Informatica, le proposte degli studenti sulla didattica

Esami che valgono più di 6 crediti distribuiti sui due semestri, corsi esclusivamente pomeridiani, appelli d’esame troppo distanti tra loro e con un carico non omogeneo. Sono i problemi che denunciano gli studenti di Informatica, in modo particolare quelli iscritti al Nuovissimo Ordinamento 270. Per affrontarli, i ragazzi dell’Assemblea di Informatica hanno presentato delle proposte raccolte in un documento che è stato discusso durante lo scorso Consiglio di Corso di Laurea di lunedì 8 giugno. “La legge 270 impone di ridurre il numero degli esami aumentando i crediti; i professori hanno deciso di distribuire gli esami per alleggerire il carico all’inizio, ma questo, invece di facilitare l’impatto, lo rende più difficile. Per due mesi si interrompono i corsi poi, senza aver potuto sostenere esami, si riprendono. Così, nella sessione estiva questi esami si sommano a quelli del secondo semestre, sbilanciando il carico tra i due semestri. Allo stato attuale, ci sono tre esami il primo semestre e sette il secondo”, spiega Emanuele Di Cesare dell’Assemblea. 
Ordinamento 270, 
carico sbilanciato
 tra i due semestri
Il problema riguarda i corsi di Analisi, Architettura di Reti e Programmazione, rispettivamente da 9 e 12 crediti. La proposta degli studenti prevede due punti: compattare i 9 crediti di Analisi al primo semestre, per sostenere l’esame nella sessione invernale, e aggiungere delle prove intercorso o esami intermedi per gli esami da 12 crediti. Il carico di lavoro risulterebbe così ripartito in 33 crediti al primo semestre (21 sostenuti con tre esami e 12 con due prove intercorso) e 27 crediti al secondo semestre. Anche il secondo anno dovrebbe essere riorganizzato analogamente: compattare i 9 crediti di Algoritmi e Strutture Dati e Sistemi Operativi I al primo semestre, con il primo appello nella sessione gennaio-febbraio, insieme ad una prova, o esame intermedio, per l’esame di Basi di Dati e Sistemi Informativi da 12 crediti e posticipare l’esame di Laboratorio di Algoritmi e Strutture Dati dal primo al secondo semestre. Così facendo ci sarebbero 30 crediti al primo semestre (24 distribuiti fra tre 3 esami e 6 con una prova\\esame intermedio) e altrettanti al secondo semestre. “Preservando, inoltre, la naturale conseguenzialità tra gli esami di Algoritmi e Strutture Dati I e Sistemi Operativi I del primo semestre con i relativi Laboratori del secondo”, insistono ancora gli studenti che si lamentano anche dell’organizzazione dei corsi nell’arco della giornata. Le lezioni di alcune materie, infatti, si svolgono esclusivamente nel pomeriggio. “Se le lezioni si alternassero tra mattina e pomeriggio, sarebbe un buon risultato. Sappiamo che ci sono problematiche di gestione e che gli orari sono difficili da incastrare, ma con un minimo di attenzione non ci sarebbero delle materie affrontate sempre quando siamo tutti più stanchi”, insistono i ragazzi. 
Riorganizzare 
gli appelli
Nel corso del confronto sono emerse anche proposte per l’organizzazione degli appelli, attualmente concentrati nei periodi di gennaio-febbraio, giugno-luglio e agli inizi di settembre. I rappresentanti hanno proposto di istituire una finestra di esami nell’ultima settimana di marzo, mentre i ragazzi dell’Assemblea ritengono più efficace aggiungerla nella prima settimana di maggio. Inoltre, suggeriscono di raggruppare, per quanto possibile, gli esami della sessione autunnale nella terza/quarta settimana di settembre e, infine, di permettere a tutti gli studenti fuori corso di partecipare agli appelli straordinari, senza il vincolo del numero massimo di esami. Allo stato attuale, infatti, i fuori corso possono presentarsi alle sessioni straordinarie solo a sei esami dalla laurea. “Nel caso in cui la riorganizzazione didattica non venisse attuata, riteniamo prioritario collocare il terzo appello della sessione gennaio-febbraio nella sessione estiva”, aggiungono. L’attenzione è rivolta soprattutto agli studenti lavoratori, che ad Informatica non sono rari. “Negli ultimi due anni ho lavorato come sistemista presso due diverse aziende. Studiare e lavorare è stancante e inevitabilmente rallenta il percorso. Se avessi potuto usufruire di qualche appello in più forse sarebbe andata meglio. Nel nostro settore puoi iniziare a lavorare già prima della laurea, anzi molti si iscrivono dopo alcuni anni di lavoro per avere degli scatti di carriera. Io ho dovuto lasciare il lavoro, ho scelto l’università perché penso che sia più formativa e perché costa, quindi non si può trascinare per troppo tempo”, racconta Davide Barbato, studente fuori corso. 
La Specialistica
 non soddisfa
Anche la Laurea Specialistica, in particolare il curriculum ‘Sistemi Informatici’ crea insoddisfazione, soprattutto dal punto di vista culturale. “Crediamo che una Laurea Specialistica dovrebbe fornire una buona specializzazione in un determinato settore e non limitarsi a fornire generiche conoscenze di base. Una buona offerta didattica dovrebbe prevedere sia una specializzazione teorica che una pratica, per chi vuol fare ricerca e chi vuol lavorare”. La situazione è aggravata dallo status quo dell’università. Molti docenti nei prossimi mesi andranno in pensione e il carico didattico di quelli che restano aumenterà. Inoltre, a partire dal prossimo anno, alcuni dei corsi a scelta potrebbero svolgersi ad anni alterni. “Tutto per tentare di mantenere un livello della didattica dignitoso”, dice Rosario Renga, iscritto al Corso specialistico incriminato, che prosegue: “il problema del nostro curriculum è che non c’è una vera e propria specializzazione. Affrontiamo vari aspetti generali, ma chi volesse intraprendere una carriera in azienda dovrebbe affrontare lo scoglio dell’aggiornamento. Nel passaggio alla 270 gli esami teorici sono passati da 6 a 9 crediti, ma noi crediamo che questo curriculum dovrebbe essere più pratico, con più esami a scelta. Visti, comunque, i problemi e i vincoli, vedremo se si potrà trovare una soluzione, anche per le tante proposte che abbiamo per dei laboratori speciali”. La proposta finale prevede di riportare due corsi da 9 crediti a 6, spostare questi crediti ‘avanzati’ all’interno di uno o due esami a scelta, e inserire all’interno degli esami più corposi 3 crediti destinati ad un progetto o ad una prova pratica.
Per ulteriori informazioni: www.scienzeinfo.it; www.c4occupata.org.
    Simona Pasquale 
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