Docenti e studenti candidati al Comune ed alle Municipalità

Presidi e presidenti di corso di laurea, docenti ordinari e professori aggregati, ex rappresentanti degli studenti e studenti: anche il popolo degli accademici (all’incirca una quarantina di esponenti) scende in campo alle prossime elezioni amministrative del 28 e 29 maggio per candidarsi anzitutto al Consiglio comunale di Napoli, senza però disdegnare le dieci Municipalità. E lo fanno con un occhio alla città e uno, immancabile, all’università (per quanto limitata sia la sfera di competenza del Comune in questo ambito). A presentarsi sono soprattutto docenti, provenienti da tutti i cinque atenei napoletani. Equamente divisi tra facoltà umanistiche e facoltà scientifiche, molti universitari sono alla prima esperienza, altri possono definirsi politici navigati. Rinnovamento, sicurezza, democrazia, impegno civile sono gli argomenti che sembrano maggiormente stare loro a cuore.
CON
IERVOLINO
PROF. MASSIMO CAPACCIOLI. Tantissimi coloro che hanno optato per le sigle a sostegno del sindaco uscente, Rosa Russo Iervolino; di queste, il gruppo che conta il numero maggiore di adesioni tra gli accademici è la Margherita. “Vorrei impiegare l’energia residua a servizio della città, concentrandomi sulla cultura e sulla qualità della vita”. A parlare è Massimo Capaccioli, ordinario di Astrofisica alla Facoltà di Scienze della Federico II, candidato della Margherita in Consiglio Comunale. 62 anni, sposato con una figlia, il prof. Capaccioli è un maremmano di sangue cresciuto in Veneto, approdato 13 anni fa in quel di Napoli per dirigere l’Osservatorio Astronomico, incarico che ha ricoperto sino all’ottobre del 2005. Alla sua prima esperienza “seria” in politica, ammette: “Mi sono già presentato nel ’97 con la lista civica del notaio Santangelo, all’epoca di supporto a Bassolino, perché credevo profondamente nel rinnovamento di Napoli. Un sostegno inutile, dato il plebiscito che accolse l’ex sindaco. Adesso, invece, vorrei sul serio arrivare in Consiglio e portare il mio metodo di lavoro”. Docente alla Federico II dal 1995, Capaccioli ritiene che “l’esperienza accumulata all’università deve essere necessariamente presente nel Consiglio comunale di una città che conta cinque atenei”. A proposito di università e cultura, per Capaccioli “Napoli deve diventare la culla dei suoi studenti. Peccato che manchi una commistione tra città e università: non ci sono, per esempio, luoghi di aggregazione per gli studenti e per i docenti”. Sicurezza e qualità della vita sono altresì presenti nel programma dell’ex direttore dell’Osservatorio Astronomico.
PROF.SSA ROSALBA TUFANO. Ex assessore regionale alla Sanità entrata come tecnico nella prima Presidenza di Antonio Bassolino, Rosalba Tufano, docente di Anestesia e rianimazione alla Facoltà di Medicina della Federico II, accoglie l’invito della Margherita e si propone al Consiglio Comunale di Napoli. “Mi hanno chiesto di presentarmi in virtù della mia duplice esperienza nel campo universitario e nell’amministrazione regionale. In ogni caso, credo sia un dovere partecipare alla vita della propria città e cercare di migliorarla”. Napoletana, 61 anni, sposata con due figli, la Tufano è professore ordinario dal 1986. Alla Federico II ha ricoperto diversi incarichi istituzionali, tra cui la direzione del Dipartimento Assistenziale e della Scuola di Specializzazione in Anestesiologia e rianimazione. Già presidente della Società italiana di terapia intensiva, attualmente la Tufano è alla guida della Società italiana di Anestesiologia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva. Quanto alla sua candidatura, non pone in evidenza alcun punto programmatico. “Ritengo sia un errore dire farò questo o quello. Piuttosto, metterò la mia esperienza al servizio del Consiglio per affrontare i mali di Napoli, dalla spazzatura alle strade, all’occupazione”. Per l’ex assessore, comunque, “è fondamentale che ci sia un’azione coordinata e congiunta. Per questo motivo spero che al Consiglio siano elette persone con capacità di incidere e voglia di lavorare”. E nel caso di una poltrona all’assessorato alla Sanità o alla Formazione, “accetterei di buon grado, visto che sono questi gli ambiti in cui naturalmente lavoro da anni”. 
