Donne in camice bianco: sono la maggioranza ma non occupano posizioni dirigenziali

Le donne e la medicina: un rapporto molto stretto, che affonda le sue radici sin dall’antica civiltà degli Egizi e allo stesso tempo ricopre un ruolo attuale per la presenza preponderante del gentil sesso nel campo delle professioni mediche. E’ stato questo il tema discusso durante un convegno, tenutosi nell’ambito del ciclo ‘SUN promuove ricerca’, dalla prof.ssa Elsa Margaria, primario del servizio di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Sant’Anna di Torino. L’evento ha visto come protagonista anche un’altra donna, che ha dato un importante contributo alla ricerca anestesiologica: la prof.ssa Maria Chiefari, che da quest’anno lascerà la docenza alla Seconda Università per andare in pensione.
“Esiste una percentuale altissima di donne all’interno delle Facoltà scientifiche e in particolare a Medicina – ha detto il Rettore Francesco Rossi nell’inaugurare l’incontro – La ricerca di genere è un argomento che sta ricevendo una nuova spinta dopo un periodo di abbandono durante gli ultimi anni”. Il Rettore ha ricordato che quest’anno saranno una cinquantina circa i docenti ad andare in quiescenza e si tratta di figure di alto spessore scientifico. A ricevere una targa come onorificenza per il lavoro svolto in tanti anni, la prof.ssa Chiefari e il prof. Emanuele Iannuzzi. Ad entrambi la platea ha dedicato un lungo applauso e una standing ovation. In particolare al momento del saluto alla prof.ssa Chiefari. Specializzatasi in Anestesia e Rianimazione e successivamente in Malattie dell’apparato respiratorio, è diventata docente associata nel 1983, successivamente ha ottenuto la cattedra in Terapia del Dolore e si è dedicata negli anni ad una intensa attività scientifica, specialmente nel campo della terapia antalgica. “Lascia la nostra Facoltà una persona che ha dedicato impegno ed entusiasmo nella preparazione di diverse generazioni di specialisti – ha detto l’ex Rettore Antonio Grella, anche lui docente di Anestesia e Rianimazione, riferendosi all’impegno della Chiefari come docente nella scuola di Specializzazione in Anestesia – E’ difficile rimanere freddi, senza lasciarsi trasportare dalla commozione in momenti come questo. Oggi sono qui due donne che rappresentano l’esempio di come si possa eccellere sia da un punto di vista professionale, che umano”.
Ha introdotto l’intervento della prof.ssa Margaria il Preside uscente della Facoltà, prof. Giovanni Delrio. La relatrice ha esordito ricordando l’antico legame tra l’Ateneo torinese e quello partenopeo, dicendosi sempre lieta di tornare in una città così calorosa. “Sin dal 2000 a. C. il ruolo delle donne in Medicina è stato messo in primo piano – ha spiegato – Nella civiltà egizia, ad esempio, erano delegate ad attività pratiche come l’assistenza al parto. La stessa cosa accadeva nell’antica Grecia e abbiamo tracce della presenza femminile in campo medico anche nel Libro dell’Esodo, in cui si parla delle levatrici degli Ebrei”. La prof.ssa Margaria ha sottolineato l’importanza della famosa Scuola Salernitana e la data della prima Laurea in Medicina conferita ad una donna: si tratta di Lucrezia Cornaro Piscopia, tra la fine del 1600 e gli inizi del 1700. “Prima di questa data, le donne che si occupavano di medicina venivano spesso tacciate di stregoneria e facevano una fine orribile. Attualmente ogni 10 laureati in Medicina, 7 sono donne. Un dato piuttosto significativo anche se – paradossalmente – per quanto riguarda le posizioni dirigenziali nel settore medico-sanitario, gli uomini sono saldamente in testa, con una percentuale di oltre il 90%”.
Anna Maria Possidente 
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