Mettere in mostra 600, 700, 800 compiti non è possibile. Ragioni di carattere organizzativo lo impediscono. Ciò non toglie che se il singolo studente lo richiede, il compito gli deve essere esibito senza ombra di dubbio. E’ questa la spiegazione che da la prof.ssa Adriana Corrado, docente di Inglese, in risposta alle segnalazioni giunte al nostro giornale provenienti dagli studenti iscritti al Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione. L’ultima, quella di una studentessa lavoratrice, denuncia non solo l’impossibilità da parte degli studenti di visionare gli elaborati, ma anche l’assenza di pubblicità delle date d’esame. “La cosa che non sapete è che spesso le date di questo esame non sono neanche pubblicate in internet o affisse in bacheca – scrive la nostra lettrice- proprio per questo motivo nel mese di ottobre fui esclusa da una delle prove di final test. Non mi ero prenotata in tempo…Il punto è che era impossibile prenotare un esame di cui non c’era traccia né in internet né in bacheca all’università… L’avviso in bacheca era stato affisso solo tre giorni prima della prova ed il passaparola aveva raggiunto solo chi all’università ci va tutti i giorni e non chi lavora come me”. Un’altra lamentela, un’altra questione che abbiamo girato alla professoressa. La docente ha risposto cordialmente alle nostre domande, invitando però a fare gli opportuni distinguo: il placement test, che viene somministrato agli allievi all’inizio di ogni semestre, non è un esame ma una variante di verifica. “Per questi test linguistici di verifica delle competenze, ci muoviamo nell’ordine delle migliaia di esaminandi e quando i numeri sono così elevati la comunicazione dei voti con la contestuale mostra dei compiti è impraticabile – spiega la professoressa- Diverso è il discorso per le prove scritte propedeutiche agli insegnamenti di lingua, previste da alcuni corsi di laurea, quando a svolgere gli elaborati sono 50 o 60 studenti per volta. E’ il caso di veri e propri compiti d’esame e dovendosi gestire numeri più piccoli è possibile far prendere visione di ogni elaborato”. Ma tornando ai placement test, gli allievi che le chiedono di vedere i loro compiti vengono in genere accontentati? “Non si tratta di accontentare nessuno, ritengo che sia un diritto degli studenti poter accedere ai loro elaborati. Purché lo chiedano, dal momento che, come ho spiegato, non avrebbe senso convocare 1000 persone per mostrare i test di verifica. Comunque non è una novità, è capitato già in passato che qualcuno mi facesse questa richiesta e dunque volesse rendersi conto direttamente di quali errori ha commesso. La cosa buffa è che sono quasi sempre gli studenti più bravi a chiedere di visionare i compiti, chi non ha fatto bene in genere ne è consapevole e si prepara a ripetere il test. Chi invece ha preso 27 mentre si aspettava di prendere 30, giustamente ci tiene a vedere dove ha sbagliato. La bellezza dei ragazzi è questa, hanno tante reazioni diverse, stare con loro è un rinnovarsi ogni giorno”. Sulla difficoltà di trovare pubblicate per tempo le date d’esame cosa ha da dire? “Io comunico le date d’esame in segreteria, poi francamente non so come la segreteria si organizzi. Spetta agli studenti l’onere di informarsi, è un loro problema. Se lo vogliono si può sempre lavorare per delle forme di comunicazione più evidenti. Nulla è perfetto ma tutto è perfettibile, se c’è poca pubblicità si può cercare di fare qualcosa per migliorare”.