EMILIO MONTEMARANO. Al Consiglio comunale la Margherita scende in campo anche con Emilio Montemarano, figlio di Angelo, attuale assessore regionale alla Sanità. 25 anni, laureatosi lo scorso anno in Medicina alla Seconda Università e in procinto di entrare alla Scuola di Specializzazione in Radiologia, Montemarano junior è da anni impegnato nella politica attiva universitaria, dove ha rivestito le cariche di consigliere d’amministrazione e senatore accademico della Sun. Segretario regionale del gruppo politico universitario Facciamo Università, è stato anche segretario nazionale di Confederazione, di cui ora è presidente nazionale. “La politica – racconta l’ex rappresentante degli studenti – è una passione che coltivo dai tempi di scuola. Dopo la laurea, ho deciso di indirizzarla alla città di Napoli”. Ambiente, recupero del centro storico, rilancio del porto e soprattutto legalità sono i temi della sua campagna elettorale. “Quanto all’università, continuerò con i miei cavalli di battaglia a favore degli studenti, tra cui agevolazioni per i servizi pubblici (riduzione del costo dei parcheggi auto e dei biglietti del pullman) e convenzioni con cinema e negozi”. 
DAVID LEBRO. Ex rappresentante in Consiglio di Facoltà ad Architettura e in Consiglio di Amministrazione alla Federico II, fondatore del gruppo politico universitario Lupo Alberto, una lunga militanza partitica culminata con la carica (attribuitagli tre anni fa) di vice coordinatore della Margherita a Napoli, David Lebro, 37 anni, oggi funzionario dell’Asi (Area sviluppo industriale) di Napoli, si propone alla presidenza della Municipalità S. Lorenzo-Vicaria-Poggioreale. “La municipalità è abbastanza ampia – spiega – e richiede interventi differenziati. Il territorio dei decumani, al centro storico, va riqualificato; bisogna proseguire nel progetto di piazza Garibaldi; occorre rivitalizzare la zona del Centro Direzionale dopo le 16. Per ciò che concerne Poggioreale, si potrebbe creare una cerniera tra la zona industriale e il porto di Vigliena, portando in quell’area nuove infrastrutture”. 
ENZO SANSONE. Tra i gruppi a sostegno della Iervolino figura anche quello di Rifondazione comunista. “Più sinistra a Napoli”. Questo il motto con cui Enzo Sansone si presenta al Consiglio Comunale. 36 anni, napoletano di Fuorigrotta, laureato in Matematica alla Federico II, un passato da responsabile regionale dei Giovani comunisti, Sansone è un ex rappresentante degli studenti della Sinistra universitaria in Consiglio di Facoltà (all’epoca di Guido Trombetti, preside di Scienze) e in Consiglio di Amministrazione (durante il rettorato di Tessitore). Attualmente è consigliere circoscrizionale uscente e fa parte dello staff dell’assessore regionale all’Istruzione, lavoro e formazione professionale, Corrado Gabriele. “Il mio obiettivo è cercare di ancorare a sinistra questa città. Proverò a portare le istanze dei movimenti all’interno del Comune di Napoli”. Per Sansone, inoltre, “bisogna prendere di petto altre priorità tralasciate dal Comune, quali il reddito di cittadinanza e la dispersione scolastica”. Prioritaria, nel suo programma, anche l’università. “La città – sostiene Sansone – deve rispondere all’università non solo costruendo quartieri universitari, vedi Fuorigrotta, ma aprendosi ancora di più al territorio”. Cruccio di Sansone, la precarietà: “Dobbiamo ragionare su quel 90% di laureati che ancora sopravvive all’insegna dell’instabilità lavorativa”. 
