Un giorno a lezione con gli studenti, tra entusiasmo e disagi

Cominciano i corsi all’Orientale. Tra studenti che corrono da un palazzo all’altro e matricole entusiaste di scoprire questo nuovo mondo, l’università è piena di vita. Buon numero di presenze nell’aula 1.4 a Palazzo Corigliano, dove si tiene il corso di Archeologia e Storia dell’Arte Cinese della prof.ssa Lucia Caterina. “La frequenza degli studenti, nel corso del semestre, va via via scemando. I ragazzi danno molta priorità alle lingue e sottovalutano il resto”, dice la docente la quale spiega che la Cina è stata la matrice culturale per i paesi orientali perciò questo insegnamento (che è bene seguire solo dopo aver sostenuto l’esame di Storia della Cina) è importante anche per chi studia Giapponese. “Mi rendo conto che molti ragazzi hanno un numero di crediti ristretto da dedicare agli esami a scelta. Molti capiscono e cercano di colmare le proprie lacune alla Specialistica”, aggiunge. “E’ un insegnamento molto interessante – commenta Fiorella Liguori, studentessa iscritta al primo anno proveniente dalla Facoltà di Giurisprudenza – La cosa che mi ha colpito di più è che l’archeologia cinese è molto diversa da quella che arriva a noi occidentali”. Anche Elvira, studentessa iscritta al terzo anno, decanta le lodi della docente. “È molto disponibile e ha un bel modo di spiegare – dice – Ho intenzione di seguire il corso perché è importante ascoltare la spiegazione che la docente fa delle immagini che proietta. So che ci sono delle difficoltà nel sostenere quest’esame, la professoressa si sofferma molto sui particolari”. Un insegnamento che sta registrando un aumento di frequentanti negli ultimi anni è Lingua e Letteratura Turca. “Sono sempre di più gli studenti che scelgono di studiare il Turco – dice la prof.ssa Lea Nocera – e anche quelli che la cambiano da lingua biennale a triennale. Negli anni passati il numero di frequentanti era al di sotto della decina ora sono il doppio. Un fenomeno solo de L’Orientale ma che si registra a livello nazionale”. L’ingresso della Turchia nell’Unione Europea, la questione curda, il Premio Nobel conferito a Orham Pamuk: i motivi che la docente indica alla base di questo interesse. Come praticare la lingua? “Occorre – dice la docente – sfruttare al massimo tutte le risorse: incontrarsi con gli studenti turchi che vengono in Italia, viaggiare, usufruire delle borse di studio del MAE”. Mara, studentessa del primo anno, l’ha scelta come seconda lingua ed è intenzionata a viaggiare. “Oltre ai viaggi all’estero cerco di leggere riviste e di fare esercitazioni”, afferma Ilaria Amendola, studentessa al secondo anno. Le differenze tra il Turco e l’Arabo? “Innanzitutto i caratteri – spiega sorridendo Anna, anche lei al secondo anno – spero di poter svolgere periodi di studio all’estero per imparare meglio questa lingua. La professoressa? Mi piace. È dinamica e molto preparata in tutti gli ambiti che concernono il suo campo di studi”. Anche a Lingua Giapponese III c’è una folta affluenza. “Ho scelto di studiare questa lingua perché durante una crisi mistica mi sono avvicinato al Buddismo – dice Gennaro – poi mi sono appassionato alla cultura e ad una cantante: Koad Kumi”. Lamentele sugli orari: “sul sito erano sbagliati – dice Piera, iscritta al terzo anno, che studia Giapponese perché ama le arti marziali (che pratica da 8 anni) – però i professori ci hanno avvisato. Ancora non conosco il giorno di inizio del corso di Inglese III e i professori non rispondono alle e-mail”. Stessi problemi di orari ha Nunzia  che segnala: “oggi abbiamo seguito seduti a terra. Le aule non sono idonee a contenerci tutti. Intanto abbiamo avuto problemi a seguire la lezione e per noi questo è un insegnamento cardine”. Nulla da dire sulla nuova docente: Claudia Iazzetta. “È brava e coinvolge – dice Piera – Parla soltanto in giapponese”. La pratica della lingua? “Guardiamo drama, programmi tv e cerchiamo di parlare giapponese tra di noi”. Seguito anche il corso di Letteratura Araba II anche se – ammette il prof. Giovanni Canova – “si tiene in orari non felicissimi. In ogni modo, consiglio ai miei studenti di frequentare e non limitarsi al programma di letteratura ma approfondire con letture integrative. Inoltre, sarebbe ottimo se si iscrivessero ad un corso estivo di arabo intensivo”. “Mi sarebbe piaciuto seguire il corso – dice Anna, studentessa al secondo anno – Ma purtroppo ho problemi di orario. Eppure sarebbe stato utile! Ora comincio a capire cos’è l’arabo e volevo saperne di più sulla cultura”. Anche il prof. Claudio Lo Jacono, docente di Storia del Vicino Oriente Islamico, sembra essere d’accordo con la ragazza. “Per imparare la lingua è importante conoscere il contesto culturale, la religione”. Durante le sue prime lezioni, il docente ha proprio colpito gli studenti. “Divaga un po’ – afferma Miriam, matricola – ma le sue lezioni sono interessanti. Si nota subito che è una persona molto preparata”. Consigli per l’esame? “Frequentare, anche perché alcuni libri sono in inglese. Seguendo, gli studenti possono già farsi un’idea. Poi, sembrerà scontato, ma devono studiare, non si può imparare per contatto”, sottolinea il docente. 
Marilena Passaretti
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