuale ci dà grande soddisfazione, coinvolge più di 100 studenti, divisi in squadre con casi diversi. Così facendo si innesca una doppia velocità di apprendimento: lo studio teorico e la parte pratica che non dovrebbe mai mancare nel percorso”. 
- Advertisement -




Articoli Correlati