PROF. GIULIO DE MARTINO. Giornalista pubblicista proveniente dal gruppo politico de Il Manifesto, Giulio de Martino, 51 anni, è docente a contratto presso la Facoltà di Scienze della Formazione del Suor Orsola, dove insegna Didattica della storia. Si presenta al Consiglio comunale di Napoli per Rifondazione comunista. “Ho deciso di scendere in campo, la mia prima avventura, sia perché vedo con preoccupazione la candidatura dell’ex questore Malvano sia per reazione alla contrapposizione rissosa di Marco Rossi Doria. Pur riconoscendo alcuni limiti alla gestione amministrativa della Iervolino, credo che gli aspetti positivi del suo mandato prevalgano su quelli negativi”. De Martino, che è laureato in Filosofia morale con Aldo Masullo ed è autore di numerosi saggi di argomento storico-filosofico, si candida anche “per cercare di ricucire il rapporto tra il Consiglio comunale e i settori culturali e artistici della città”. Temi politici e culturali sono al centro del suo programma. “Miro a rafforzare il ruolo di vigilanza e di stimolo del Consiglio comunale nei confronti dell’amministrazione e del singolo”. Inoltre, “proseguendo quanto di buono già realizzato dall’amministrazione uscente in campo culturale, proverò a incrementare le iniziative di supporto alle realtà scolastiche e universitarie, ma anche all’editoria, alle biblioteche, ai mezzi di informazione locali, insomma, a tutto quanto fa informazione e cultura nell’aerea metropolitana di Napoli”.
PROF. ANTONINO SCIALDONE. Cresciuto politicamente nei repubblicani democratici, il prof. Antonino Scialdone della Sun si candida al Consiglio Comunale con la lista dell’ex magistrato Di Pietro, Italia dei Valori, “per la nascita di una città dei diritti e dei doveri”. Un passato nella politica attiva cittadina, “alle comunali del 2001 – ricorda il docente – mi sono presentato con i Verdi e sono risultato il primo dei non eletti; alle ultime regionali, invece, con i repubblicani, dove la mia era una semplice candidatura di supporto”. Classe 1944, nativo di Vitulazio (Ce) ma napoletano d’adozione, sposato con due figli, Scialdone è professore aggregato di Cardiologia alla Facoltà di Medicina della Sun, dove ha cominciato la sua carriera accademica. Insegna, inoltre, al Corso di Laurea triennale in Scienze Infermieristiche e presso alcune Scuole di specializzazione dell’area medica. Scialdone è anche componente del Consiglio d’Amministrazione del Ceinge Biotecnologie avanzate. Tutela ambientale, urbanistica per le infrastrutture, attenzione per il centro storico, riscatto culturale e politiche sociali, sicurezza e ordine pubblico, una sanità più vicina alle esigenze della gente sono i temi cardine della campagna elettorale del docente. Che ha a cuore anche il destino dell’università: “Sebbene non sia compito del Comune, credo che il Consiglio debba fare qualcosa per la ricerca”.  
“Non si può essere
critici restando 
in salotto”
PROF. BIAGIO GRASSO. Restando sul versante della Iervolino sindaco, tra i candidati dei Ds figurano due neofiti della politica, entrambi docenti della Federico II. Parliamo di Biagio Grasso, ordinario di Diritto civile a Giurisprudenza, e Donatella Tramontano, ordinario di Biologia applicata a Medicina. “Di mestiere faccio il professore universitario e l’avvocato. Sono un indipendente, non ho mai avuto tessere di partito – dice Biagio Grasso, 63 anni, napoletano, sposato con un figlio, due studi professionali, uno a Napoli e uno a Milano – ma ho scelto di partecipare a questa competizione elettorale per passione civile. Ritengo infatti che non si possa essere critici restando seduti in salotto, ma bisogna mettersi in gioco”. Preside, negli anni Ottanta, della Facoltà di Economia dell’Università di Salerno, Grasso è stato consigliere di amministrazione alla Federico II, direttore del Dipartimento di Diritto dei rapporti economici e del lavoro e direttore della Scuola di Specializzazione in Diritto civile. “Mi sono buttato in quest’avventura consapevole dei rischi – commenta il docente – perché questo sistema elettorale non prevede candidati garantiti. Inoltre, non sono appoggiato da alcuna corrente interna ai Ds”. Quanto al programma, Grasso punta a continuare la linea inaugurata dal centro-sinistra, “magari con una maggiore enfasi dell’azione amministrativa. Penso, per esempio, al corpo dei vigili urbani”. Stesso approccio per l’università: “In tema di urbanistica, è giusto proseguire sulla strada della delocalizzazione delle strutture universitarie, come sta accadendo con l’area orientale di Napoli, perché può rappresentare un volano di sviluppo per certi quartieri periferici di questa città”. 
