Laboratori di scrittura giuridica, un’occasione da non perdere

Numerosi sono gli iscritti al Corso di Laurea in Giurisprudenza della Vanvitelli, ma tutti gli studenti dispongono della stessa preparazione? E quanto è importante possedere i giusti requisiti all’ingresso? Il fatto che i Corsi di Studio abbiano sentito la necessità di offrire agli studenti (della Triennale e della Magistrale) due differenti laboratori post-iscrizione per assimilare le indispensabili conoscenze, forse, può offrire un piccolo spunto di riflessione. Il gruppo di lavoro ‘Conoscenze Iniziali’, in partenza dal 3 febbraio, diretto da un gruppo di docenti e coordinato dalle Presidentesse dei Corsi di Laurea, prof.ssa Valeria Nuzzo e prof.ssa Maria Chiara Vitucci, si propone di riparare alle lacune che i neo-iscritti presentano in entrata, alcune piuttosto gravi e capaci di rendere difficoltoso il prosieguo degli studi giuridici. Il laboratorio di ‘Tecnica di Scrittura Giuridica’, già presente in Dipartimento come attività a scelta con attribuzione di 6 crediti formativi, sarà aperto dal secondo semestre a tutti coloro che si vogliano cimentare nella pratica della scrittura giuridica e degli atti amministrativi; la durata sarà concordata con i docenti all’inizio dei corsi. I Laboratori di scrittura giuridica rientrano, inoltre, tra le scelte del nuovo piano di studi Magistrale, per cui gli studenti potranno scegliere, al posto di un tirocinio presso enti convenzionati, un tirocinio interno tra i seguenti tre: Tecnica di Scrittura Giuridica; Tecniche di redazione degli Atti Amministrativi; Laboratorio di Scrittura Giuridica in Lingua Inglese e Italiana: il parere legale. Corsi necessari non solo in entrata, ma anche in uscita, come informa la prof.ssa Vitucci, Presidente del Corso di Laurea in Giurisprudenza: “A stimolare la nascita di questi laboratori sono state proprio le richieste delle parti sociali e delle aziende che di fatto assumeranno i neolaureati. Il problema principale è la preparazione linguistico-culturale degli iscritti, unitamente a una scarsa capacità di concentrazione. Com’è stato reso noto da alcune ricerche, le nuove generazioni hanno sempre più difficoltà a comprendere un testo scritto. Io stessa, che mi trovo sovente a seguire i lavori dei tesisti, mi trovo a svolgere il doppio lavoro della correzione ortografi – ca. Ci si trova davanti a studenti che non prendono una penna in mano dalla maturità! Credo che sia necessario riabituare gli studenti alla scrittura, specialmente perché si tratta di una dote fondamentale in questa disciplina. Per questo io e altri colleghi prediligiamo la somministrazione di prove scritte. Diciamo che è già di fondamentale importanza la conoscenza dell’italiano, ma ancor di più del linguaggio specifico, parlando del nostro ambito di competenza: ponendo un esempio, sono moltissime le volte in cui la parola ‘legittimo’, onnipresente in ambito giuridico, mi viene presentata scritta con la doppia ‘g’. Fortissima anche la componente dialettale, che in alcuni casi va a sostituire l’impiego dell’italiano, rendendo difficoltoso il suo utilizzo. La mancanza di concentrazione tra gli studenti, che è una casistica sempre più comune, è la nuova sfida della didattica: la digitalizzazione dell’informazione e la realtà virtuale hanno accorciato i tempi da dedicare alla lettura, pare quindi evidente che la didattica stessa si debba adeguare con tecniche innovative e inclusive, come l’interattività”. Ma i corsi non hanno, per adesso, suscitato l’effetto sperato, stando alle informazioni dei giorni scorsi: “Purtroppo, credo a causa di una campagna di promozione non propriamente effi cace, a pochi giorni dall’inizio dei corsi non vi sono adesioni. Ragion per cui, io e la prof.ssa Nuzzo proporremo la proroga dei termini di iscrizione a tutto febbraio, con inizio dei corsi a marzo”. “Un’occasione importante che l’Ateneo mette a disposizione degli studenti e che non dovrebbe andare sprecata – come spiega la prof.ssa Nuzzo, Presidentessa del Corso di Studio in Scienze dei Servizi Giuridici – Sono molti i docenti che hanno investito tempo ed energie per far sì che questa realtà fosse presentata agli studenti, in modo tale da innalzare il livello della didattica, quindi mi auguro che l’assenza di adesioni sia dovuta ad una scarsa campagna divulgatoria, piuttosto che a un disinteresse del bacino di utenza studentesco. È chiaro che in un breve corso non è possibile riparare a tutti i deficit, ma è vero anche che l’impiego di questi corsi può aiutare e fare la differenza. Dobbiamo perciò fare in modo che il tentativo non vada fallito. Ci impegneremo affinché questa meravigliosa occasione non svanisca in una nuvola di fumo”.
Nicola Di Nardo
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