Il marketing non convenzionale, una tematica che piace agli studenti

Da soli o in gruppi, gli studenti prendono posto e, in poco tempo, l’Aula Rossa si riempie. “Queste lezioni affrontano tematiche estremamente attuali e che in genere non si studiano nei normali corsi universitari. Stiamo parlando di marketing non convenzionale, di marketing legato ai social – dice Maria Esposito, al secondo anno della Magistrale in Economia Aziendale – I social sono molto presenti nel marketing perché vengono usati per creare un’esperienza nella mente del consumatore. Ci sono una serie di errori da non commettere in questi contesti: ad esempio, bisogna tenere sempre separati account aziendali e account personali. Dietro i post di un’azienda non deve riconoscersi una persona. Sui social tutti possono esprimere la loro opinione, bisogna anche saper stare alle critiche altrui e riuscire a correggere il tiro quando qualche post non raggiunge il suo scopo. C’è un’altra cosa da non sottovalutare, cioè il target. I social non sono proprio per tutti e bisogna capire a chi rivolgersi”. Giuseppe Flagiello, invece, è uno studente Magistrale di Economia e Commercio, percorso per Commercialisti, molto interessato alle tematiche del marketing: “Nel mio percorso universitario affronto tematiche di ragioneria, contabilità, diritto, ma in Triennale ho sostenuto un esame di marketing. Il MIT, tra le proposte per il secondo semestre, era il più interessante. I meccanismi del marketing sono intriganti, ma senza studiarli accademicamente è difficile averne un’ottica di base”. La lezione più interessante? “L’incontro con il rappresentante dell’Original Marines. Mi ha colpito la sua preparazione, a 360 gradi, con competenze non soltanto nel marketing. Ci ha portato una testimonianza non solo dal punto di vista economico, ma anche psicologico e sociologico”. L’incontro con il dott. Davide Basile, Head of Marketing & Communication di Original Marines, ha colpito anche gli studenti Magistrali di Economia Aziendale Alessia Della Pia, Maria Cristina Martellotta, Veronica Zampino e Federico Leo: “Gli esempi che ci ha mostrato il dottor Basile sono l’applicazione della teoria alla pratica. Ci ha colpito molto il caso Oreo: durante il Superball c’è stato un black out, è andata via la corrente e non è stato possibile mandare le pubblicità. La Oreo, invece, ha pubblicato un tweet che ha avuto un ritorno di immagine enorme dando una grandissima visibilità al marchio. Ha anche vinto un premio per questo tweet”. Qual è il social più adatto ad un’operazione di marketing? Lo spiegano Pasquale Cucchiarone, Raffaele Coppola e Mariateresa Cantone (secondo anno Magistrale in Economia Aziendale): “Dalle lezioni fatte finora, è emerso che i social più utili nella promozione di un brand sono Facebook e Instagram, meno Twitter che forse è più utilizzato nei dibattiti tra politici o personaggi famosi. Tutti questi social hanno un ampio bacino di utenti, ma Facebook è quello che monetizza di più e ha funzioni utili a livello di business. Ad esempio, è in grado di intercettare quello che l’utente segue, quelli che sono i suoi interessi, permette di profilare gli utenti che hanno affinità con un determinato prodotto e un determinato marchio. Questo non è fattibile con Twitter”. “Sono uno studente Triennale di Organizzazione Aziendale – racconta, invece, Andrea Calderano – Il nostro professore tiene molto a questo tipo di incontri. Non vuole che ci si soffermi sul manuale, ma gli interessa che si entri nell’ottica di esperienze imprenditoriali reali e ci sprona a ricercare esempi simili. Abbiamo partecipato già a sette incontri, con musicisti, imprenditori che hanno presentato varie realtà aziendali e ognuno ha raccontato la sua esperienza personale e aziendale”. Anche Marta Minopoli e Federica Abate sono studentesse di Organizzazione Aziendale: “Siamo rimaste colpite dall’incontro con il dottor Renato Quaglia che ha avuto un’esperienza molto varia prima di arrivare alla riqualificazione dei Quartieri Spagnoli. Nel corso del tempo ha accumulato competenze variegate che poi gli sono tornate utili”.
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