PROF.SSA DONATELLA TRAMONTANO. Napoletana, classe 1950, a proposito della sua candidatura Donatella Tramontano ammette: “All’inizio ho un po’ tentennato. Poi però ho pensato che abbiamo il dovere morale di partecipare a questo momento difficile per Napoli e dare un nostro contributo, seppur minimo e nell’ambito della nostra esperienza”.  Tornata alla Federico II da un paio d’anni, la Tramontano ha rivestito diversi ruoli istituzionali all’Università del Sannio (presidente di Corso di Laurea alla Facoltà di Scienze, vicedirettore del Dipartimento di Scienze biologiche ambientali, presidente del master in Bioinformatica) e a quella di Catanzaro (direttore della Scuola di Specializzazione in Patologia genetica, direttore del Servizio di genetica molecolare). La docente, inoltre, ha lavorato in Israele e presso l’università americana di Harvard; attualmente collabora con il Centro di ricerche cliniche dell’Università di Montreal per un progetto sulle interazioni geni-ambiente nelle malattie cardiovascolari. Ed è proprio l’interazione il punto focale della sua campagna elettorale. “Ritengo che lo sviluppo di un’idea o di un progetto si realizzi facendo interagire saperi differenti. Napoli ha bisogno di questo. M’impegnerò per mantenere alta l’attenzione sul tema della rinascita cittadina. Sono infatti convinta che Napoli debba riappropriarsi di tutto il suo territorio, ma può farlo solamente ricorrendo a strumenti eterogenei”.

CON
ROSSI DORIA
Nutrita la pattuglia di docenti che ha preferito investire sul maestro di strada Marco Rossi Doria e sulla sua lista civica Decidiamo insieme. A condividere il metodo della democrazia partecipativa di cui è accanito sostenitore Rossi Doria sono due professori della Facoltà di Lettere della Federico II, Gianfranco Borrelli e Adele Nunziante Cesaro, entrambi aspiranti al Consiglio comunale.
 
“Un rapporto più 
articolato tra città
ed atenei”
PROF. GIANFRANCO BORRELLI. Gianfranco Borrelli, presidente del Corso di Laurea in Filosofia, ha addirittura aperto un blog – www.gianfrancoborrelli.it – sul tema della procedura di democrazia partecipativa. “Mi candido – sostiene il docente, 59 anni, napoletano, ordinario di Storia delle dottrine politiche – per innescare a Napoli una politica all’insegna della democrazia partecipativa, anche in vista delle nuove municipalità. In città c’è bisogno di un ritorno alla politica, dato che l’amministrazione Iervolino ha prodotto molto poco”. Nel suo programma Borrelli – che è alla sua prima candidatura politica vera e propria, dopo anni di militanza nei movimenti – mira anche a realizzare “interventi nella periferia e nel centro storico di Napoli per combattere ogni forma di esclusione”. Fermo sarà il suo appoggio alla lotta contro la camorra, “che ha un controllo sistemico su larga parte dei napoletani”. La ricetta del docente per l’università prevede “un rapporto più articolato tra città e ateneo”; centrale, infine, “la questione del precariato dei ricercatori universitari”.
PROF.SSA ADELE NUNZIANTE CESARO. Da sempre in politica attiva, candidata indipendente alle politiche e alle europee negli anni Ottanta, Adele Nunziante Cesaro si presenta al Consiglio Comunale perché “chi fa parte della società civile non può esimersi dall’impegno politico diretto”. Classe 1947, napoletana, tre figli (la seconda, Nina Di Maio, fa la regista), la Nunziante Cesaro è ordinaria di Psicoanalisi dello sviluppo. Presidente, qualche anno fa, del Corso di Laurea in Psicologia, attualmente è alla guida del Dipartimento di Scienze relazionali, di cui è stata già presidente in passato. È altresì consigliere del Polo delle Scienze umane e sociali. “Ho scelto di candidarmi con Rossi Doria e non con la Iervolino perché – spiega la docente – sebbene stimi profondamente l’attuale sindaco per la sua sensibilità sociale e l’onestà intellettuale, credo che il centro-sinistra, dopo anni di salti mortali della Iervolino per questa città, avrebbe dovuto rispettare la sua scelta di dedicarsi alla politica altra”. Da sempre impegnata nell’ambito delle politiche sociali, “ritengo che a Napoli sia necessario realizzare un lavoro di riflessione e azione in questo settore. In città sono troppi i dislivelli sociali; i bambini sono a rischio evolutivo e facili prede della camorra. Tuttavia, sono per la prevenzione, come del resto ho già dimostrato partecipando in passato al progetto della Furfaro e della Iervolino denominato Nidi di mamma”.  
