Università Federico II al voto. Il programma dei tre candidati al rettorato

Entro metà luglio l’Università Federico II avrà il nuovo Rettore, che subentrerà al prof. Matteo Lorito e che resterà in carica per 6 anni. La prima tornata elettorale è in programma il 2 e il 3 luglio. La seconda, se sarà necessaria, è calendarizzata per il 7 e 8 luglio. L’eventuale turno di ballottaggio si svolgerà il 14 e il 15 luglio. Le operazioni di voto e di scrutinio si terranno nelle Aule ‘Francesco De Sanctis’ e ‘Pessina’, ubicate al piano terra dell’edificio centrale dell’Ateneo.

I candidati in corsa per la successione al Rettore Lorito sono tre: Andrea Mazzucchi, Santolo Meo, Alessandro Pezzella. Mazzucchi è attualmente al secondo mandato da Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici. Meo afferisce al Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione ed è Ordinario di Convertitori, Macchine ed Azionamenti elettrici. Pezzella è professore di Chimica Organica presso il Dipartimento di Fisica ‘Ettore Pancini’. Tutti hanno vasta esperienza di didattica e di ricerca e di incarichi istituzionali in ambito accademico.

La campagna elettorale è partita da tempo. I 3 candidati hanno redatto nei mesi scorsi i rispettivi programmi e li hanno pubblicati, insieme al proprio curriculum, sulla pagina internet dell’Ateneo.

Il più sintetico, con le sue 35 pagine, è quello del prof. Pezzella. Il più lungo, con oltre 100 pagine, è del prof. Meo, che è stato anche il primo ad ufficializzare la sua candidatura. Il programma di Mazzucchi consta di 53 pagine. È impossibile, naturalmente, sintetizzare la molteplicità delle proposte dei tre programmi, frutto anche degli incontri che i candidati hanno avuto nei mesi scorsi con le diverse componenti dell’Ateneo, in un articolo. Si possono però individuare alcuni aspetti, rimandando alla lettura integrale delle tre proposte.

Governance di Ateneo

Un elemento interessante presente in tutti i programmi, ma declinato con sfumature anche abbastanza differenti, è quello che riguarda l’assetto di governo dell’Ateneo. La cornice, in sostanza, nell’ambito della quale il nuovo Rettore si troverà poi ad attuare le sue proposte e i sui progetti.

Mazzucchi indica, tra gli impegni prioritari, il rinnovamento del sistema dei delegati. Propone “deleghe forti con obiettivi espliciti e verificabili, dotate di un’agilità e un peso nell’istruzione di pratiche e nelle decisioni operative”.

Inserisce nel programma “l’avvio del processo di revisione dello Statuto, con valorizzazione del personale tecnico-amministrativo all’interno del Consiglio di Amministrazione”. Sottolinea la volontà di coinvolgere il più possibile nelle decisioni le diverse articolazioni dell’Ateneo: “Il governo dell’università deve essere vissuto come uno strumento al servizio della comunità accademica, mai come una sovrastruttura che le si aggiunge.

Questo richiede una leadership capace di ascoltare, di condividere, di assumere decisioni quando necessario, ma sempre all’interno di processi trasparenti e partecipati. La partecipazione non rallenta le decisioni: le rende migliori, più solide, più durature.

Nessuna persona, da sola, possiede tutte le conoscenze necessarie per governare una comunità di queste dimensioni: il metodo di governo dovrà fondarsi sul dialogo costante con Dipartimenti, Scuole, Centri, rappresentanze studentesche e personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, perché le migliori decisioni nascono quasi sempre dall’intelligenza collettiva”. Meo, relativamente alla governance di Ateneo, prevede nel suo programma: “I Prorettori costituiscono il Collegio di Governo del Rettore e sono responsabili dell’attuazione delle politiche strategiche dell’Ateneo nei rispettivi ambiti di competenza.

A ciascun Prorettore sono attribuiti: poteri di spesa; obiettivi strategici; risultati attesi; indicatori di performance; responsabilità di rendicontazione periodica. Ciascun Prorettore redige annualmente una relazione di Accountability sulle attività svolte e sui risultati conseguiti. Il Prorettore all’Accountability coordina tali relazioni e redige il rapporto annuale di Accountability dell’Ateneo, sottoposto al Senato Accademico e alla discussione pubblica della comunità universitaria”.

