LA FACOLTÀ VISTA DAI RAPPRESENTANTI DEGLI STUDENTI

Giaccari: “i problemi, quando ci sono,
vengono risolti
tempestivamente”
Alessia Giaccari, 23 anni, iscritta all’ultimo anno della magistrale (è passata dalla triennale al corso quinquennale lo scorso anno), esponente della Confederazione degli Studenti, è presidente uscente del Consiglio degli studenti di Facoltà. Ci racconta che nei suoi primi giorni di università rimase colpita prima di tutto dai grandi spazi e dalle numerose strutture della Facoltà: “più sedi, tantissime aule, numerosi dipartimenti… Una vastità che dà modo di soddisfare le curiosità degli studenti. Io, ad esempio, trascorrevo molto tempo nelle biblioteche dei Dipartimenti per preparare gli esami, consultando volumi e riviste. Purtroppo sono biblioteche poco conosciute e poco frequentate, ed è un peccato perché funzionano bene e offrono nuovi stimoli”. Un altro servizio che a Giurisprudenza funziona davvero bene è l’aula multimediale al primo piano della sede di via Porta di Massa. “Contiene numerose postazioni dalle quali gli studenti possono collegarsi a internet gratuitamente. E’ un servizio estremamente utile soprattutto per i fuori sede, che in genere vivono in case in affitto dalle quali non possono accedere alla rete”. Alessia punta l’accento anche sulla grande ricchezza di iniziative alternative alla didattica tradizionale che si svolgono nella Facoltà giuridica federiciana, e sulla disponibilità al dialogo della maggior parte dei docenti e soprattutto del preside. “I problemi, quando ci sono, vengono tempestivamente risolti. Mai che dalla presidenza mi avessero risposto di no a una richiesta ragionevole e ben argomentata”. Tra i pochi nei della Facoltà, la pubblicazione dei calendari d’esame, che potrebbe essere più tempestiva. “Sarebbe utile per noi studenti conoscere con quanto più anticipo possibile il calendario, per poter organizzare meglio lo studio”.
 
 

Di Vuolo:
“eccessivo
distacco tra teoria
e pratica”
Alfonso Di Vuolo, 24 anni, iscritto al quarto anno della magistrale (anche lui è passato dalla triennale al corso quinquennale l’anno scorso), è neoconsigliere di Facoltà per la Sinistra Universitaria. Secondo lui, ciò che non va a Giurisprudenza è l’eccessivo distacco tra la teoria e la pratica. Ritiene che gli studenti non riescano a “vivere la Facoltà nel vero senso della parola”, dove per “vivere la Facoltà” intende la possibilità di entrare nel cuore delle problematiche studiate e non limitarsi a seguire le lezioni, studiare sui libri e andare a dare l’esame. “Lo studente dovrebbe essere accompagnato verso la pratica. Ci sono esami come Procedura civile e Procedura penale che richiederebbero lo svolgimento di attività pratiche, per vedere da vicino come si sviluppa un processo. Seguiamo le lezioni tre volte a settimana, basterebbe dedicare uno dei restanti giorni alle visite in tribunale, per avere qualcosa in più. E’ un’idea che pensiamo di portare in Consiglio di Facoltà”. Per Alfonso i docenti sono “disponibili e professionali”, le strutture sono valide, l’aula multimediale offre un servizio importante ed efficiente “soprattutto adesso che per due volte a settimana è aperta anche nel pomeriggio”. Ottima opinione sul punto ristoro di via Porta di Massa (la buvette del secondo piano). Però, sottolinea, “non sono queste le cose che danno gli stimoli”. “A mio avviso, tutto ciò rientra nell’ordinaria amministrazione”, dice, “è normale che la Facoltà debba garantirci l’efficienza di certi servizi. I veri sforzi da fare sono altri, quelli volti a creare finalmente un collegamento tra quanto studiamo e la realtà del diritto”.
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