PROF.SSA ENRICA MORLICCHIO. Nel borsino di Marco Rossi Doria figura anche Enrica Morlicchio, associata di Sociologia dello sviluppo alla Facoltà di Sociologia della Federico II, anche lei scelta per la sua lunga esperienza nell’ambito delle politiche sociali. “Mi sono sempre impegnata politicamente, prima come militante della Fgci, poi nel Pci e Pds. Sono stata anche candidata alle comunali di Pompei negli anni Settanta. Ho deciso di riprovarci – questa volta al Consiglio comunale di Napoli – e di farlo con Rossi Doria perché credo che a sinistra non ci sia stata una riflessione sugli errori commessi. Inoltre, ho guardato con perplessità i modi con cui il centro-sinistra ha riempito le liste alle ultime elezioni politiche, preferendo il coinvolgimento di familiari diretti”. Docente al Dottorato in Sociologia e ricerca sociale della sua Facoltà e al master in Cooperazione per lo sviluppo attivato ad Agraria, la Morlicchio ha fatto parte di diversi gruppi di ricerca, anche stranieri, coordinandone alcuni. Inoltre, è stata nella Commissione scientifica del Polo delle Scienze umane e sociali e nel consiglio direttivo dell’Ais, l’Associazione italiana dei sociologi. Membro della Commissione nazionale presso l’Istituto Cattaneo (impegnato nelle politiche di contrasto alla povertà), la Morlicchio si batterà in favore delle politiche sociali, dall’immigrazione alla lotta alle esclusioni sociali, alla promozione dell’occupazione femminile, alle tematiche di invecchiamento attivo. Nell’ambito universitario, “posso proporre il mio contributo nell’opera di riqualificazione dei quartieri periferici avendo partecipato, all’epoca dell’ex rettore Tessitore, a un gruppo di ricerca sulle condizioni socio-economiche di Scampia per un eventuale insediamento universitario”. Classe 1958, nativa di Torre Annunziata, la Morlicchio si sente vicino anche alle difficoltà dei fuorisede (“sono pendolare e capisco cosa significhi recarsi tutti i giorni in facoltà”) e a quelle degli studenti (“una delle mie due figlie è iscritta a Giurisprudenza e conosco bene i suoi problemi”). 
NORBERTO GALLO. Già candidato nel ’92 per l’allora Pds al Consiglio comunale – elezioni che portarono per la prima volta Antonio Bassolino ad occupare la poltrona più importante nella Sala dei Baroni di Napoli – Norberto Gallo, ex rappresentante della Sinistra universitaria ai Consigli di Facoltà di Lettere, di corso di laurea di Filosofia e di amministrazione alla Federico II, si presenta con Rossi Doria alla presidenza della Municipalità Vomero-Arenella, “per lo stesso motivo per cui scesi in campo quattordici anni fa: oggi come allora è necessario rinnovare questa città. Rossi Doria è un modo per dissentire democraticamente e tornare finalmente a occuparsi di politica, il cui dibattito sembra essersi azzerato da anni”. 35 anni, docente di Storia e Filosofia alle superiori, Gallo si batterà per parcheggio, smog, viabilità, “le stesse emergenze di quindici anni fa”, commenta mesto.

CON
MALVANO
Meno folto il parterre di quanti si sono schierati con l’ex questore Franco Malvano. Il centro-destra punta sui giovani e propone al Consiglio comunale di Napoli Andrea Santoro e Maria Vallefuoco, rispettivamente 30 e 20 anni, entrambi tesserati di Alleanza nazionale. 