Aggiunge: “Nelle more delle modifiche di Statuto i Prorettori assumeranno il ruolo di delegati con medesime competenze sostanziali dei Prorettori. I Prorettori avranno l’autonomia di nominare delegati, di organizzare proposte nell’ambito degli obiettivi strategici assegnati”.

Pezzella, relativamente alla struttura di governo dell’Ateneo, scrive: “Entro il primo semestre andrà avviata e completata una riprogettazione della struttura di governo dell’Ateneo, sulla quale basare, nei tempi più rapidi possibili, il percorso di revisione dello Statuto. Principi guida di questo processo dovranno essere il rafforzamento della rappresentanza e un più equilibrato assetto dei poteri di governo dell’Ateneo”.

Prosegue: “L’attuale Statuto attribuisce al Rettore un ruolo particolarmente rilevante nella designazione dei componenti del Consiglio di Amministrazione. Pur trattandosi di una previsione pienamente conforme alla normativa vigente, e in particolare alla legge numero 240 del 2010, ritengo che tale meccanismo non garantisca il miglior livello possibile di autonomia e reciproca indipendenza tra gli organi di governo e possa determinare un’eccessiva concentrazione di funzioni decisionali in capo a un unico soggetto.

La complessità della materia richiederà pertanto l’istituzione di una Commissione per la revisione dello Statuto, rappresentativa delle diverse componenti della comunità accademica, con il compito di elaborare proposte volte a rafforzare l’equilibrio istituzionale e la partecipazione ai processi decisionali, da sottoporre successivamente alla valutazione della comunità universitaria e degli organi collegiali competenti.

Senza voler ipotecare il lavoro della Commissione, che dovrà mantenere piena autonomia nelle proprie valutazioni, ritengo che esistano già esperienze sviluppate in altri Atenei dalle quali trarre utili indicazioni. In particolare, alcuni modelli prevedono procedure elettive che concorrono all’individuazione dei componenti del Consiglio di Amministrazione, mantenendo al tempo stesso una fase preliminare di verifica dei requisiti e delle competenze richieste.

Analogamente, il Senato Accademico dovrà vedere rafforzata la propria funzione di rappresentanza, prevedendo pareri obbligatori al Consiglio di Amministrazione sui principali atti di programmazione strategica e di allocazione delle risorse dell’Ateneo, nonché in relazione al conferimento dell’incarico di Direttore Generale”.

Didattica

I tre programmi, naturalmente, si soffermano ampiamente anche sulla didattica. Mazzucchi propone il Federico II Teaching and Learning Center: l’istituzione del Centro per la qualità. Indica, tra l’altro, la necessità di “incrementare insegnamenti e percorsi trasversali tra Dipartimenti e Scuole, di integrare pienamente Federica Web Learning nella strategia didattica dell’Ateneo, nonché di istituire un osservatorio permanente per il monitoraggio dei fabbisogni formativi espressi da territorio, sistema produttivo, professioni e istituzioni”.

Il programma di Meo inserisce tra gli obiettivi prioritari, relativamente alla didattica: “Summer school per studenti delle scuole superiori, tutor disciplinari retribuiti per gli insegnamenti più critici; tutorato, counseling mentoring tra studenti senior e matricole; monitoraggio precoce degli studenti inattivi”.

Propone anch’egli “la creazione di un Teaching and Learning Center di Ateneo per nuove modalità di erogazione della didattica” e vorrebbe che nascesse “un osservatorio permanente su carriere, abbandoni e occupabilità”. Nel ventaglio delle misure da adottare inserisce poi ‘un Centro di Ateneo per la comunicazione’, destinato a veicolare al meglio all’esterno l’offerta didattica.

Pezzella scrive, sempre con riferimento alla didattica: “Dovremo puntare fortemente sull’innovazione delle metodologie didattiche, sia dotandoci di una Task Force dedicata al tema delle Intelligenze Artificiali nella formazione superiore, in linea con le raccomandazioni di organizzazioni internazionali quali l’OCSE, sia rafforzando i supporti telematici per l’offerta didattica.

