Filosofia e letteratura: un ciclo di incontri pluriennale con il giornalista Edoardo Sant’Elia

Quattro seminari l’anno, per otto anni, dal 2010 al 2017: un ciclo di incontri pluriennale che ripercorre gli elaborati di “La freccia e il cerchio/ The arrow and the circle”, pubblicazione annuale bilingue di filosofia, letteratura e linguaggi. L’iniziativa è opera del Suor Orsola Benincasa, che ospiterà gli eventi, ma anche dell’Istituto Italiano per gli Studi filosofici, oltre che della Società di Studi politici (i due enti che promuovono la pubblicazione) e, ovviamente, di Edoardo Sant’Elia, fondatore e direttore della rivista, poeta, saggista e giornalista della Rai. Sant’Elia spiega l’importanza di questa iniziativa e soprattutto sottolinea il carattere innovativo racchiuso nel progetto: “Il tutto si regge su una scommessa, quella di ‘sfidare’ la contemporaneità, dibattendo, elaborando, sviluppando i contenuti dei dodici contributi dell’annuale, ma facendolo di numero in numero, praticamente in tempo reale, cosa che difficilmente avviene di solito, per ovvi motivi di carattere anche pratico. In secondo luogo, è fondamentale il carattere multidisciplinare che abbiamo dato alla pubblicazione, e di conseguenza agli incontri, cosa che si riflette anche nelle individualità degli studenti a cui abbiamo chiesto di partecipare ai seminari”. Al ciclo di incontri, infatti, che avrà luogo ogni anno durante il mese di maggio, interverranno venti studenti eccellenti, selezionati tra laureandi e dottorandi, ma scelti nell’ambito delle aree di studio letterarie, antropologiche e filosofiche. Proprio la questione della multidisciplinarità ha un valore determinante per i promotori dell’iniziativa. In primo luogo, perché l’annuale si ripromette di venire fuori da una logica gerarchica tra argomenti e materie trattate. In secondo, “perché cercheremo di andare oltre gli elementi che caratterizzano le materie intese in senso classico: insomma, il nostro intento è quello di promuovere un diverso approccio alla cultura, anche attraverso quelle che io chiamo ‘lezioni/dialogo’, e che costituiscono il ciclo di incontri”. Per rendersi conto di tutto ciò, in effetti, è sufficiente dare un’occhiata al primo numero della collana, che racchiude i dodici contributi che spaziano attorno al tema “Automa/anima”: ci si muove, infatti, dalla conversazione tra i filosofi Maurizio Ferrari ed Ernesto Paolozzi, fino all’interpretazione filosofica del tema scelto, fatta da un illustratore, Severino Baraldi, che si sofferma sul modo in cui gli esseri umani diano un’anima alle bambole. Ancora, tanto interessante quanto particolare è il saggio scritto proprio da Sant’Elia, che analizza il rapporto tra automa e anima attraverso una rilettura di alcuni aspetti di due pellicole di fantascienza, come Blade Runner e Terminator. Un’altra caratteristica importante è quella del bilinguismo, che dà certamente un respiro internazionale a “La freccia e il cerchio” e ai seminari di discussione che ne seguiranno. “Si tratta in questo caso di una caratteristica unica – spiega Sant’Elia – dal momento che le riviste, di solito, pubblicano soltanto un abstract in inglese”. Certo, è un’operazione impegnativa da gestire, anche da un punto di vista logistico e concreto, ma Sant’Elia spiega le ragioni per cui si tratta di tutt’altro che un salto nel buio: “Innanzitutto perché il piano è quello di un’opera finita, di un progetto a termine, che passa per le otto pubblicazioni e i successivi incontri di dibattito. Anche gli incontri con gli studenti sfoceranno in un ulteriore elaborato, per il quale verranno selezionati i testi e le analisi più interessanti, prodotte dagli studenti che hanno partecipato”. Il giornalista, d’altronde, ha già testato l’esperienza ai tempi de “Il rosso e il nero”, rivista di letteratura che ha sviluppato un progetto di sedici numeri in otto anni, dal ’92 al ’99.
Riccardo Rosa
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