ANDREA SANTORO. Malgrado la giovane età, Andrea Santoro, napoletano, ex consigliere di Facoltà di Ingegneria alla Federico II, è già un politico di professione. Nominato per due mandati al Consiglio circoscrizionale dell’Arenella, primo dei non eletti alle provinciali del 2004, Santoro, che fa anche il giornalista, si propone oggi al Consiglio comunale di Napoli. “In circoscrizione ho maturato l’esperienza necessaria per affrontare questa nuova sfida. Se ho deciso di fare questo salto è stato anche grazie alla spinta di alcuni amici”. Santoro ha cominciato a fare politica sin dai banchi di scuola. Dirigente provinciale della Fuan, ricopre incarichi nazionali in Azione Universitaria, diventandone responsabile per il Sud d’Italia; nel 2002 viene nominato portavoce provinciale di An. Manutenzione ordinaria delle strade e raccolta dei rifiuti sono i punti nevralgici del suo programma. “Non è possibile vivere in una città pervasa di buche. Al posto dei continui rattoppi sul manto stradale, ci vorrebbe una vera e propria programmazione a medio e lungo termine”. Secondo Santoro, inoltre, “andrebbe rivista la politica della raccolta dei rifiuti. È lampante il fallimento dell’Asia, cui è mancato un serio indirizzo politico. La raccolta differenziata, poi, si è rivelata solo una presa in giro”. Nella sua campagna elettorale c’è posto anche per l’università. “Napoli – sostiene il giornalista – è città inospitale per gli studenti, soprattutto i fuorisede. Il Comune dovrebbe avviare una serie di iniziative per rendere più vivaci i quartieri universitari. Penso al centro storico su cui, dopo una certa ora, cade il coprifuoco. Inoltre, l’amministrazione comunale dovrebbe intraprendere progetti di concerto con le Facoltà per coinvolgere gli studenti, che potrebbero così formarsi sul campo”.
MARIA VALLEFUOCO. Al primo anno del corso di laurea triennale in Scienze giuridiche alla Federico II, Maria Vallefuoco, studentessa di Giugliano, si lancia in politica per la prima volta. “Colpa di mio padre (Biagio, consigliere comunale a Mugnano e candidato alla Municipalità di Chiaiano, ndr), che mi ha trasmesso questa passione”. Sicurezza e legalità sono i punti focali del suo programma, scelti non a caso visto che da grande spera di diventare avvocato o magistrato.  
Tre i nomi degli accademici che si presentano con la lista civica Noi con Malvano. Si tratta del prof. Massimo Sabbatini e degli studenti Marco Avecone e Alessio Romano. 
“Nuovi siti 
universitari 
nelle periferie”
PROF. MASSIMO SABBATINI. Non è certo un politico di professione il prof. Massimo Sabbatini, docente aggregato di Nefrologia medica alla Facoltà di Medicina della Federico II, che ha deciso di lanciarsi nell’avventura elettorale al Consiglio comunale “per protesta, perché non mi piace come stanno andando le cose a Napoli”. Napoletano, 51, sposato con due figli, Sabbatini è molto noto all’estero (conta oltre 130 pubblicazioni) per la sua attività di ricerca di base, tant’è che è responsabile del settore di terapia medica del trapianto di rene dell’Ateneo fridericiano. “Se verrò eletto, spero di dare il mio contributo per migliorare la sanità cittadina. In tal senso, il Comune potrebbe sostenere diversamente le Asl nella loro offerta di servizi ai cittadini”. Da esperto di trapianti sostiene: “Solo il 4% dei napoletani sa che può indicare un’opzione per la donazione di organi. È giusto, dunque, proseguire con più incisività sulla strada della prevenzione”. Decentramento, poi, è la parola d’ordine per l’università: “Credo che bisogna spingere per la scelta di nuovi siti universitari nelle zone periferiche, vedi il caso Scampia, ed evitare così che restino ulteriormente isolate”. 
ALESSIO ROMANO. Dopo l’esperienza come consigliere circoscrizionale del quartiere Pianura del 2001, Alessio Romano, laureando ventiseienne in Scienze Politiche a L’Orientale, dirigente giovanile di Forza Italia, ci riprova, questa volta al Consiglio comunale, “per rinnovare la classe dirigente di questa città. Ho una vera e propria passione per la politica – confessa – Comunque vada, sarà un successo, nel senso che sarà stata un’altra bella esperienza”. Turismo, sicurezza ed efficienza dei servizi pubblici sono i temi centrali della sua campagna elettorale. Per i colleghi universitari auspica “un incremento nella costruzione di alloggi studenteschi e il potenziamento degli uffici pubblici, per esempio le biblioteche, attraverso la dotazione di servizi on line, sì da agevolare i fuorisede”.
MARCO AVECONE. Cooptato da Malvano, che ha voluto tanti giovani nella sua lista, Marco Avecone, studente di Giurisprudenza alla Federico II, ha detto sì all’ex questore di Napoli, “un amico di famiglia” e ha accettato la candidatura al Comune. Strade, sicurezza, rifiuti, alcuni dei suoi punti programmatici, “anche se ci sarebbero molte altre cose da fare, azioni normali in altre città e che invece a Napoli diventano emergenze”. 
Paola Mantovano
 

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