La Task Force sarà una delle tante occasioni in cui le competenze disciplinari delle aree umanistiche si integreranno con quelle delle aree scientifico-tecnologiche in un’ottica che per me rappresenta anche un percorso culturale per il futuro della Federico II”. Prosegue: “Anche per quanto concerne gli strumenti telematici tengo ad essere preciso.

Nella mia visione la cifra costitutiva ed il valore della Federico II stanno nella sua natura di Ateneo con un modello formativo basato sulla relazionalità e sulla presenza, tuttavia lì dove un supporto tecnologico può consentire la partecipazione di quanti altrimenti sarebbero tagliati fuori da un percorso di crescita, è nostro dovere fare il massimo anche con strumenti telematici ed offerte telematiche per favorire l’accesso alla formazione”.

Ricerca

Capitolo ricerca: ecco alcuni degli spunti contenuti nei programmi dei candidati. Il prof. Mazzucchi vorrebbe istituire “la Commissione per la Ricerca Competitiva e i Programmi ERC, composta da vincitori ERC, coordinatori di grandi progetti europei, referenti della governance della ricerca e componenti del Grant Office”. Auspica il potenziamento di quest’ultimo “con competenze dedicate a scouting dei bandi, progettazione e rendicontazione”.

Immagina “la costituzione di una struttura permanente di supporto alla governance, ai Dipartimenti e al Nucleo di Valutazione per l’analisi della produzione scientifica, delle reti di collaborazione e delle traiettorie di sviluppo della ricerca”. Meo individua a sua volta tra le azioni prioritarie “un piano straordinario per le progressioni da professore Associato a professore Ordinario”.

Quanto agli RTDA, i ricercatori a tempo determinato di tipo A, auspica “un mantenimento nel sistema degli attuali RTDA tramite contratti di ricerca e successivo assorbimento diluito in più anni sul Fondo di Finanziamento Ordinario”. Precisa: “Naturalmente non si sta parlando di meccanismi automatici ma di possibilità che potranno concretizzarsi solo a valle del superamento di un concorso pubblico”.

Pezzella rileva a sua volta: “Occorrerà sviluppare un modello organizzativo capace di integrare maggiormente le diverse attività e infrastrutture che concorrono alla valorizzazione della ricerca, superando frammentazioni e sovrapposizioni e favorendo una visione unitaria dei processi di innovazione.

L’interfaccia tra Ateneo, imprese, enti pubblici e investitori dovrà essere rafforzata attraverso competenze scientifiche, economiche, giuridiche e gestionali adeguate alla crescente complessità delle relazioni che caratterizzano l’ecosistema dell’innovazione”.

Internazionalizzazione

Ampio spazio dedicano i tre programmi all’internazionalizzazione. Mazzucchi vede un “International Welcome Office potenziato con servizi dedicati a studenti internazionali, dottorandi, ricercatori e visiting professor”.

Immagina tra l’altro da parte dell’Ateneo “l’avvio di percorsi di orientamento per i migranti di seconda generazione del territorio metropolitano”. Meo individua diverse azioni prioritarie, tra le quali: “Creare un Centro per l’internazionalizzazione, incrementare i programmi internazionali, creare un fondo di Ateneo che integri le borse ministeriali Erasmus, migliorare la comunicazione internazionale, stabilire una tassa di iscrizione per gli studenti stranieri differenziata per Paese di provenienza e per reddito familiare, prevedendo una No Tax Area”.

Pezzella sottolinea: “Un ruolo fondamentale continuerà ad essere svolto dai programmi di mobilità internazionale. Il consolidamento delle iniziative europee e delle altre forme di cooperazione accademica rappresenta uno strumento essenziale per ampliare le opportunità formative degli studenti e rafforzare la dimensione internazionale dell’Università.

In questa stessa direzione si colloca il potenziamento dell’offerta formativa in lingua inglese e lo sviluppo di percorsi condivisi con prestigiose istituzioni straniere, anche nell’ambito di programmi di doppio titolo e di altre forme avanzate di cooperazione accademica”.
Fabrizio Geremicca

Scarica gratis il nuovo numero di Ateneapoli

Ateneapoli – n.11-12 – 2026 – Pagina 4-5

- Advertisement -




Articoli Correlati