Il Rettore Quintano ed il futuro della Parthenope

C’è clima di attesa a via Acton. Dopo il passaggio del testimone dal prof. Gennaro Ferrara, avvenuto in un clima di reciproca stima, si attendono le prime mosse del neo Rettore Claudio Quintano. Al rettorato, intanto, si lavora per delineare un quadro dettagliato della situazione economica, ed il leit motiv per il prossimo futuro è: evitare spese superflue, ma con il faro puntato verso una attenta valorizzazione del merito a tutti i livelli (per docenti, personale tecnico-amministrativo e studenti). Sono in programma singole manovre che permetteranno di investire i risparmi nel rilancio e sostegno della ricerca e della didattica. Quest’ultima è considerata di fondamentale importanza per il prof. Quintano: “dovrà essere orientata verso la qualità, ciò richiederà, tra l’altro, di riprogettare i Corsi di Laurea e di migliorare i profili degli studi, ma anche di intessere maggiori e più stretti rapporti con il territorio, le aziende e gli Ordini professionali, di ampliare i programmi di internazionalizzazione per gli studenti ed i docenti e di rafforzare ulteriormente l’attività di orientamento, non solo in ingresso ma anche quella concomitante e successiva al conseguimento della laurea”.
Come intende rilanciare l’Ateneo senza le sufficienti risorse economiche? 
“Occorre anzitutto mutare il modo di ragionare e di agire, per governare efficacemente un’organizzazione complessa come un Ateneo, soprattutto alla luce delle innumerevoli difficoltà che il ‘sistema università’ sta incontrando – spiega il Rettore – Si dovrà necessariamente passare da una logica basata sulle funzioni e sui prodotti ad una logica basata sui processi e sugli obiettivi. Se non riusciremo a mutare il modo di pensare e di muoverci, vivremo sempre nell’emergenza e non andremo molto lontano”.
Quindi stop alle spese inutili, evitare eccessi, maggiore utilizzo dei documenti digitali, limitare le spese per missioni e tanti altri provvedimenti sono allo studio: “sto facendo un’analisi statistica per capitoli, per individuare come e dove intervenire, anche perché ad incidere sul bilancio non sono necessariamente le grandi spese ma il cumulo di tante piccole spese non organizzate. Il taglio sarà ‘qualificato’, bisogna prepararsi a dei sacrifici inevitabili, a tutti i livelli, ma – rassicura il prof. Quintano – saranno meditati, condivisi e, per quanto possibile, minimizzati”.
Qualche preoccupazione traspare per la Riforma in atto ed in particolare per la revisione dell’offerta formativa che si renderà necessaria in applicazione del D.M. n° 17 del 22 settembre 2010: “Quando si tratta di effettuare dei tagli è sempre motivo di sofferenza. Riducendo l’offerta formativa si peggiora il ventaglio delle possibilità a favore degli studenti e quindi, per certi versi, la stessa qualità complessiva del nostro prodotto. D’altro canto si tratterebbe malauguratamente di scelte inevitabili, che ci vengono imposte dalla disciplina nazionale, e che non potremo pertanto in alcun modo ignorare”. 
Altro argomento molto discusso in queste ultime settimane è la Federazione tra gli Atenei campani, un’opportunità ma al contempo motivo di apprensione per gli Atenei minori: “Tutto dipende da come la si costruisce e la si gestisce in concreto. L’idea di fondo è corretta e sacrosanta: federare gli Atenei campani per razionalizzare e ottimizzare le risorse ed i relativi percorsi formativi, al fine di incrementarne anche la qualità. Lo snodo critico sarà, però, la possibilità di stilare un protocollo d’intesa tra gli Atenei campani che sia chiaro e ben definito e che, soprattutto, non lasci punti oscuri o non regolamentati. Il pericolo – sottolinea Quintano – è che si possano creare supremazie e sudditanze di alcuni Atenei verso altri. Ed io all’identità ed all’autonomia dell’Università Parthenope tengo in particolar modo”.
Gennaro Varriale
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